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Missione su Marte, 6 persone si preparano per una simulazione nello Utah

Sei persone si preparano a condurre una simulazione di una missione su Marte. Gli astronauti analoghi passeranno due settimane nella stazione MDRS nel mezzo del deserto dello Utah.

Categorie Agenzie spaziali · Missioni spaziali

Sei persone simuleranno fedelmente una missione marziana per due settimane, tra il 10 e il 23 aprile. Per farlo, i sei astronauti analoghi si recheranno nel deserto dello Utah (negli Stati Uniti). Qui potranno vivere per due settimane nella Mars Desert Research Station (MDRS), una stazione costruita 20 anni fa nel bel mezzo del deserto. I sei aspiranti marziani avvieranno una simulazione di missione su Marte. I membri dell’equipaggio saranno coinvolti in diverse attività facenti parte del programma SMOPS, Space Medicine Operations.

L’organizzazione della simulazione su Marte

La missione, o meglio la simulazione, è organizzata dalla società Mars Planet con diversi partner tra cui l’azienda italiana D-Orbit e ECSEC (European Centre for Space Exploration and Colonization). Quest’ultima nata dalla collaborazione di Mars Planet con il SIDI, Swiss Institute for Disruptive Innovation. L’organizzazione della missione in simulazione gode del patrocinio dell’Agenzia Spaziale Italiana. SIDI comprende inoltre la School of Disruption, scuola che mette a disposizione diversi corsi utili a guadagnare competenze nel settore dell’innovazione. Noi di Close-up Engineering siamo partner del SIDI e insieme offriamo uno sconto esclusivo ai nostri lettori sul corso Space Architecture.

Dal 10 al 23 aprile 2022, nel deserto dello Utah 6 persone condurranno una simulazione marziana SMOPS (Space Medicine Operations) promossa e organizzata da Mars Planet.

Il team per la simulazione di Marte nello Utah

L’equipaggio è composto da sei persone, tra queste vi sono quattro italiani. Si tratta degli ingegneri Paolo Guardabasso e Simone Partenostro, l’architetto Vittorio Netti e il CEO di D-Orbit, Luca Rossettini. A completare la crew ci sono il ricercatore francese Benjamin Pothier e il medico canadese Nadia Maarouf. Il presidente della società Mars Planet alla guida del progetto, Antonio Del Mastro, si è espresso come di seguito.

Gli astronauti riprodurranno gli scenari operativi in preparazione delle future missioni umane su Marte, effettuando soprattutto test tecnici e sanitari.

Obiettivi e attività della simulazione

Per ben due settimane l’equipaggio sarà confinato all’interno della Mars Desert Research Station, qui vivranno isolati proprio come se si trovassero sul Pianeta Rosso. I sei astronauti analoghi avranno modo di riprodurre tutte gli scenari operativi tipici delle missioni marziane. Lo scopo di queste missioni analoghe è infatti quello di provare nuove tecnologie potenzialmente utili. Grazie a queste simulazione è possibile esplorare nuove soluzioni che potranno in futuro essere utilizzate nello spazio. Allo stesso è possibile capire quali sono i limiti e le controindicazioni di tali applicazioni.

La Mars Desert Research Station nel mezzo del deserto dello Utah (Stati Uniti) ospiterà la simulazione della missione su Marte.
La Mars Desert Research Station nel mezzo del deserto dello Utah (Stati Uniti) ospiterà la simulazione della missione su Marte.

Si tratta della missione numero 245 condotta nell’ambito delle Space Medicine Operations, effettuata nella Mars Desert Research Station. Tra le principali novità da testare e validare c’è Bg-Suit, una particolare tecnologia sfruttata dalla tuta spaziale fabbricata in Italia. Questa space-suit è realizzata in collaborazione con le principali industrie italiane del settore tessile. Tra le sue principali caratteristiche troviamo comodità, sicurezza e innovazione.

La tuta permette infatti agli astronauti di effettuare movimenti agili anche all’esterno della base, potendo contare sul supporto di sistemi di monitoraggio e comunicazione avanzati. Insomma, uno strumento potente che consentirebbe di portare a termine le operazioni extra-terrestri in sicurezza e autonomia.

Dagli obiettivi agli effetti della simulazione

Altri studi importanti si occuperanno della fisiologia umana, analizzando il corpo dei sei aspiranti astronauti. Inoltre verranno condotte operazioni di esplorazione del territorio combinate ad attività di ricerca e soccorso con l’ausilio di droni. In questa maniera, è possibile combinare la ricerca spaziale con altre iniziative utili per il settore scientifico e industriale.

Secondo il parere del presidente Antonio Del Mastro, queste attività costituiscono una occasione per coinvolgere le nuove generazioni e avvicinarle al mondo dell’esplorazione spaziale. Peraltro, le attività possono riuscire a coinvolgere attivamente le aziende del territorio tradizionali. Così facendo sarebbe possibile inglobare le piccole aziende all’interno del settore dello spazio. Le attività del programma SMOPS fanno parte di un progetto più ampio. È il programma di ricerca e sperimentazione per la realizzazione di un centro dedicato allo sviluppo di tecnologie spaziali, chiamato Mars City.

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