Seguendo le orme della sorella Voyager 1, che ha raggiunto lo spazio interstellare ormai nelll’agosto del 2012, anche la Voyager 2 ha raggiunto lo stesso traguardo, trovandosi adesso a circa 16 ore luce da noi (distanza aggiornata al 1 dicembre 2018).

Entrambe le sonde furono lanciate nel lontano 1977, a bordo di un razzo Titan IIIE, con circa 2 settimane di distanza l’una dall’altra.

Razzo Titan IIIE

In realtà, le sonde si trovano sempre nel Sistema Solare, ma hanno superato l’eliopausa.

L’eliopausa è quella regione dello spazio che delimita l’eliosfera, dove la densità del vento solare è maggiore della materia interstellare.

Ma, sebbene le due sonde partirono quasi insieme, la Voyager 2 ha comunque impiegato più tempo a raggiungere questo confine, perchè fu deciso di farle esplorare anche Urano e Nettuno, oltre a Giove e Saturno, sfruttando un vantaggioso allineamento dei pianeti.

Come è stato rilevato il superamento dell’eliopausa?

La conferma dell’uscita dall’eliosfera è arrivata dalle analisi, eseguite dagli scienziati della NASA, dei suoi strumenti e, in particolar modo, del Plasma Spectrometer (PLS), che “ascolta” le particelle del vento solare.

Posizione delle due sonde.

Dal 5 novembre infatti, gli ingegneri hanno iniziato a non osservare la rivelazione delle particelle dell’eliosfera. In aggiunta, hanno iniziato a rilevare raggi cosmici sempre più frequenti, legati proprio all’avvicinamento all’eliopausa e all’accesso nello spazio interstellare.

Un contributo alla conferma dello storico record è stato dato anche dai dati del magnetometro e dello strumento che misura le particelle a bassa energia.

“Lavorare nella missione Voyager mi fa sentire un esploratore”, ha detto il responsabile dello strumento PLS, John Richardson, del Massachusetts Institute of Technology (Mit).

“C’è ancora moltissimo da imparare sullo spazio interstellare che si trova appena fuori dall’eliopausa”, ha osservato il responsabile scientifico del progetto Voyager, Ed Stone, del California Institute of Technology (Caltech).

Quale sarà il prossimo traguardo?

Si tratta dei due oggetti costruiti dall’uomo più lontani in assoluto, e trasportano anche un “biglietto da visita” dell’umanità, i celebri Golden Records.

I Golden Records a bordo delle due Voyager.

Il prossimo traguardo sarà, ovviamente, l’abbandono totale del nostro Sistema Solare.

Non si sa per quanto tempo ancora le sonde riusciranno a comunicare con la Terra. Entro 300 anni sarà raggiunta la Nube di Oort, ma si pensa che ci vorranno ulteriori 30 anni per lasciarsela alle spalle.