sabato, 16 Gennaio, 2021

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TOI 700 d, il pianeta gemello della Terra a 100 anni luce di distanza

La missione satellitare Tess, condotta dalla NASA, ha rilevato questo nuovo esopianeta. TOI 700 d si troverebbe a 100 anni luce di distanza e sarebbe in una zona abitabile.

TOI 700 d, l’esopianeta simile alla Terra

È stato individuato a soli 101,5 anni luce di distanza dalla Terra, il pianeta TOI 700 d. Si tratta di un corpo celeste dalle dimensioni similari a quelle del nostro pianeta e orbitante attorno alla stella nana rossa TOI 700. Esso è stato individuato grazie alla missione satellitare TESS della NASA. La notizia è stata annunciata in occasione del 235° convegno della Società Astronomica Americana, tenuto a Honolulu. Si è trattato di un annuncio importante, in quanto il pianeta si trova in una zona molto interessante dal punto di vista dell’abitabilità.

Illustrazione di TOI 700 d. Crediti: NASA.
Illustrazione di TOI 700 d. Crediti: NASA.

Come afferma il gruppo di astronomi guidati da Emily Gilbert dell’università di Chicago, TOI 700 d si trova a una distanza ottimale dalla nana rossa ed ha dimensioni leggermente superiori a quelle terrestri. Queste prime indicazioni permetterebbero di avere acqua liquida in superficie, condizione indispensabile per la vita. Mentre, se il corpo fosse stato più vicino alla stella avremmo avuto un pianeta rovente, se la distanza fosse maggiore avremmo temperature davvero ostili, centinaia di gradi sotto lo 0 celsius.

La missione TESS per TOI 700 d

La missione Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) della NASA ha avuto inizio il 18 aprile 2018 mediante lancio con vettore di Space X. La sonda si prefiggeva l’obiettivo di esplorare lo spazio profondo a caccia di esopianeti dalle caratteristiche interessanti. La scoperta affascinante è avvenuta grazie all’utilizzo dello Spitzer Space Telescope della NASA. Questo è stato in grado quindi di scovare uno dei pochi pianeti dalle dimensioni similari a quelle della Terra e che si trovi in una zona abitabile.

Fase preparatoria di TESS, cacciatore di esopianeti. Crediti: NASA.
Fase preparatoria di TESS, cacciatore di esopianeti. Crediti: NASA.

Il nome della missione suggerisce l’oggetto ed il principio che si trova alla base della missione. Infatti, la traduzione del nome (TESS) darebbe origine all’affermazione “satellite per il rilevamento di esopianeti in transito”. Il compito di TESS è dunque quello di scansionare grandi porzioni di cielo per un periodo di circa 27 giorni. Così facendo la sonda è in grado di rilevare variazioni di luminosità della stella TOI 700 il che implicherebbe con buona probabilità la presenza di un esopianeta in orbita.

TOI 700 d si aggiunge alla lista degli abitabili

Il pianeta TOI 700 d si piazza attualmente al secondo posto della classifica degli esopianeti potenzialmente abitabili. Considerando infatti il lavoro svolto dal “Planetary Habitability Laboratory” della Università di Puerto Rico in Arecibo, troviamo una lista dettagliata di esopianeti dalle dimensioni simili a quelle terrestri, che presentano indici di abitabilità importanti. Quando si discute di abitabilità di pianeti, ovviamente le variabili in gioco sono molteplici, in questa classifica vengono considerati i più importanti. In particolare, tale elenco analizza i pianeti di dimensioni di tipo Earth-size, ovvero con massa compresa tra 0,5 e 5 volte quella terrestre, oppure raggio compreso tra 0,8 e 1,5 quello terrestre.

Esopianeti potenzialmente abitabili. Crediti: Planetary Habitability Laboratory, University Puerto Rico Arecibo
Esopianeti potenzialmente abitabili. Crediti: Planetary Habitability Laboratory, University Puerto Rico Arecibo

In cima a questa simpatica classifica abbiamo l’esopianeta Teegarden’s Star b con un indice di similarità terrestre (Easth Similarity Index) pari ben a ben 0,95. Tale pianeta ruota attorno alla stella Teegarden ad una distanza di circa 12 anni luce ed impiegando soli 5 giorni per completare il moto di rivoluzione. La sua massa è leggermente superiore a quella terrestre (fattore 1,05) e la temperatura media superficiale è di 264 K.

Ad oggi, sul secondo gradino del podio troviamo proprio il nuovo esopianeta TOI 700 d. L’indice di similarità è leggermente inferiore, ovvero 0,93, ed il raggio del pianeta è superiore a quello terrestre secondo un fattore 1,14. Il periodo di rivoluzione attorno a TOI 700 è di circa 37 giorni. Mentre, la temperatura media equatoriale è di 246 K, valore particolarmente basso conseguenza della radiazione che il pianeta riceve dalla sua nana rossa, pari a circa l’86% della radiazione che la Terra riceve dal Sole.

TOI 700 d e la sua nana rossa

Il pianeta è stato scoperto nel 2020 insieme ad altri 2 pianeti più interni, ovvero TOI 700 b, c. Nello stesso anno sono stati pubblicati tre importanti studi scientifici i quali non trovano accordo sulla stima della massa del pianeta. Comunque, stando ai tre articoli la massa dell’esopianeta dovrebbe essere compresa tra 1,42 e 2 volte la massa terrestre. Ad ogni modo, il raggio superiore per circa il 20% rispetto a quello della Terra, e la presenza di una superficie rocciosa permettono sicuramente di classificarlo come pianeta terrestre.

Zona abitabile attorno a TOI 700. Crediti: NASA.
Zona abitabile attorno a TOI 700. Crediti: NASA.

Dal breve periodo di rivoluzione, e non solo, possiamo intuire che il pianeta TOI 700 d si trova in una posizione vicina alla sua stella. Tale caratteristica, come spesso accade, costringe il secondo esopianeta oggi più abitabile ad una rotazione sincrona con la sua stella madre. Perciò, un emisfero è perennemente illuminato e riscaldato mentre l’altro è costretto a rimanere al buio ed al freddo.

Un contributo dall’Italia per una casa su TOI 700 d

Insomma, si tratta di un esopianeta dalle caratteristiche assolutamente interessanti. Tuttavia, c’è sicuramente la necessità di continuare a studiare la sua abitabilità, quindi l’atmosfera e la sua composizione chimica. Ad oggi per esempio, vi sono diversi modelli planetari sviluppati dai ricercatori. Uno di questi afferma che il pianeta potrebbe anche essere coperto da un oceano con un’atmosfera densa di anidride carbonica (come quella si pensa circondasse il giovane Marte). Tale modello descrive anche la presenza di dense coltri di nubi nell’emisfero che è sottoposto alle radiazioni della nana rossa.

Giovanni Covone, astrofisico dell’università Federico II di Napoli e associato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), insieme allo studente Luca Cacciapuoti della Federico II, hanno preso parte al team della NASA per la scoperta del nuovo esopianeta. L’astrofisico italiano ha affermato circa il lavoro svolto e gli sviluppi futuri “sarà fondamentale studiare quale tipo di vita potrebbe formarsi su un pianeta in cui vi è assenza di alternanza giorno notte, per questo motivo TOI 700 d potrà giocare un importante ruolo di laboratorio per l’astrobiologia”.

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Michele Fragnellihttp://spacecue.it
Studente magistrale di ingegneria aerospaziale presso Politecnico di Bari e Università del Salento. Appassionato da sempre di scienza e tecnologia, nonché di spazio e aeronautica.