Home » Elon Musk e SpaceX, aggiornamenti su progetto e sviluppo della Starship
Navicella Starship viene installata in cima al booster Super Heavy. Crediti: SpaceX.

Navicella Starship viene installata in cima al booster Super Heavy. Crediti: SpaceX.

La sera del 10 febbraio Elon Musk ha tenuto una conferenza sulla Starship in diretta dalla Starbase. Il direttore esecutivo di SpaceX ha voluto fermarsi per un attimo e fare il punto della situazione sulle attività dell’agenzia spaziale privata. Durante la conferenza sono state affrontate diverse tematiche riguardo quello che sarà il rocket più potente mai costruito dall’uomo. Tra i vari argomenti, si è discusso del perché e quindi della mission di SpaceX. Si è discusso dello stato attuale di progetto, sviluppo e test della Starship, così come dei suoi prossimi impegni ufficiali che giocheranno un ruolo cruciale.

La conferenza integrale di Elon Musk trasmessa in onda da SpaceX, in diretta dal sito produttivo della Starbase. Musk ha parlato dello stato attuale di progetto e sviluppo del razzo, così come di tutti i problemi più grandi che ostacolano il primo lancio orbitale di Starship. Crediti: SpaceX via Youtube.

SpaceX, la mission di Musk e la Starship

La conferenza si apre proprio alla Starbase, lì dove il gigante da 120 metri di altezza sta per essere completato. Come se fosse per un momento stordito dalla grandezza del sito produttivo, Elon Musk si chiede dove si trovi la ragione di tutto questo. Dinanzi ad un pubblico folto, si domanda dove sia il motivo di fondo che alimenta tutta questa forza-lavoro che vuol portare lontano dalla Terra. La motivazione arriva puntuale ed è una risposta che guarda all’intero genere umano e non a particolari interessi personali.

Musk cita due principali ragioni. La prima sta nell’opportunità del genere umano di diventare una specie multi-planetaria. Una opportunità che presto potrebbe trasformarsi in necessità, se si guarda al modo in cui il genere sta salvaguardando il Pianeta Terra. Una opportunità che potrebbe essere vista come una via di salvataggio, se si pensa a tutte le calamità naturali che potrebbero distruggerci, oppure se si pensa più semplicemente alla fine toccata ai dinosauri. Come seconda ragione, Elon si rende un pò più passionale. Egli afferma che nella vita non possiamo occuparci esclusivamente di risolvere problemi e di numeri. Occorre coltivare le proprie passioni e farlo con tutte le forze a disposizione. Bisogna lottare per ciò che ci rende curiosi di affrontare ogni giornata.

Starship, la chiave di Musk per una specie multi-planetaria

Il visionario ha definito la Starship come il Sacro Graal per fare del genere umano una specie multi-planetaria. Avere a disposizione un rocket potente e rapidamente riutilizzabile cosituisce la base per un viaggio interplanetario. Peraltro, uno dei primi nomi della Starship era proprio ITS, Inter-planetary Transport System, poi convertito nel nome oggi conosciuto.

Lavori in corso presso la Starbase di SpaceX in Texas, la Starship e il SuperHeavy insieme a dare il rocket più potente mai costruito. Crediti: SpaxeX.
Lavori in corso presso la Starbase di SpaceX in Texas, la Starship e il SuperHeavy insieme a dare il rocket più potente mai costruito. Crediti: SpaxeX.

Riguardo tale ITS, SpaceX ha dimostrato al mondo intero dei risultati inaspettati negli ultimi anni. La riutilizzabilità di boosters e fairings del lanciatore Falcon 9 era qualcosa a cui in pochi davano credito. Eppure, ad oggi il vettore di Elon Musk ha già superato le 100 re-utilizzazioni, totalizzando qualcosa come 144 lanci e 106 atterraggi con successo. Di fatto, il Falcon 9 ha registrato un costo di lancio per kg verso l’orbita circa 20 volte inferiore rispetto a quello dello storico Space Shuttle, una riduzione dei costi game-changing.

Verso la colonizzazione di Marte con Starship

Un mezzo così potente come la Starship permette di pensare a obiettivi audaci, qualcosa dal calibro del ritorno sulla Luna dopo circa 50 anni. Anzi, sarebbe più corretto dire “ritorno dalla Luna“, come previsto dai programmi della NASA per la futura missione Artemis, che porterà l’uomo nuovamente sulla superficie lunare. Oppure, viene facile pensare alla colonizzazione di Marte. Musk si è sempre mostrato impegnato in prima linea su questa tematica, preoccupato dall’emergenza climatica che caratterizza il nostro Pianeta, e spinto dal suo desiderio innato di esplorare l’Universo.

https://www.youtube.com/watch?v=-Oox2w5sMcA
L’animazione creata da SpaceX sullo scenario che porterebbe alla colonizzazione di Marte grazie all’utilizzo della Starship. Crediti: SpaceX via Youtube.

Secondo una stima grossolana, la creazione di una città indipendente sul Pianeta Rosso richiederebbe l’invio di circa 1 milione di tonnellate di materiale. Qualcosa che può essere reso realtà grazie a Starship. Il razzo di SpaceX conta infatti una spinta superiore al doppio di quello che era il Saturn-V, e una capacità di carico pagante di circa 150 tonnellate. Insomma, il caro Elon immagina un futuro prossimo in cui la Starship possa decollare più volte nell’arco di una settimana, potendo contare sulla disponibilità di boosters dopo poche ore dal loro primo utilizzo.

Nuovi duri obiettivi per SpaceX

Un obiettivo così ambizioso richiederà ulteriori sforzi e investimenti all’agenzia spaziale americana. Prima di tutto, saranno necessarie nuove tecnologie per garantire funzioni chiave quali orbital refilling e atterraggio di Super-Heavy e Starship, oltre a tutte le altre sfide tecnologiche che la missione comporterebbe. Nel primo caso, SpaceX dovrà implementare in orbita una funzione di docking tra due velivoli di tipo Starship per garantire la fornitura di ossigeno. Per questo SpaceX potrà contare sull’esperienza guadagnata mediante gli attracchi effettuati dalla Dragon con la International Space Station.

Nel secondo caso SpaceX è riuscita a progettare e realizzare in tempo record il Mechazilla Starship launch and catch tower. Una opera di ingegneria fantastica, non meno complessa del razzo vero e proprio secondo l’opinione di Musk. Si tratta di una torre gigante dotata di grandi bracci meccanici che permetteranno un atterraggio soffice del rocket. Una infrastruttura così importante, tanto da meritare l’appellativo di stage zero di Musk, come se fosse uno stadio di base imprescindibile per il lanciatore.

Aspettando il giudizio di FAA

Insomma, nei prossimi mesi si prospettanno tante attività importanti per SpaceX. Musk è sempre stato più che ottimista sul primo lancio orbitale di Starship dichiarandolo previsto prima per il 2022. In questo senso, il mese di febbraio sarà cruciale in quanto è attesa una valutazione della Federal Aviation Administration. La FAA sta infatti valutando da un punto di vista ambientale il sito e le infrastrutture di lancio realizzate da SpaceX in Texas, a Boca Chica. Nel caso in cui la FAA desse il via libera si potrebbe assistere ad un primo lancio orbitale anche nella primavera del 2022. In caso contrario, ci sarebbe un ritardo di almeno 6-8 mesi necessario a spostare (e preparare) la sede di lancio verso il Kennedy Space Center, in Florida.