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“3,2,1,0…all engines running! Lift-off, we have a lift-off!”
Una nuova missione spaziale è partita e gli astronauti sono in posizione, pronti a rispettare tutti i protocolli richiesti. Ma come sono arrivati fin lì?
Proviamo a raccontarvi come si diventa astronauti della NASA, dalle selezioni all’ addestramento.

Storia delle selezioni

All’ inizio della storia dell’ esplorazione umana dello spazio, neanche la NASA aveva ben presente che tipo di figure fossero adatte ad essere inviate in orbita.
Ovviamente doveva trattarsi di persone che avessero tutte le skills necessarie ad affrontare le enormi difficoltà delle prime missioni, dettate dalla scarsa conoscenza di ciò a cui si stava andando incontro e da mezzi di trasporto men che mai user-friendly. In aggiunta, in tempi di guerra fredda, gli esiti e le tecnologie delle missioni potevano necessitare di essere tenuti top secret. Pertanto fu il presidente Eisenhower a stipulare che tutte le reclute dovessero essere dei militari. Le altre qualifiche richieste furono:
-diploma di pilota sperimentale
-laurea in ingegneria
-almeno 1500 ore di volo

A metà degli anni ’60 la NASA comprese che anche le conoscenze accademiche avevano una grossa importanza durante le missioni spaziali e pertanto un dottorato di ricerca si aggiunse alla lista dei requisiti, a discapito delle ore di volo. Fu così che la NASA cominciò ad aprire le proprie selezioni anche ai civili.

Dopo gli anni delle missioni Apollo, con l’ avvento di mezzi riutilizzabili e protocolli standardizzati, le categorie di figure richieste andarono sempre più a dividersi in due, giungendo alla categorizzazione che è tutt’ora in vigore: da una parte i piloti, che si occupano principalmente degli aspetti relativi alla manovra dei velivoli ma che sono comunque addestrati a svolgere la maggior parte delle mansioni richieste dalla missione, dall’ altra i mission specialists, delle figure estremamente specializzate nei rispettivi campi di ricerca e sviluppo opportunamente addestrate ad affrontare la vita a bordo.

Requisiti odierni

E oggi? Come si diventa astronauti della NASA? Di alcuni dei requisiti odierni vi avevamo già parlato nell’ articolo sulle nuove selezioni indette dalla NASA: i candidati, oltre a possedere la cittadinanza USA, devono essere in possesso di una laurea magistrale nelle materie della cosiddetta categoria STEM ( Science, Technology, Engineering and Mathematics). Altrimenti altri requisiti accettabili sono una laurea in medicina o una licenza da pilota.

In aggiunta i candidati dovranno affrontare dei test fisici. Tra i requisiti di base richiesti figurano:
-un’ altezza compresa tra i 160 e i 190 cm
-20/20 di vista
-una pressione compresa tra 90 e 140
oltre ovviamente a delle buone condizioni fisiche che permettano di superare il duro allenamento al quale saranno sottoposte le reclute.

L’ allenamento

Una volta selezionati, per gli aspiranti astronauti comincia la parte più dura. L’ allenamento specifico al quale sono sottoposte le reclute, può durare fino a due anni.
Ovviamente, gran parte dell’ allenamento consiste nella simulazione di situazioni di vita reale all’ interno della ISS e di altre “ambientazioni” tipiche.
La NASA dispone di varie strutture di addestramento a questo scopo. C’è lo Space Vehicle Mock-up Facility dove sono riprodotte fedelmente alcune strutture della ISS e di altri mezzi.

La ISS mock-up area del Johnson Space Center

Un’ altra struttura importantissima per l’ allenamento degli astronauti è il Neutral Buoyancy Laboratory. Questo laboratorio dispone di un’ enorme vasca dove gli astronauti vengono immersi per simulare le condizioni di lavoro all’ esterno della Stazione Spaziale.

Neutral Buoyancy Laboratory

Inoltre gli astronauti sono sottoposti a simulazioni di microgravità con appositi mezzi aerei in caduta libera.

In aggiunta a questi allenamenti pratici, le matricole dovranno affrontare delle lezioni teoriche. Per un aspirante astronauta è fondamentale conoscere le basi delle procedure mediche e di soccorso. Inoltre è necessario imparare il Russo per essere in grado di comunicare senza intoppi con i colleghi cosmonauti della ISS.

Fonti:
nasa.gov