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La ‘fionda’ per satelliti: SpinLaunch per lanci meno cari e meno inquinanti

Più lanci ad un prezzo minore e inquinando meno: la geniale ma semplice idea della ‘fionda’ per satelliti SpinLaunch.

Categorie Agenzie spaziali · Missioni spaziali · Satelliti e Lander · Veicoli spaziali

Quello che stiamo vivendo è, per il settore tecnologico e aerospaziale, un periodo florido come pochi in precedenza. Questo grazie anche all’avvento di importanti aziende, come SpaceX e BlueOrigin, che stanno rivoluzionando il settore. Il numero di missioni spaziali sta crescendo sempre più, così come l’ambizione delle stesse. Se prima siamo arrivati sulla Luna solo per dimostrare che fosse possibile, ora vogliamo tornarci per restarci e usarla come ‘chekpoint’ per altre mete. Anche le missioni umane sulla ISS (International Space Station) sono sempre più frequenti e il lavoro svolto dagli astronauti continua a dare risultati. Parallelamente, continuano ad intensificarsi le costellazioni di satelliti lanciati in orbita. Per soddisfare una così crescente richiesta, entra in gioco la nuova ‘fionda’ per lanciare satelliti: SpinLaunch.

Più lanci ad un prezzo minore e inquinando meno: la geniale ma semplice idea della ‘fionda’ per satelliti SpinLaunch.
Credit: SpinLaunch

Come funziona la ‘fionda’ per satelliti SpinLaunch

Negli ultimi due anni, i lanci di satelliti sono aumentati esponenzialmente (circa 1800 nel 2021) e questo, dunque, porta ad un crescente uso anche dei vettori di lancio. In questo modo, però, l’impatto ambientale dei razzi sta crescendo e con esso anche le spese delle aziende. Oltretutto, preparare ed effettuare un lancio richiede tempo. Ecco perché, per risolvere il problema hanno ideato una nuova ‘fionda’ per lanciare satelliti: SpinLaunch.

SpinLaunch è un sistema con un braccio rotante in fibra di carbonio posto dentro una camera a vuoto in acciaio. La camera ha un diametro di più di 90 metri e le basse pressioni permettono al braccio rotante di raggiungere una velocità di 8000 km/h con resistenze aerodinamiche e scambi termici minimi. Il veicolo di lancio, contenente il carico utile, è agganciato al termine del braccio e, raggiunta la velocità di lancio, viene rilasciato e fatto passare attraverso un corridoio d’uscita. La bocca all’estremità del tunnel, dunque, si apre automaticamente, permettendo al veicolo di passare, e si richiude subito dopo, impedendo la ri-pressurizzazione della camera.

Più lanci ad un prezzo minore e inquinando meno: la geniale ma semplice idea della ‘fionda’ per satelliti SpinLaunch.
Credit: SpinLaunch

Lanci meno costosi e più frequenti con la ‘fionda’ per satelliti SpinLaunch

Il sistema di lancio SpinLaunch rappresenta un’importante novità nel settore dei lanci spaziali. I satelliti potranno essere lanciati nello spazio grazie a questa ‘fionda’ azionata elettricamente. Questo permetterà una drastica riduzione del carburante usato e dei costi. Infatti, hanno stimato che i lanci saranno 10 volte più economici e consumeranno fino al 75% di fuel in meno rispetto agli attuali lanci. A questo si aggiunge la possibilità di lanciare più volte al giorno. Questi fattori sono di fondamentale importanza in un settore in repentina crescita, dove prevedono di decuplicare il numero di satelliti lanciati nel prossimo decennio. Così, grazie alla nuova ‘fionda’ per satelliti SpinLaunch, sarà possibile lanciare costellazione di satelliti ad emissioni ridotte.

Più lanci ad un prezzo minore e inquinando meno: la geniale ma semplice idea della ‘fionda’ per satelliti SpinLaunch.
Credit: SpinLaunch

La ‘fionda’ per satelliti SpinLaunch non è per tutti

Per quanto geniale sia l’idea alla base della ‘fionda’ per satelliti SpinLaunch, questa ha le sue limitazioni. Infatti, potrà essere usata per lanciare solo veicoli con payload e non umani. D’altronde, eventuali astronauti non potrebbero sopportare i 10000 G che si hanno sull’estremità del braccio rotante. Inoltre, SpinLaunch potrà lanciare solo veicoli con un peso fino a 200 kg che ospitano satelliti robusti in grado di sopportare le grandi forze che si sviluppano all’interno della camera. Ovviamente, il lavoro di SpinLaunch non sarà sufficiente a portare i satelliti in orbita, dunque, ad un certo punto dell’ascesa, il motore del secondo stadio entrerà in gioco portando il satellite nell’orbita stabilita.

Più lanci ad un prezzo minore e inquinando meno: la geniale ma semplice idea della ‘fionda’ per satelliti SpinLaunch.
Credit: SpinLaunch

Quanto dobbiamo aspettare?

SpinLaunch ha cominciato a svilupparsi nel 2015 e in meno di due anni ha superato il record per la velocità di rotazione più elevata. Nell’ottobre del 2021 è riuscita a convalidare questa tecnologia innovativa con un lancio di prova di un veicolo riutilizzabile, successivamente recuperato. La NASA si è dimostrata subito interessata al progetto e ha firmato un accordo all’interno dello Space Act Agreement con SpinLaunch. Per quest’accordo, la nuova ‘fionda’ per satelliti SpinLaunch, effettuerà un volo di prova suborbitale a basse velocità (circa 1600 km/h e Mach 1.3). Il carico utile di questo lancio sarà composto da una serie di sensori per effettuare delle misurazioni, che saranno analizzate da entrambi i gruppi. Durante l’intero 2022 assisteremo a lanci di prova sub orbitali, mentre, per dei veri e propri lanci orbitali forniti ai clienti dovremo aspettare il 2025.

Credit: SpinLaunch

La telecamera sparata a 1500 km/h

Tra i vari test per la nuova ‘fionda’ per satelliti SpinLaunch previsti nel corso del 2022, c’è anche quello di una videocamera, già avvenuto a fine aprile. La videocamera era contenuta in un contenitore a forma di proiettile lungo 3 metri che il sistema di lancio ha lanciato per un volo suborbitale. La capsula ha raggiunto una velocità di 1500 km/h e ha toccato i 7600 metri di quota. La telecamera era sprovvista di un sistema di stabilizzazione giroscopico, così, ha ruotato per tutto il tempo solidale al proiettile. In ogni caso, il lancio è stato un successo in quanto ha dimostrato che il sistema è capace di lanciare carichi elettronici senza danneggiarli. Per questo test, inoltre, è stato usato un accelerometro tre volte più piccolo di quello che verrà usato per i lanci orbitali.

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