La Space Economy all’italiana si avvia sempre più ad affermarsi come una realtà solida. Dopo la firma di qualche mese fa dell’accordo per la realizzazione del primo spazioporto europeo che vedrà la luce a Grottaglie (Taranto), è ancora la Puglia a segnare un primato con l’istituzione della prima scuola internazionale di volo suborbitale.

L’iniziativa, proposta dal Politecnico di Bari e che ha visto la collaborazione tra gli altri della Camera di Commercio di Taranto, si inserisce in un contesto che vede la Puglia in prima fila tra le realtà “space-oriented” della nostra penisola, specialmente per quanto riguarda i futuri risvolti in ambito turistico e commerciale di quello che è uno dei settori economici più in crescita degli ultimi anni; ed è proprio alle altitudini suborbitali (dai 15 ai 100 km) che si concentrano la maggior parte delle applicazioni commerciali che l’industria aerospaziale è in grado di offrire allo stato attuale della tecnologia.

Si pensi alle prime esperienze di turismo spaziale che la Virgin Galactic ha intenzione di offrire già dai primi anni ’20, o al progetto dello StratoFly MR3 che si propone di sfruttare l’atmosfera rarefatta delle quote suborbitali per offrire viaggi intercontinentali superveloci e a bassi consumi; a queste applicazioni si affiancano quelle relative alle missioni di raccolta dati e osservazione della terra, che possono avere un grosso impatto in ambito agricolo e geologico. 

In questo quadro, la scuola internazionale di volo suborbitale, rivolta a ingegneri, dottorandi e professionisti della ricerca in questo settore, si propone di erogare corsi sia riguardanti gli aspetti tecnico-ingegneristici relativi al volo suborbitale in tutte le sue fasi (dalla partenza all’ atterraggio), sia riguardo le tematiche relative alle normative e alla sicurezza. La tre giorni, cominciata lo scorso 28 Ottobre, ha visto la partecipazione di nomi illustri dell’industria aerospaziale tra i quali spicca certamente quello dell’ astronauta dell’ ESA Roberto Vittori.