Nonostante per la Boeing le cose non vadano per il meglio, qualche kilometro fuori l’atmosfera la compagnia statunitense continua ad affermarsi tra le aziende private leader del settore spaziale.
Dopo anni di rinvii e ritardi, infatti, la CST-100 Starliner sarà la prima capsula statunitense a lanciare astronauti in orbita bassa dal pensionamento del programma dello Space Shuttle.

La Starliner

La capsula, con i suoi 4.56 metri di diametro sarà adibita al trasporto di un massimo di 7 astronauti che, grazie al sistema automatico di aggancio alla stazione, potranno risparmiare numerose ore di addestramento.
Tra le caratteristiche principali della nuova capsula vi sarà la riutilizzabilità: un avanzato sistema di paracadute e airbag permetterà, una volta svolta la manutenzione necessaria, di rimettere in orbita la capsula fino a 10 volte; tale sistema di atterraggio è talmente avanzato che permetterà alla Starliner di essere la prima capsula statunitense in grado di completare il proprio rientro sulla terraferma anziché in mare.

Il caso

Il progetto non è stato esente da polemiche. Solo una settimana fa un report dell’ufficio dell’ ispettore generale della NASA, accusava lo Starliner di essere eccessivamente caro con un costo di missione di ben 90mln di dollari per posto, ben più di quelli della Soyuz e quasi il doppio dei 55 milioni richiesti per l’ utilizzo della Crew Dragon di Space X.
Il report denunciava, inoltre, la concessione di 257 mln di dollari di fondi, dei quali ben 187 sarebbero superflui.
La The Boeing Company ha poi diramato un comunicato di risposta per smentire questi dati e ribadire la bontà del proprio progetto.

La missione

Tornando alla missione, dopo il successo lo scorso 4 Novembre dell’ abort test, l’aggancio della Starliner al lanciatore Atlas V sancisce l’ inizio per gli USA di una nuova epoca per il trasporto di merci e persone verso la Stazione Internazionale.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 17 Dicembre quando verranno accesi i motori dell’Atlas e avverrà il primo lancio verso la ISS.
Per questa prima occasione, la capsula sarà sprovvista di equipaggio e si limiterà al trasporto di rifornimenti permettendo così di verificare il buon funzionamento di tutta la strumentazione in ogni fase dal lancio all’ attracco.

Nei primi mesi del 2020 sarà il turno del primo equipaggio, capitanato dall’ astronauta della Boeing Chris Ferguson insieme con Nicole Mann e Mike Fincke.