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SpaceX ce l’ha fatta: atterraggio perfetto per la Starship SN15

La Starship SN15 è atterrata con le sue gambe (e ci è rimasta) dopo un test di volo di 10 km avvenuto questa notte: SpaceX ce l'ha fatta!

Categorie Agenzie spaziali · Elon Musk · Veicoli spaziali

Dopo le delusioni (non fallimenti!) della SN9 e della SN11 arriva il tanto atteso atterraggio perfetto del prototipo Starship SN15. Nella notte del 6 maggio, alle 00:25 circa ore italiane, il prototipo ha effettuato un test di volo che l’ha portato a 10 km di altezza per poi atterrare in modo perfetto sulle sue gambe, che questa volta hanno retto alla perfezione.

Il test di volo della Starship SN15

Starship SN15
SN15 dopo l’atterraggio. Credits: NASA Spaceflight

Dopo lo static fire test, realizzato lo scorso 26 aprile e che Elon Musk aveva definito come positivo, aspettavamo che il lancio di test sarebbe avvenuto negli ultimi 2 giorni. Come accaduto per le precedenti versioni, anche l’SN15 è stata lanciata dalla base di Boca Chica in Texas. Dopo i test quasi perfetti condotti con la SN8 e la SN10, arriva un successo incredibile con l’atterraggio della SN15, che dopo qualche piccola fiamma, prontamente domate grazie agli estintori del pad, è rimasta salda sulle sue gambe.

Il test di volo includeva la manovra, realizzata poi alla perfezione, chiamata “Belly flop”. Questa manovra vede un razzo altro 50 m e largo 9 m tuffarsi in aria come farebbe un nuotatore prima di entrare in acqua. Si tratta di una manovra senza precedenti per l’atterraggio di un’astronave. Essa inizia con il razzo in posizione orizzontale che cerca di smaltire la maggior quantità di velocità mentre è in caduta libera.

Arrivato a 500 metri dal suolo, accende i due dei tre motori Raptor fino a quando non riesce a stabilizzarsi dopodiché, utilizzando le alette posteriori, realizza una rotazione posizionandosi in verticale prima dell’atterraggio.

Siccome i motori devono essere accessi orizzontalmente, il propellente è prelevato da dei serbatoi speciali chiamati “header tanks“. Il motivo è che i motori non devono aspirare aria. Se continuassero a prelevare metano liquido (CH4) e ossigeno liquido (LOX) dai serbatoi principali, i motori finirebbero per incorporare aria, il che potrebbe provocare un RUD (Rapid Unscheduled Disassembly) dei motori. Ecco un bellissimo filmato della manovra realizzata da SN 15:

La nuova generazione di Starship

Come trattato nei giorni scorsi, l’SN15 fa parte di una nuova generazione di Starship che presenterebbe un centinaio di piccole modifiche che per ovvi motivi non sono state divulgate. Si pensa che ci sia stato un assottigliamento di 3mm della scocca, ma non siamo a conoscenza di conferme ufficiali in questo senso.

I prototipi in uso, cioè SN 54, SN61 e SN 66, presenterebbero anche delle modifiche ai motori Raptor. Queste modifiche non sono altro che aggiornamenti derivati dai test di volo realizzati in precedenza. Si pensa, inoltre, che potrebbe essere stata modificata la struttura che collega i tre motori Raptor al resto della Starship.

È bene ricordare che la Starship sarà il razzo del futuro di SpaceX. Questo mezzo, insieme al SuperHeavy potrebbe essere utilizzato per le future missioni verso la Luna e Marte. In particolare la Starship è già stata scelta dalla NASA come sistema di atterraggio sulla Luna delle prossime missioni Artemis che, già in questo lustro, dovrebbero portare la prima donna e il prossimo uomo sulla superficie del nostro satellite.

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