domenica, 5 Luglio, 2020

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NASA: interazione dell’onda d’urto di due velivoli supersonici

“We never dreamt that it would be this clear, this beautiful”

Così lo scienziato J.T. Heineck, del NASA’s Ames Research Center (California), ha commentato uno scatto che entrerà, di diritto, come pietra miliare del NASA’s Aeronautics Research Mission Directorate. La NASA, infatti, ha testato con successo un’avanzata tecnologia fotografica “air-to-air” in volo, catturando le primissime immagini, in assoluto, dell’interazione di onde d’urto di due aerei supersonici.

Il sistema sarà utilizzato per acquisire dati cruciali per confermare progetti come quello dell’X-Plane: ossia dei velivoli che, pur mantenendo assetti supersonici, produrranno onde d’urto in modo da provocare quello che sembrerà un “lieve brontolio”, invece del solito “boom sonico“. La capacità di poter volare a tali velocità in modo più silente potrebbe, un giorno, portare all’innalzamento delle attuali restrizioni a cui sono soggetti i velivoli supersonici vicino la terraferma.

Le immagini che stanno facendo scalpore sono caratterizzate da un paio di T-38 della scuola di pilotaggio dei test aeronautici degli Stati Uniti, presso la base aeronautica di Edwards, che volano in formazione a velocità supersoniche. I T-38 stanno volando a circa 30 piedi di distanza l’uno dall’altro (circa 9m). Con eccezionale chiarezza, si vede il flusso delle onde d’urto di entrambi gli aerei e, per la prima volta, l’interazione tra i due fronti d’onda compressi può essere vista chiaramente durante il volo.

Ha dichiarato Neal Smith, ingegnere ricercatore presso l’AerospaceComputing Inc. (laboratorio di meccanica dei fluidi della NASA Ames):

Stiamo osservando un flusso supersonico, motivo per cui stiamo ricevendo questo tipo di onde d’urto. La cosa interessante è che, se guardiamo il retro del T-38, vediamo questo tipo di fronti d’onda interagire in una curva. Questo avviene perché il T-38 in coda sta volando sulla scia dell’aereo di testa, motivo per cui le onde d’urto avranno una forma diversa. Questi dati ci aiuteranno davvero a capire meglio come interagiscono tra di loro le onde d’urto a questo tipo di velocità.

Insomma, ammirate questa foto tremendamente Hot. E gioitene. Lo studio di questi dati potrà rendere i voli supersonici silenziosi a sufficienza per diventare un’ “abitudine” per i futuri viaggiatori.

Fonti: nasa.gov

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Gianmarco Vallettahttp://aerospace.closeupengineering.it
Laureato alla triennale di Ingegneria Aerospaziale presso l’Università degli Studi di Napoli - Federico II. Dopo la maturità ha svolto i più svariati lavori, da Discontinuo dei Vigili del Fuoco a Bagnino. E' apparso sul “Venerdì di Repubblica” e su "Lo Stradone" grazie alla pagina Facebook "Ingegneria del Suicidio", di cui è fondatore e ideatore.