Jeff Bezos, il proprietario di Blue Origin e di Amazon, dichiara che inizierà a breve il turismo spaziale con i voli suborbitali. Quale panorama osserveremo?

Il programma

Si prevede di realizzare un vettore riutilizzabile per lanci abitati suborbitali; esso prende il nome da Alan Shepard, primo americano ad andare nello spazio con un volo suborbitale il 5 maggio del 1961. Il vettore in grado di portare in orbita una capsula abitata, invece, si chiama New Glenn da John Glenn, primo statunitense in orbita il 20 febbraio del 1962.

È un progetto che ha duplice valenza: da una parte, il turismo spaziale sarà la fonte principale di guadagno e il fulcro della missione; dall’altra, sarà utile agli scienziati che necessitano di brevi test in microgravità prima di effettuare le costose missioni orbitali.

Credits: Syfy Wire.

La sperimentazione e i test saranno fatti con la dovuta calma e con la massima precisione. Da Blue Origin emerge la voglia di fare le cose per bene, assicurandosi la massima affidabilità del progetto che porterà persone comuni ad osservare un panorama per pochi fortunati.

La capsula

L’ambiente abitativo dei civili sarà una capsula dotata di sei poltrone, disposte in uno spazio di 15 metri cubici, dotate di una finestra di oltre un metro per godersi il panorama mozzafiato. I passeggeri saranno lanciati a circa centro chilometri di quota dal razzo vettore: ciò non consentirà loro di effettuare un giro completo della Terra ma garantirà 3-4 minuti in assenza di gravità. Sarà quindi una vera e propria esperienza da astronauta, che includerà anche due giorni di addestramento.

Interni della capsula del New Shepard. Credits: Blue Origin.

I lanci fanno guadagnare Jeff Bezos

Come potrete ben immaginare, tutto ciò non avrà prezzi dei biglietti adatti a tutti ed è per questo che il fondatore di Amazon ha ideato fonti di guadagno alternative.  I lanci test del New Shepard hanno ospitato diversi carichi scientifici sponsorizzati dalla NASA e per cui l’azienda è stata pagata. Gli esperimenti riguardavano principalmente tecnologie di propulsione, sistemi di sostentamento, strumentazione scientifica e test per l’esplorazione.

Carichi scientifici del New Shepard. Credits: Blue Origin.

L’agenzia spaziale statunitense, da tempo, fornisce agli enti di ricerca l’accesso allo spazio per effettuare test e sperimentazioni. Attraverso il programma Flight Opportunities si cerca di stimolare la ricerca in ambito spaziale e lo sviluppo di lanciatori.