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Progetto URANO: integrare i droni nello spazio aereo italiano

URANO è il nuovo progetto volto all'integrazione dei droni nello spazio aereo italiano. la fase di test svolta a Grottaglie ha validato il know how tecnologico.

Categorie Aviazione · Civile · Normative

Fase di test per il progetto URANO: l’era in cui i droni voleranno nei nostri cieli è sempre più vicina. RPAS e UAS potranno essere integrati nella gestione del traffico aereo grazie all’innovativo progetto che ha visto coinvolti alcuni dei più importanti attori del settore aerospaziale italiano. Fondamentale sarà rispondere a tutte le normative per assicurare standard di sicurezza in linea con i livelli che contraddistinguono il traffico aereo convenzionale.

Progetto URANO: anche i droni nei cieli italiani

Il progetto URANO ha lo scopo rendere operativi i droni con la loro versatilità all’interno del panorama nazionale. Uas/Rpas integrAti Nel sistema ATM NaziOnale: è l’acronimo scelto per il progetto che vede capofila l’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana. La parte tecnica è invece affidata a Telespazio (in collaborazione con Leonardo), con il supporto tecnico operativo di ENAV. L’eco dell’iniziativa ha raggiunto persino gli uffici europei di ESA (Agenzia Spaziale Europea) e EUSPA (Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale).

Presentazione del progetto URANO: integrare i droni nello spaizo aereo nazionale. Credits: Telespazio
Presentazione del progetto URANO: integrare i droni nello spaizo aereo nazionale. Credits: Telespazio

L’obiettivo è quello di abilitare gli UAS (Unmanned Aerial Systems) e RPAS (Remotely Piloted Aircraft Systems) all’interno dell’Air Traffic Management, la gestione cioè, dei velivoli nei cieli italiani. Fondamentale per la riuscita del progetto saranno i dati satellitari GNSS che permetteranno di tracciare i vari droni in volo con margini di errore ridottissimo. Parliamo di velivoli con un peso al decollo maggiore di 150 kg, utilizzati per scopi civili.

Il progetto URANO è finanziato all’interno del Programma Nazionale di navigazione Satellitare per l’Aviazione Civile, definito dall’Agenzia Spaziale Italiana e l’Ente Nazionale per l’Autorizzazione al Volo, sulla base delle iniziative promosse dalla Legge 10 del 2001 in materia di Navigazione Satellitare. Questa legge ha l’obiettivo di favorire sviluppi tecnologici ed applicativi derivanti dalla implementazione della navigazione satellitare all’interno dei sistemi di ATM (Air Traffic Management). L’intento di valutarne i benefici, in termini di aumento della capacità di traffico, incremento della sicurezza e della accuratezza intesa come precisione della Navigazione

Giuseppe D’Amore Repsonsabile dell’Ufficio Programma di Sviluppo Tecnologico dell’ASI

Urano: primi test di volo all’aereoporto di Grottaglie

Il progetto è già entrato nella fase di test, la presentazione alla stampa è avventa il 6 Maggio 2022 all’aeroporto di Grottaglie (Taranto). Protagonista è stato l’elicottero a pilotaggio remoto SW-4 Solo di Leonardo: il prototipo ha permesso di monitorare le performance GNSS grazie ad un tool appositamente sviluppato che confronta i dati satellitari con quelli dei sensori di bordo. Gli ottimi risultati di URANO hanno dimostrato i benefit derivati dall’utilizzo dei dati satellitari per la gestione dei droni nel sistema ATM.

Il prototitpo SW-4 Solo di Leonardo coinvolto nella fase di test del progetto URANO Credits: Telespazio
Il prototitpo SW-4 Solo di Leonardo coinvolto nella fase di test del progetto URANO. Credits: Telespazio

Il prototipo ha sfruttato un sistema GNSS definito a doppia costellazione: i dati provengono sia dalla costellazione GPS potenziata con il sistema EGNOS, sia dai satelliti europei Galileo. L’integrazione dei delle due fonti permette delle performance di localizzazione così accurate da garantire la rispondenza ai requisiti di safety imposti dalle normative. Ciò permetterà al controllo del traffico di gestire sia velivoli a pilotaggio remoto, sia velivoli a pilotaggio convenzionale.

L’impulso tecnologico non si ferma all’interfaccia con i dati satellitari. È stato testato anche un moderno Virtual Cockpit permette all’operatore del drone di “salire” virtualmente a bordo del velivolo pilotato, ciò garantisce una S.A. (situational awareness, consapevolezza di ciò che succede) consona allo svolgimento delle operazioni in sicurezza. Pensiamo ad esempio alle operazioni di monitoraggio, sorveglianza e protezione civile.

URANO è il futuro dei droni in Italia

Il progetto segna quindi uno spartiacque: comincia l’era dei droni. Ciò apre le possibilità di business verso numerosi campi: basti pensare alle consegne dei pacchi. Non solo, le nuove tecnologie a bordo degli UAS permetteranno una gestione ottimale dei sempre più frequenti disastri, andando a potenziare l’efficienza del servizio di Protezione Civile. Il processo di test e certificazione va avanti: ad oggi però non è ancora stata definita una data target per l’operatività.

Il prototitpo SW-4 Solo di Leonardo in fase di volo, pilotato da terra. Credits: Leonardo
Il prototitpo SW-4 Solo di Leonardo in fase di volo, pilotato da terra. Credits: Leonardo

Mario Musumeci, Senior Expert GNSS per ASI e Responsabile Tecnico del progetto URANO centra alcuni punti chiave del progetto. Bisogna creare un’interfaccia comune tra controllori e piloti di UAS-RPAS: la gestione di dati e delle varie contingenze si può discostare parecchio rispetto a quanto avviene oggi. Non c’è più un pilota a bordo, ma seduto in una sala di controllo. Ancora una volta il fattore umano è al centro del sistema altamente tecnologico e distribuito su vari ambienti.

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