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Coronavirus: le conseguenze sulla corsa allo spazio

Nel bel mezzo dell’ emergenza sanitaria da coronavirus, un aspetto particolarmente preoccupante è quello che riguarda le conseguenze economiche: tutti i settori sono in qualche modo influenzati dalla situazione legata alla pandemia e le conseguenze sull’ industria di spazio e aerospazio non sembrano mancare.

Cerchiamo di analizzare la situazione con una panoramica che segua la diffusione che ha avuto l’ epidemia partendo dalla Cina fino ad arrivare agli USA.

Le conseguenze in Cina

L’industria aerospaziale cinese è tra i settori che meno ha subito le conseguenze dell’ emergenza coronavirus. L’immensa vastità del paese unita ad una potenza industriale senza pari, in un contesto che ha visto il lockdown totale solo per alcune zone del paese, ha permesso alla CNSA (China National Space Administration) di continuare a lavorare ai suoi progetti più importanti.

Alla luce di questa mancata interruzione, quindi, la missione Huoxing-1 che punta ad inviare verso Marte un rover, un lander ed un orbiter (prima missione di sempre ad includere tutt’ e tre le tipologie di strumento) non ha subito alcuno slittamento e il suo lancio resta prevista per Luglio 2020.

A pesare fortemente su questo tipo di decisione, ci sono le pressioni del regime comunista che nel 2021 festeggerà il proprio anniversario e spera di poter annoverare tra i propri successi anche quello della missione verso il pianeta rosso.

Le conseguenze del coronavirus per lo spazio
Credits: popsci.com

ESA: tra rinvii e stand-by

La notizia che ha destato maggiore scalpore negli ultimi giorni riguarda il rinvio del lancio della missione ExoMars 2020. In verità l’ emergenza coronavirus non è tra le ragioni annoverate dal comunicato stampa ufficiale diramato da ESA e da Roscosmos (l’ agenzia russa è partner della missione) ma la tempistica rende difficile pensare che la pandemia non possa aver influito.

Ciò che è invece direttamente collegato all’ emergenza coronavirus, è la chiusura del centro di controllo missione di Darmstadt (Germania).
Dapprima era stata prevista una riduzione del personale mettendo in condizione alcuni ingegneri di lavorare da casa. Negli ultimi giorni, però, con l’ avanzare del virus si è resa necessaria la messa in stand-by di alcune missioni.

Nello specifico le missioni Cluster (composta di 4 satelliti e lanciata nel 2000, studia il campo magnetico terrestre e il vento solare), ExoMars Trace Gas Orbiter (in orbita intorno a Marte dal 2016 ne studia l’atmosfera), Mars Express (che fotografa la superficie del pianeta rosso intorno al quale orbita dal 2003) e la recentissima Solar Orbiter (che da questo febbraio studia l’ attività solare) saranno messe in pausa. Queste missioni infatti necessitano di un gran numero di ingegneri per essere controllate ed allo stesso tempo operano su opere abbastanza stabili da non necessitare di correzioni nel breve periodo.

NASA: coronavirus e conseguenze sulla corsa allo spazio

L’ agenzia spaziale statunitense è stata tra le prime a denunciare la presenza di operatori positivi al Covid-19 tra il proprio personale. Già l’ 8 Marzo al centro Ames nella Silicon Valley è stato trovato il primo tampone positivo. A questa notizia e al successivo evolversi dei contagi, la NASA ha risposto applicando progressivi protocolli di chiusura.

Nella giornata del 24 Marzo è arrivato l’ annuncio del passaggio allo Stage 4 di prevenzione. In metà dei propri centri, dunque, il personale lavorerà da casa ad eccezione di coloro delle figure il cui ruolo è utile alla salvaguardia della sicurezza del personale e delle missioni. Tra le missioni al momento più a rischio vi sono:

  • il lancio verso Marte del rover Perseverance. Previsto per luglio 2020, in caso di rinvio potrebbe slittare al 2022 a causa della chiusura della finestra di lancio. Al momento però non vi sono ancora comunicazioni in merito.
  • il lancio del James Webb Telescope nel 2021. Questa missione, seppur lontana nel tempo potrebbe subire un forte rallentamento della tabella di marcia anche in virtù della sua internazionalità. Il lancio dovrebbe infatti avvenire con un razzo Ariane 5 ma la compagnia Francese ha attualmente chiuso i propri centri.

La situazione è comunque in divenire, vi aggiorneremo di volta in volta con le ultime notizie sulle conseguenze del coronavirus sulla corsa allo spazio.

Fonte: Nasa, Esa

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Gianluca Pellecchiahttps://aerospacecue.it
Diplomato al Liceo Classico e laureando in ingegneria aerospaziale. Appassionato di spazio e pallacanestro, oltre che incuriosito da qualunque cosa o persona lo circondi.