“È una bella cosa riscoprire la meraviglia (…) l’astronautica ci ha fatto tornare tutti bambini.” diceva Ray Bradbury nel suo libro “Croniche Marziane”, perché siamo piccolissimi e sprovveduti davanti all’immensità dell’universo. E come fanno i bambini, ogni tanto ci ritroviamo con degli amici, magari di fronte a una tazza di tè, per parlare di ciò che ci piace. Con questo spirito è nata, nel 2010, SpaceUp: la “non-conferenza”. Quest’anno l’appuntamento è il 5 e 6 maggio a Pisa, grazie all’impegno dell’associazione studentesca europea EUROAVIA.

Il primo evento SpaceUp si tenne a San Diego nel 2010. Da allora, la comunità di SpaceUp è cresciuta e si sono tenute diverse “non-conferenze” in tutto il mondo. In Italia abbiamo assistito a SpaceUp Roma 2015 e a SpaceUp Milano 2016, quindi, SpaceUp Pisa 2018 sarà il terzo evento del genere ad avere luogo nel nostro paese.

Cos’è SpaceUp?

Per la terza volta SpaceUp arriva al nostro paese; la “non-conferenza” che ha lo scopo fondamentale di creare una piazza dove tutti possano parlare di una passione in comune: lo spazio.
Una presentazione a SpaceUp Poland. Credits: www.spaceuppisa.com

SpaceUp è una “non-conferenza” dove, come suggerisce il nome, i partecipanti decidono il tema, l’agenda e la struttura dell’evento. Tutti sono incoraggiati, quindi, a parlare, a partecipare a delle tavole rotonde, o semplicemente a condividere idee sull’esplorazione spaziale, sull’ingegneria aerospaziale, sull’astronomia e tanto altro.

L’obiettivo fondamentale di un evento di questo genere è quello di riunire coloro che amano lo spazio per la condivisione di idee, dare la possibilità a tutti, dall’appassionato all’esperto, di esprimersi e di creare future collaborazioni.

Com’è strutturato l’evento?

Per la terza volta SpaceUp arriva al nostro paese; la “non-conferenza” che ha lo scopo fondamentale di creare una piazza dove tutti possano parlare di una passione in comune: lo spazio.
Una sessione a SpaceUp Rome 2015. Credits: www.spaceuppisa.com

È previsto l’intervento di alcuni esperti tra i quali risalgono Dario Kubler, Engineering Manager at Microchip Technology e fondatore dell’Associazione Divulgativa Astronomica e Astronautica (ADAA); Simona Gallerani, ricercatrice della Scuola Normale Superiore e vincitrice del Gratton Prize per la miglior tesi di dottorato del 2007-2008; Franco Frasconi, primo ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) di Pisa; Mariano Andrenucci, Professore Ordinario di propulsione elettrica all’Università di Pisa; ed Elena Grifoni Winters, Capo di Gabinetto dell’Agenzia Spaziale Europea.

Oltre alla presentazione degli speaker, ci sono due format principali: i T-5 e le Grid Sessions.

Il T-5 (T minus 5) consiste in degli interventi di cinque minuti nei quali è possibile utilizzare una presentazione di 20 slides. Esse vengono girate automaticamente ogni 15 secondi quindi è evidentemente un formato molto stimolante e competitivo.

Le Grid Sessions, invece, possono assumere diverse forme: una presentazione domande e risposte, una dimostrazione o una tavola rotonda. Le sessioni possono durare dai 15 ai 20 minuti e svolgersi in tempi e stanze differenti.

Per la terza volta SpaceUp arriva al nostro paese; la “non-conferenza” che ha lo scopo fondamentale di creare una piazza dove tutti possano parlare di una passione in comune: lo spazio.
La Grid di SpaceUp San Diego 2010. Credits: www.spaceuppisa.com

La Grid non è altro che una bacheca divisa in caselle che tutti possono riempire: chiunque dei partecipanti può semplicemente andare sul grid, scegliere un argomento a cui dedicare 15 minuti, scriverlo su un post-it, e appiccicarlo lassù: questa è la chiave della trasformazione di questa conferenza in una “non-conferenza”

Per partecipare a SpaceUp occorre registrarsi sul sito ufficiale della manifestazione, dove sono presenti anche ulteriori informazioni pratiche. E ricordate, a SpaceUp non ci sono spettatori ma solo partecipanti. Le sessioni saranno come delle conversazioni con degli amici. L’unica regola è quella di parlare di spazio!