mercoledì, 30 Settembre, 2020

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Cosa ha scoperto Hubble nel giorno del tuo compleanno?

Negli ultimi giorni la NASA ci ha sorpreso con un’interessante iniziativa! Tra le tante cose da fare a casa durante questa quarantena, potete anche scoprire cosa ha visto il Telescopio Spaziale Hubble il giorno del vostro compleanno!

La mia immagine di compleanno!

L’agenzia spaziale statunitense, sul proprio sito, invita gli utenti a inserire la propria data di nascita (mese e giorno) in modo da individuare l’immagine catturata dall’Hubble in quel giorno. Una volta generato il risultato, si potrà condividere l’immagine sui social con l’hastag #Hubble30. In alternativa, è disponibile anche un file excel che associa ad ogni giorno dell’anno l’immagine corrispondente:

30 anni di Hubble

Telescopio Spaziale Hubble
Telescopio Spaziale Hubble. Credits: NASA

Quest’iniziativa fa parte delle celebrazioni per i trent’anni del telescopio. Il 24 aprile 1990 veniva portato in orbita lo strumento che “esplora l’universo 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana”, scrive la NASA sul suo sito. “Ciò significa che ha osservato affascinanti meraviglie cosmiche ogni giorno dell’anno, incluso il tuo compleanno”.

Chiamato così in onore dell’astronomo Edwin Hubble, il telescopio spaziale è stato il progresso tecnologico più importante nel campo dell’astronomia dal telescopio di Galileo Galilei. Infatti l’Hubble ha ottenuto alcune delle più dettagliate immagini nella luce visibile, permettendo una visuale profonda nello spazio e nel tempo. Molte osservazioni dell’Hubble hanno avuto dei riscontri in astrofisica, per esempio determinando accuratamente il tasso di espansione dell’Universo.

Costruito dalla NASA con la collaborazione dell’ESA e portato in orbita grazie allo Space Shuttle, il telescopio possiede uno specchio di 2,4 metri di diametro e i sui 5 strumenti principali osservano nel vicino ultravioletto, nel visibile e nel vicino infrarosso. L’orbita esterna del telescopio, al di fuori dalla distorsione dell’atmosfera terrestre, gli permette di ottenere immagini a risoluzione estremamente elevata, con un disturbo contestuale sostanzialmente inferiore rispetto a quello che affligge i telescopi a Terra.

Non è sempre stato tutto rose e fiori

Telescopio Spaziale Hubble
Specchio Primario dell’Hubble. Credits: NASA

Una volta che il telescopio fu posizionato nella sua orbita e iniziarono le prime prove, gli operatori scoprirono che l’Hubble non funzionasse come previsto: le immagini registrate mancavano di chiarezza e nitidezza.

La NASA si mise subito al lavoro per scoprire cosa fosse andato storto. Al centro dell’indagine c’era l’azienda costruttrice dello specchio principale, la allora chiamata Perkin-Elmer Corporation, a Danbury, nel Connecticut. Alla fine si arrivò alla conclusione che il problema risiedesse in apparecchiature non calibrate durante la fabbricazione dello specchio. Il risultato fu uno specchio con un’aberrazione di un cinquantesimo dello spessore di un capello umano, nella levigatura dello specchio.

È facile intuire che la sostituzione dello specchio non era fattibile. Quindi cosa fare con un’occhio affetto da miopia? Bisogna utilizzare degli occhiali! E così fu fatto.

L’ottica correttiva e i nuovi strumenti furono costruiti e installati su Hubble dagli astronauti dello Space Shuttle durante la missione STS-61 nel 1993. Lo strumento Corrective Optics Space Telescope Axial Replacement (COSTAR), dalle dimensioni di una cabina telefonica, posizionò nell’Hubble cinque coppie di specchi correttivi che riuscirono perfettamente a contrastare gli effetti del difetto.

Telescopio Spaziale Hubble
A sinistra l’immagine originale prodotta da Hubble, a destra la stessa immagine dopo l’elaborazione software. Credits: NASA

Ma tra il 1990 e il 1993 gli astronomi non rimasero con le mani in mano. Infatti alcune immagini inviate dall’Hubble furono elaborate al computer utilizzando tecniche di ricostruzione delle immagini che mitigarono in qualche modo gli effetti dello specchio difettoso. Queste tecniche di elaborazione delle immagini trovarono successivamente applicazioni pratiche anche nel campo della medicina, soprattutto nella diagnosi precoce del tumore al seno.

Progettato per durare 15 anni, l’Hubble continua a fare il suo lavoro dopo ben 30 anni! Il suo successore è quasi pronto anche se ha visto slittare il suo lancio diverse volte, che ora sempre sia stato fissato per maggio 2021. Speriamo che il James Webb Telescope sia un degno successore dell’Hubble che rimarrà sempre tra le meraviglie dell’ingegneria.

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Heidi Garciahttp://aerospace.closeupengineering.it
Laureata in Ingegneria Informatica all’Università di Firenze. Studentessa magistrale di Ingegneria Robotica e dell'Automazione all'Università di Pisa. Caporedattrice della sezione Tech CuE del network Close-up Engineering e presidente dell'AS Pisa di EUROAVIA (European Association of Aerospace Students). Grande passione per l’aerospazio, l'astronomia e l'elettronica.