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Il più grande radiotelescopio del mondo sulla Luna

Un cratere della Luna: sarà questa la location del futuro radiotelescopio dal diametro di un chilometro, cioè il doppio rispetto al più grande attualmente esistente, per ricavare dati sull’universo mai ottenuti prima d’ora.

Un nuovo ambizioso obiettivo per la NASA: realizzare un enorme radiotelescopio all’interno di un cratere sul lato nascosto della Luna. I finanziamenti per questo progetto arrivano dal NIAC (Nasa Innovative Advanced Concepts), un programma di ricerca nato in collaborazione con la Universities Space Research Association (USRA).

Sono stati messi a disposizione 125000 dollari per permettere a un team del Jet Propulsion Laboratory (JPL) di studiare la prima fase di questo ambizioso lavoro. Entro nove mesi ci si aspetta di avere dei risultati concreti circa la fattibilità del progetto ed eventuali proposte per gli step successivi.

Denominato Lunar Crater Radio Telescope (LCRT), questo sarà il più grande radiotelescopio del Sistema solare e permetterà di fare enormi passi avanti in ambito cosmologico.

Radiotelescopio sulla Luna
Come potrebbe apparire LCRT. Credits: Saptarshi Bandyopadhyay

Perché proprio sulla Luna?

Posizionare un radiotelescopio in un cratere lunare non è una scelta casuale, al contrario, presenta notevoli vantaggi rispetto ai telescopi terrestri o a quelli posti in orbita.

A causa della ionosfera terrestre, le lunghezze d’onda superiori a 10m (corrispondenti a frequenze comprese tra 6 e 30MHz) vengono riflesse e non possono essere rilevate dai telescopi attualmente a disposizione. Un radiotelescopio posto sulla Luna, invece, non sarebbe ostacolato dalla presenza dell’atmosfera e riuscirebbe a misurare anche quelle lunghezze d’onda e frequenze che finora non sono mai state rilevate.

È noto, inoltre, che la Luna, durante la sua orbita, mostra sempre lo stesso lato alla Terra; scegliendo un cratere sul lato opposto si elimina anche il problema del disturbo emesso dalle onde radio prodotte sul nostro Pianeta.

Alcuni telescopi e le rispettive lunghezze d’onda operative. Le zone marroni sono quelle in cui l’atmosfera impedisce le osservazioni da Terra. Credits: ESA.

Un cratere lunare sul lato nascosto della Luna risulta, quindi, una posizione strategica per osservare la banda di lunghezze d’onda compresa tra 10 m e 50 m e le corrispondenti frequenze, permettendo così scoperte scientifiche enormi.

Il progetto del radiotelescopio sulla Luna

Il Lunar Crater Radio Telescope è un radiotelescopio a lunghezza d’onda ultra-larga e ad apertura piena, ciò significa che si serve di una sola parabola per acquisire i dati. La funzione di riflettore sarà affidata a una rete circolare metallica dal diametro di un chilometro e, per completare la struttura, al centro sarà inserito un ricevitore.

Il cratere in cui posizionare questa rete dovrà avere un diametro di circa 5 km e una profondità adeguata, in modo tale da poter sfruttare la sua parabola naturale per l’installazione del LCRT. Tutte queste operazioni potranno essere svolte senza la necessità della presenza umana, riducendo così i costi per il progetto. Il team di JPL ha progettato dei robot, denominati DuAxel, in grado di scendere e risalire senza difficoltà dal cratere e saranno questi rover lunari a posizionare la rete metallica.

Installazione di LCRT. Credits: Saptarshi Bandyopadhyay

Radiotelescopi già esistenti

Sul lato nascosto della Luna è già stato installato un radiotelescopio dalla Cina e dai Paesi Bassi, ma le sue dimensioni sono molto inferiori rispetto a quelle previste per LCRT; tuttavia, in entrambi i casi verranno utilizzati dei satelliti per inoltrare i dati sulla Terra

Attualmente il più grande radiotelescopio terrestre, chiamato FAST (Five-hundred meter Aperture Spherical Telescope), è stato realizzato dalla Cina in una depressione naturale; questo è costituito da un’antenna dal diametro di 500 m, cioè la metà rispetto alle dimensioni previste per LCRT.

Un record scientifico

Al momento, l’idea di costruire un radiotelescopio sul lato nascosto della Luna è in fase di studio e non si sa ancora quale sarà il cratere da utilizzare. Bandyopadhyay, ingegnere nel team di JPL, afferma che nei prossimi mesi lavoreranno senza sosta per ottenere un progetto fattibile.

Si tratta di un obiettivo straordinario e, qualora fosse realizzabile, Lunar Crater Rover Telescope rappresenterebbe il più grande telescopio nel Sistema solare, fornendo dati scientifici mai ottenuti prima.

DI CATERINA TRIACA.

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