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La Virgin Galactic tornerà a volare: perché è una buona notizia per l’Italia?

Più di un mese la FAA aveva costretto a terra la SpaceShip Two del magnate Richard Branson. Finalmente è stato dato il via libera per un nuovo lancio e la prossima missione sarà molto italiana.

Categorie Agenzie spaziali · Aviazione

La Federal Aviation Administration (FAA) degli Stati Uniti ha autorizzato nuovi decolli dello spazioplano targato Virgin Galactic, che quindi tornerà a volare nel prossimo futuro. Dopo sei settimane di indagini infatti, a fine settembre è arrivata la comunicazione ufficiale da parte dell’ente regolatore americano.

La notizia ha avuto eco soprattutto in Italia, visto che il volo Unity 23 ospiterà a bordo la missione Virtute 1, una missione tutta italiana, sviluppata da Aeronautica Militare Italiana e CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Questa missione segnerà anche un punto di svolta nel neonato settore dei voli spaziali commerciali. La missione Virtute 1 sarà infatti la prima missione dove verranno effettuati esperimenti a bordo di un volo spaziale commerciale.

Cosa ha impedito a Virgin Galactic di tornare a volare

L’euforia del primo volo suborbitale commerciale, l’11 luglio, si è smorzata velocemente. Il record ottenuto dalla compagnia commerciale di Richard Branson di volare oltre gli 80 km di quota è stato velocemente archiviato quando si è fatta concreta la possibilità di non poter più condurre altre missioni con la SpaceShip Two.

La notizia era stata data in anteprima sul The New Yorker. Nell’articolo si spiegava come i due piloti della SpaceShipTwo avessero ignorato un “avviso di entrata in planata”. Il giorno successivo la FAA americana aveva aperto ufficialmente l’indagine e bloccato a terra i velivoli della Virgin Galactic, impedendogli di fatto di tornare a volare.

L’indagine, durata sei settimane, si è concentrata sulla fase di ascesa del velivolo. La VMS Eve è lo speciale aereo bi-carlinga che ha portato lo spazioplano VSS Unity fino a circa 15 km di altitudine. Da qui la VSS Unity si è sganciata, ha attivato i propulsori a razzo ed è salita verso la quota di 80 km. 

La FAA ha appurato che ci sono stati problemi nel raggiungimento della quota prestabilita, in quanto il velivolo non è riuscito a salire abbastanza rapidamente, uscendo di fatto dal cono di planata, ignorando i segnali in cabina e non rispettando il piano di volo comunicato alle autorità.

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La VSS Unity. Credits: Virgin Galactic

Le conclusioni della FAA

Conclusa la prima parte dell’indagine, la Federal Aviation Administration ha riscontrato due questioni particolarmente rilevanti. La prima è la mancanza di comunicazioni tempestive tra la VSS Unity e la torre di controllo; la seconda è l’errato calcolo dello spazio aereo “protetto” all’interno del quale condurre la propria missione.

Per questo motivo ha richiesto alla Virgin Galactic di operare su questi due punti. I tecnici della Virgin Galactic hanno quindi implementato le azioni correttive per consentire alla compagnia di tornare a volare. 

Queste sono:

  • aggiornamento dei calcoli per espandere lo spazio aereo protetto. Conseguente designazione di un’area più ampia per garantire tutte le possibili traiettorie di volo necessarie al raggiungimento della quota;
  • implementazione di ulteriori passaggi nelle procedure di volo per garantire comunicazione in tempo reale con il controllore del traffico aereo.

La FAA ha richiesto a Virgin Galactic di implementare modifiche sulle modalità di comunicazione con la FAA e le operazioni di volo per rientrare nei limiti di sicurezza. Virgin Galactic ha apportato le modifiche richieste e può tornare alle operazioni di volo.

Nota della FAA
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La VSS Unity in volo suborbitale. Credits: Virgin Galactic

Il prossimo volo sarà italiano

Apprezziamo la revisione approfondita della FAA su questa indagine. Gli aggiornamenti al nostro spazio aereo e i protocolli di notifica delle missioni in tempo reale rafforzeranno i nostri preparativi mentre ci avviciniamo al lancio commerciale della nostra esperienza di volo spaziale

Michael Colglazier, CEO Virgin Galactic

Le ottimistiche dichiarazioni della Virgin Galactic fanno ipotizzare che sia imminente la partenza della missione Virtute 1 a bordo del prossimo volo, Unity 23, della Virgin Galactic. Questa missione sarà la prima di tipo scientifico su un volo commerciale nella storia e sarà condotta da tre italiani. 

Insieme all’equipaggio della Virgin Galactic, saliranno sulla VSS Unity anche il Colonnello Walter Villadei, comandante di missione, il Tenente Colonnello Angelo Landolfi, medico spaziale e l’Ing. Pantaleone Carlucci, ricercatore del CNR.

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L’equipaggio della prossima missione. Credits: Virgin Galactic

Gli esperimenti scientifici che i tre italiani svolgeranno sulla SpaceShipTwo della Virgin Galactic saranno 12, di cui 4 medici e 8 tecnologici. Sono stati preparati dal CNR in collaborazione con l’Aeronautica e le università di Milano, Roma e Padova. 

Si indagheranno le reazioni dell’organismo alle alte quote, studiando cellule neuronali, i livelli di radiazione, gli effetti sul cuore, l’affaticamento cerebrale. Altri esperimenti riguarderanno la combustione, la propulsione e il comportamento di speciali liquidi e solidi in condizioni di microgravità.

La SpaceShipTwo decollerà sicuramente a partire dalla seconda metà di ottobre, ma non ci sono ancora comunicazioni ufficiali in merito. Quello che sappiamo è che dopo la missione italiana, la Virgin Galactic si “prenderà una pausa” prima di tornare a volare. La pausa, già programmata mesi fa, sarà utilizzata per i lavori di manutenzione programmata e per l’implementazione di modifiche necessarie a sostenere l’inizio dell’esperienza commerciale, con l’inizio delle vendite dei biglietti per i voli commerciali (450.000$ a sedile).

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