Di Gaia Lorenzi

Chi si aspetterebbe mai di vedere una sostanza luccicante sulla Luna? Nessuno, eppure l’hanno trovata. Il rover cinese Yutu-2 ha individuato una sostanza gelatinosa: gli scienziati non hanno saputo spiegarsi il fenomeno, data l’arida natura del suolo lunare. Le ipotesi più accreditate sono quelle di un materiale vetroso che si è formato dalla solidificazione di crosta fusa da un impatto meteoritico.

La scoperta è avvenuta poco prima di uno degli spegnimenti programmati del rover, che servono a non fare surriscaldare gli strumenti quando il sole si trova alla massima elevazione in cielo; era il 28 luglio qui sulla Terra, che corrisponde all’ottavo “giorno” lunare di missione (ogni giorno lunare dura due settimane terrestri). Il rover stava esplorando una zona ricca di crateri e ha studiato la zona con i suoi spettrometri, sia nello spettro della luce visibile che negli infrarossi. La fase di letargo, iniziata il 7 agosto, è terminata il 25 agosto con il risveglio del rover, che continuerà le ricerche proseguendo verso ovest.

La missione dell’agenzia cinese

Il rover Yutu-2 fa parte della missione Chang’e 4, dell’agenzia spaziale Cinese, e ha superato le più rosee aspettative di longevità: era progettato per funzionare al massimo 3 mesi, ma è attivo da 242 giorni; si trova nel lato “oscuro” della Luna, a noi invisibile per l’uguale durata di rotazione e rivoluzione del nostro satellite naturale. Uno dei suoi obiettivi principali è di studiare il suolo e le rocce lunari; può capitare di trovare del terreno arancione, come capitò agli astronauti di Apollo 17 oppure, come in questo caso, qualcosa di luminescente.

La Luna ci dimostra ogni tanto che non occorre andare nei meandri dello Spazio per imparare qualcosa di nuovo. Sta, ora, agli scienziati il duro compito di immaginare le cause della formazione di questa sostanza e di effettuare questo ulteriore passo nella comprensione dell’Universo.

Fonti: space.com , wired.it