Tutto è andato come previsto, alle 10:31 del 14 Marzo 2016 è stato compiuto un altro passo nella storia spaziale: il razzo Proton-M della missione ExoMars ha lasciato la piattaforma di lancio del Cosmodromo di Baikonur.

Prende così il via un’importantissima missione organizzata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Russa (ROSCOSMOS): una missione il cui scopo è verificare la presenza di vita, passata e presente, sul noto pianeta rosso, oltre che conoscere l’ambiente marziano e la caratterizzazione geochimica del pianeta e identificare i possibili rischi per le future missioni umane. Il primo contatto con la sonda è previsto alle ore 22:29 (ora italiana) e, secondo la tabella di marcia stilata da ESA e Roscosmos, il viaggio dovrebbe durare circa sette mesi. Il 16 ottobre è prevista la separazione tra TGO (Trace Gas Orbiter) e Schiaparelli: quest’ultimo si poggerà sul suolo di Marte tre giorni più tardi.

Si è espresso sulla missione ExoMars 2016 Maurizio Capuano:

“Ha una forma che ricorda le navicelle spaziali, gli ufo, se vogliamo interpretarla in questa maniera, perché la forma aerodinamica dell’oggetto è la migliore per permettere un ingresso controllato nell’atmosfera marziana. La parte bassa si metterà in orbita marziana aprendo i suoi pannelli solari per prendere l’energia dal sole, la parte superiore è il cosiddetto lander che atterrerà direttamente sulla superficie marziana completamente autonomo”

Vi ricordiamo che questa è solo la prima fase della missione, mentre per la seconda,che verrà effettuata entro maggio 2018,  è previsto l’utilizzo di un innovativo rover, capace di muoversi e dotato di strumenti, che penetrerà ed analizzerà il suolo marziano. Su questa fase, invece, si è espresso lo scienziato Jorge Vago:

“ExoMars 2018 apre un nuovo capitolo dell’esplorazione su Marte. Per la prima volta ci occuperemo della terza dimensione, ossia la profondità. E’ molto importante, perché sotto la superficie, in profondità, abbiamo maggiori opportunità di trovare le prove di un’eventuale presenza passata della vita su Marte”

focus.it
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Non dimentichiamo, infine, l’importantissimo aiuto che è stato fornito dall’industria italiana per questo progetto: lo sviluppo del modulo di discesa di ExoMars 2016, il drill di due metri che perforerà il suolo marziano e vari strumenti selezionati da ESA:

  • DREAMS (Dust characterization, Risk assessment and Environment Analyser on the Martian Surface), sensori per la misura del campo elettrico atmosferico in prossimità della superficie di Marte e di parametri meteorologici quali pressione, temperatura, umidità, velocità e direzione del vento, radiazione solare.
  • AMELIA (Atmospheric Mars Entry and Landing Investigation and Analysis), modellistica dell’atmosfera marziana grazie ai dati raccolti dai sensori durante la discesa del lander sul pianeta.
  • MA_MISS (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies) spettrometro per l’analisi dell’evoluzione geologica e biologica del sottosuolo marziano, inserito all’interno del Drill.