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Hanno scoperto pianeti simili alla Terra vicino a noi

Un'equipe di astronomi, scandagliando il cielo, ha scoperto pianeti simili alla Terra vicino a noi. Questi pianeti ruotano attorno ad una stella vicina, la L 98-59

Categorie Astronomia

Siamo soli nell’universo? Esistono pianeti con altre forme di vite? Tutti noi ci siamo fatti queste domande almeno una volta nella vita e anche la scienza sta cercando una risposta. Al momento, non conosciamo pianeti con forme di vita aliene, ma ci sono diversi studi che muovono in questa direzione. Infatti, un’equipe di astronomi, scandagliando il cielo, ha scoperto pianeti simili alla Terra vicino a noi. Questi pianeti ruotano attorno ad una stella vicina, la L 98-59, uno di loro ha la metà della massa di Venere e potrebbero avere un’atmosfera favorevole per la vita.

Un’importante scoperta quella dei ricercatori dell’ESO che hanno scoperto dei pianeti simili alla Terra e potrebbero avere acqua.
Credit: ESO

C’è vita sui nuovi pianeti scoperti?

I ricercatori dell’Osservatorio Europeo Australe (ESO) in Cile, hanno usato il Very Large Telescope (VLT) per osservare la presenza di nuovi pianeti rocciosi. Così, hanno scoperto nuovi pianeti potenzialmente simili alla Terra che si trovano nel vicino sistema planetario L 98-59, distante 35 anni luce. Questi pianeti, infatti, si trovano non troppo distante dalla loro stella e questo consente loro di non essere ghiacciati. Dalle osservazioni col telescopio si è visto che tre dei pianeti osservati potrebbero contenere acqua o nel sottosuolo o nell’atmosfera. I due pianeti più vicini alla stella sono asciutti, anche se non si esclude totalmente la presenza di acqua. Al contrario l’atmosfera potrebbe presentare acqua, ma al momento non esiste una strumentazione così potente da poter effettuare tale analisi a queste distanze. Il terzo pianeta è, invece, più promettente, infatti, circa il 30% della sua massa potrebbe essere composto di acqua. Quindi ospitano vita? Per dirlo è ancora presto, anche se queste scoperte rappresentano dei risultati importanti.

Un’importante scoperta quella dei ricercatori dell’ESO che hanno scoperto dei pianeti simili alla Terra e potrebbero avere acqua.

Non sono solo tre i pianeti scoperti simili alla Terra

I tre pianeti simili alla Terra del sistema L 98-59, erano stati individuati già nel 2019 con il TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite). Questo satellite si basa sul metodo del transito che permette di individuare e misurare un pianeta, misurando la variazione di luce della stella causata dal passaggio del pianeta. I risultati ottenuti all’epoca, però, non erano sufficienti. Infatti, solo con l’aggiunta di ESPRESSO, il team di ricerca è riuscito a trovare nuovi pianeti e misurare la massa e il raggio dei primi tre. Queste nuove osservazioni, dunque, hanno permesso di scoprire nuovi esopianeti. Per l’esattezza, hanno trovato un quarto pianeta e si pensa possa esisterne un quinto. Proprio quest’ultimo fa ben sperare. Infatti, se esistesse, si troverebbe alla giusta istanza dalla stella, affinché possa esserci acqua liquida in superficie.

Se vogliamo sapere di cosa è fatto un pianeta, il minimo di informazioni che servono sono la sua massa e il suo raggio

–       Demangeon, ricercatore presso l’Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço
Un’importante scoperta quella dei ricercatori dell’ESO che hanno scoperto dei pianeti simili alla Terra e potrebbero avere acqua.
Credit: EIE Group

Il Very Large Telescope: ecco come sono stati scoperti i pianeti simili alla Terra

Il team di Demangeon ha, senz’altro, fatto un grande passo in avanti per l’astrobiologia. Questa scoperta, però, rappresenta un progresso anche della nostra tecnologia. Infatti, è solo grazie al VLT che sono stati scoperti dei nuovi pianeti simili alla Terra. Il VLT è un telescopio di ultima generazione su cui è montato lo strumento ESPRESSO (Echelle SPectrograph for Rocky Exoplanets and Stable Spectroscopic Observations). Solo grazie all’uso di questo strumento, che sfrutta il metodo della velocità radiale, gli astronomi sono riusciti a determinare la massa del pianeta più interno. Un pianeta con una massa che è la età di quella di Venere e questo lo rende l’esopianeta più leggero mai misurato con questa tecnica. La tecnica della velocità radiale si basa sull’osservazione dei cambiamenti nello spettro Doppler della stella, dati dall’attrazione gravitazionale dei diversi pianeti. I dati raccolti non sono sufficienti ad affermare la presenza di vita extraterrestre. Però, potremmo essere vicini. Già, solo sapere che lì fuori ci sono pianeti come la Terra, fa ben sperare e, di sicuro, questo è un risultato importante per le ricerche future.

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