Nell’era dell’innovazione e della ricerca del trasporto ecosostenibile, non poteva sicuramente mancare il contesto dell’aviazione, per cui già da diversi anni il cielo ha assistito a protagonisti vincenti e a catastrofici prototipi.

HELIOS, un progetto della NASA

Ne sa qualcosa la NASA che già nel 1999 aveva avviato il progetto HELIOS, un aereo ad energia solare costituito da una struttura ad ala, senza alcuna fusoliera, con la superficie alare ricoperta da pannelli solari ad alto rendimento; questi alimentavano i motori elettrici, inizialmente 14, poi ridotti a 10, e tutti i sistemi elettrici di bordo.

Possedeva un’apertura alare di 75,6 m (maggiore di un Lockheed C-5 Galaxy o di un Boeing 747), e 5 piloni inframezzati tra le sei sezioni alari contenenti gli apparati di bordo. L’ala aveva uno spessore uniforme e nelle estremità erano incorporati due diedri con angolo di 10° per assicurare una maggiore stabilità nelle virate. Sul velivolo vennero eseguiti svariati test, comprese delle modifiche strutturali, che lo portarono a conseguire alcuni record. Il 14 agosto 2001, con Greg Kendall ai comandi remoti, venne raggiunta l’altezza di 29.523,8 m battendo così il record precedente di 3.352,8 m. Andò distrutto il 26 giugno 2003 durante un volo di prova preparatorio ad un volo di lunga durata (24 ore) per una turbolenza che causò un aumento dell’angolo di diedro tale da portare al collasso strutturale, presso l’isola di Kauai, nell’arcipelago delle Hawaii.

Il progetto venne abbandonato proprio in seguito all’incidente, come  testimonia la foto ricordo.

Helios, prima e dopo l’incidente

SOLAR IMPULSE, l’aereo alimentato a energia solare

Qualche anno più tardi, nel 2009, l’Europa risponde con SOLAR IMPULSE ,  velivolo ultraleggero quadrimotore ad ala alta, in avanzata fase di realizzazione in Svizzera, presso il Politecnico Federale di Losanna. Già realizzato in forma di prototipo è caratterizzato dalla possibilità di librarsi senza combustibile in quanto alimentato ad energia solare. Lo scopo finale del progetto è quello di dimostrare la possibilità di circumnavigare il globo terracqueo in 20-25 giorni.

Solar Impulse

Per quanto fantascientifico possa essere, già tra il 7 e l’8 luglio 2010, il velivolo si è mostrato in grado di volare per 24 ore, mantenendosi in volo durante la notte grazie alla carica accumulata durante il giorno. Il 13 maggio 2011 è stato protagonista di un viaggio durato 13 ore da Payerne a Bruxelles. Il 9 marzo 2015 il Solar Impulse 2 è decollato da Abu Dhabi per la prima tappa del giro del mondo, atterrando a Mascate dopo un volo di 12 ore. Un progetto promettente, non a caso Made in Switzerland.

LEAPTtech, un rivale per Solar Impulse

LEAPTtech, NASA, Close-up Engineering
LEAPTtech, NASA

Sembra un modellino radiocomandato, ma quello della NASA potrebbe essere l’aereo ecologico del futuro e forse un degno rivale di Solar Impulse. Si chiama LEAPTtech misura 9 metri di lunghezza ed ha ali sottilissime che incorporano 18 motori elettricialimentati da batterie al litio-ferro-fosfato. La loro propulsione permette un aumento uniforme della velocità dell’aria attorno alle ali, accelerando la spinta verso l’alto. Ogni motore è infatti indipendente dagli altri e controllato da un computer in modo da permettere agli ingegneri di stabilire una velocità adatta alle condizioni atmosferiche e ottenere il massimo delle prestazioni possibili. Realizzato in collaborazione con due compagnie private (la Joby Aviation e la ESAero), ha superato i primi test a bassa velocità. Con ulteriori analisi, in caso di esito positivo, le ali potranno essere montate su un mezzo commerciale condotto da piloti umani. Fino a quel momento la Nasa dovrà risolvere alcuni problemi strutturali simili a quelli delle auto elettriche: velocità, autonomia di volo, approvvigionamento energetico. Non è ancora chiaro se potrà diventare un’alternativa valida e se potrà rivaleggiare con il Solar Impulse. Ma anche nel settore elettrico, l’Europa non è restata a guardare.

eFan di Airbus, in volo nonostante la pioggia

Il velivolo elettrico eFan di Airbus ha compiuto la prima uscita pubblica in Francia all’aeroporto di Bordeaux-Merignac, alla presenza del ministro francese dell’Economia, Arnaud Montebourg, nonostante la forte pioggia. L’aereo da addestramento leggero del consorzio aeronautico francese, a emissioni zero, è costruito in materiali compositi, molto leggeri e resistenti ed è dotato di due motori elettrici. I test realizzati, come confermato dal pilota collaudatore, Didier Esteyne, hanno dimostrato che il volo elettrico non è più solamente una possibilità ipotetica, ma raggiunge ormai livelli di performance ed efficienza molto elevati, nel rispetto più assoluto dell’ambiente.

eFan

Ad alimentare i motori dell’eFan ci pensa una serie di batterie ai polimeri di litio da 250 volt, che permettono al velivolo di restare in volo per un tempo che oscilla tra i 45 minuti e l’ora. Airbus da tempo è impegnata in progetti tesi a garantire la diminuzione dell’impatto ambientale dei propri aeroplani come nel caso del programma “Flightpath 2050″, che ha l’obiettivo di ridurre del 75% le emissioni di Co2 degli aerei e il rumore del 65%. Non mancano ovviamente i progetti dei privati i quali per proteggere i propri gingilli non hanno praticato alcuna campagna pubblicitaria ma solo brevi pettegolezzi che lasciano desiderare sull’attendibilità delle fonti.

Una battaglia a colpi d’ala che sembra interminabile. Vedremo in cielo chi la spunterà.