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Elon Musk e l’amore per i videogame

Tra le varie passioni che hanno portato Elon Musk a diventare chi è oggi, l'amore per i videogame è una delle principali.

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Prima di diventare uno dei più grandi e importanti nomi nel panorama dell’innovazione tecnologica, tra le auto elettriche più famose del mondo, le Tesla, e il recente successo di SpaceX, primo prototipo di razzo capace di atterrare dolcemente a terra dopo il lancio, Elon Musk era un ragazzino quasi come tanti con la passione per i videogame.

In un’intervista rilasciata già un paio d’anni fa durante l’Electronic Entertainment Expo (E3), una convention di videogiochi che si tiene ogni anno a Los Angeles, lo stesso Musk ha confessato l’importanza che hanno avuto i videogiochi non solo sulla sua visione delle cose, ma anche di quella degli ingegneri di tutto il mondo.

Il motivo per cui mi sono interessato alla tecnologia sono stati i videogiochi”, ha infatti affermato, dando agli stessi il credito per la sua passione per la programmazione e la tecnologia in generale. Musk crede “che i videogiochi siano una forza molto potente” nello spingere le nuove generazioni verso la tecnologia, con “effetti a catena molto più grandi di quanto le persone possano comprendere”.

Elon Musk videogame
Credits: Pixabay

In effetti è vero, il mondo dei videogiochi ha sempre appassionato individui di età diverse, ognuno di loro capace di trovare il proprio titolo e genere preferito. Passiamo da giochi amati indipendentemente dall’età, come i tanto nominati Final Fantasy o League of Legends, a giochi magari più indicati per un pubblico adulto, come le slot machine online o le partite di carte tenute dal vivo.

Lasciarsi trasportare dalle proprie passioni è sicuramente sempre una buona idea, quando queste sono capaci di darci idee innovative e interessanti sul nostro futuro, ma anche su quello degli altri. Le migliore scoperte, d’altro canto, sono nate proprio così, con la curiosità e la possibilità di utilizzarla per conoscere, scoprire e creare qualcosa di nuovo.

Musk ha iniziato fin da giovanissimo ad interessarsi al mondo della programmazione di videogame, creandone anche uno in totale autonomia: si chiamava Blastar, e venne venduto addirittura a 500$. Anche se ora il magnate pensa allo spazio, più che ai videogiochi, una volta ha chiesto come regalo di compleanno una statua a grandezza naturale di Vault Boy, ossia la mascotte del franchise di videogiochi Fallout.

Ricordiamo però che non è solo lui ad essersi appassionato ed avvicinato al mondo della programmazione grazie ai tanto amati videogame, di fatti, confessa, che quando fanno delle assunzioni chiedono spesso “Come hai iniziato a programmare?” ai loro candidati. Le risposte pare siano spesso simili, venendo molti non solo da una passione per console e computer, ma anche spesso direttamente da aziende del settore.

Elon Musk videogame
Credits: Pixabay

Nel campo delle auto elettriche, infatti, la grafica incredibilmente realistica dei giochi permette di creare delle simulazioni migliori nell’ambito delle auto a guida autonoma, sfruttando l’intelligenza artificiale. Non solo divertimento, quindi, ma anche una funzione basilare nell’evolversi delle tecnologie che tanto utilizziamo, come appunto le automobili.

Ovviamente, in quanto amante dei videogame, Elon Musk non poteva non proporre un’idea innovativa e irriverente, ossia quella di aggiungere allo schermo centrale delle sue auto elettriche la possibilità di poter effettivamente giocare. Quando l’auto è ferma e agganciata alla stazione di ricarica, infatti, ecco diventare disponibili alcuni titoli per svagarsi nell’attesa. Tale idea è anche nell’aria per le capsule spaziali che andranno su Marte!

Elon Musk è una mente brillante del nostro tempo, e conclude la sua intervista con una frase molto bella, che vogliamo riportare: “La mia esperienza è che se stai cercando di capire cosa amano gli altri, ma non lo ami tu, è davvero difficile renderlo eccezionale”, dice. “Quindi quando lavori su qualcosa, se te ne innamori, è un buon segno – e poi non preoccuparti se lo fanno gli altri. Se lo fai, lo faranno anche gli altri”.

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