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Satelliti Esa salvano una vita: il recupero del naufrago alla Vendée Globe

Categorie Agenzie spaziali · SpaceMix
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Spesso le innovazioni derivate dai programmi spaziali ci sembrano lontane e astratte anche se quotidianamente ne siamo dipendenti. Un’ evidenza degli incredibili progressi tecnologici è stata fornita dagli avvenimenti di Lunedì 30 Novembre nel contesto della regata Vendée Globe. In questo caso i satelliti spaziali Galileo hanno salvato una vita.

In questa competizione velistica i partecipanti ambiscono a completare il giro del globo in solitaria senza possibilità di attracco e aiuti esterni pena l’esclusione dalla gara. Senza dubbio, si tratta di una delle competizioni più estreme e pericolose che esistono. Esperti velisti sono pronti a fronteggiare i mari tempestosi di tutto il mondo rischiando la loro vita. Vista la grandezza della sfida che questi sportivi lanciano alla natura, spesso quest’ultima ha la meglio. Infatti, diversi incidenti si sono consumati negli anni. Tuttavia, con il continuo progresso delle telecomunicazioni e delle reti satellitari, ad oggi i velisti possono disporre di uno strumento in più che nel caso di Kevin Escoffier è stato determinante.

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Kevin Escoffier a bordo della sua imbarcazione. Credits: Imoca

L’accaduto

Sono circa le 14 di Lunedì 30 Novembre 2020 quando il navigatore francese Kevin Escoffier, partecipante della regata Vendée Globe, lancia il segnale di emergenza. A cinquecento miglia da Capo di Buona Speranza, il velista si è imbattuto in un incidente che ha causato danni irreparabili alla sua imbarcazione PRB, i quali ne hanno causato il naufragio. Escoffier è costretto a calarsi con la zattera di salvataggio mettendo nelle mani dell’oceano il destino della sua vita. Il velista stesso, dopo il salvataggio, afferma: “Non è stato per niente rassicurante doversi buttare nell’oceano con 35 nodi di vento sulla zattera di salvataggio, ma non ho avuto alternativa. La mia imbarcazione stava infatti affondando.”.

Partiti i segnali di emergenza, Escoffier si trova in balia dell’oceano, dei suoi venti e delle sue onde che raggiungono sei metri di altezza. Una volta ricevuta l’emergenza, la direzione indirizza un’imbarcazione partecipante nella zona dell’accaduto. Dopo undici ore drammatiche e molteplici tentativi, Jean Le Cam è il primo navigatore a trovare il naufrago a bordo della zattera. A questo punto, il salvataggio è completato ed Escoffier può finalmente tirare un sospiro di sollievo. Durante la sua drammatica permanenza nell’oceano sopra la zattera non è stato così solo: satelliti a 23200 km di altitudine hanno lavorato per lui e per la sua vita.

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Kevin Escoffier. Credits: Nautica Report

Il sistema Cospas-Sarsat

I satelliti della costellazione Galileo hanno reso possibile l’impossibile grazie al sistema Cospas-Sarsat. Infatti questa tecnologia ha la caratteristica di poter individuare con molta precisione e tempestività l’esatta posizione di partenza del segnale di emergenza. Nel momento in cui la zattera di Escoffier si è sganciata, un segnale SOS di 406 MHz è stato automaticamente inviato ai satelliti della famiglia Cospas-Sarsat. Questo sistema è nato da un accordo tra Francia, Canada, USA e Russia. Può localizzare un vettore in stato di emergenza dotato di trasmettitori che agiscono su determinate frequenze.

Il segnale, una volta partito, raggiunge satelliti dotati di questo sistema i quali trasmettono nuovamente il segnale a terra. Qui diverse stazioni possono elaborare i dati ricevuti in modo piuttosto rapido e ricavare la posizione del segnale. Dalla sua prima applicazione nel 1982, Cospas-Sarsat ha salvato molte vite in delicate situazioni di emergenza.

Alle 13.48 UTC, il centro di controllo francese per Cospas-Sarsat (FMCC) di Tolosa rileva il primo segnale di allerta ricevuto da tre satelliti Galileo. In circa due minuti, la provenienza del segnale originale viene rilevata. Questa si trova nell’area di controllo missione sudafricana (ASMCC) la quale si estende dal Sud Africa fino alla costa dell’Antartide in una zona a circa mille km da Capo di Buona Speranza. L’allerta viene inviata al centro di controllo missione australiano (AUMCC) poichè la sua regione di distribuzione dei dati include anche il Sud Africa. Infine, il segnale di emergenza raggiunge anche il centro nazionale francese dedicato al sistema Cospas-Sarsat il quale informa immediatamente la direzione gara di Vendée Globe.

Dopo diversi tentativi e ore di ricerca, alle 01.18 UTC, Jean Le Cam nel mezzo della notte trova il naufrago francese e lo salva. Grazie ad un incredibile lavoro della tecnologia basato sulla cooperazione internazionale, il sistema satellitare ha funzionato.

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Funzionamento di Cospas-Sarsat. Credits: ESA

I satelliti Galileo: protagonisti del salvataggio di una vita

I satelliti della costellazione Galileo sono quindi i salvatori della vita del velista francese. Questo sistema di satelliti gestito dall’Agenzia Spaziale Europea ha il compito di elaborare con buona precisione informazioni relative a treni, aerei e macchine collegate alla rete. Il sistema satellitare è operativo da dicembre 2016 e offre diversi servizi tra cui, in collaborazione con Cospas-Sarsat, l’accurata tecnologia che ha permesso non solo il recente salvataggio di Escoffier, ma anche l’individuazione di molte situazioni di emergenza e la loro successiva risoluzione.

I 26 satelliti della costellazione viaggiano su orbite circolari a 23200 km di altitudine dalla superficie terrestre e hanno un’inclinazione di 56 gradi. Le caratteristiche della loro orbita unite al numero di satelliti attivi garantiscono un’ampia mappatura di tutto il globo. Da qui, la possibilità di stabilire con rapidità e accuratezza la posizione in qualsiasi punto della Terra. Ogni satellite, del peso di 700 kg, ha un corpo principale di 2.7 x 1.1 x 1.2 m e pannelli solari che si estendono per 13 metri.

I satelliti Galileo non sono i primi ad avere effettuato il salvataggio di una vita in situazioni critiche. E’ sempre più chiaro come sia importante osservare la Terra dallo spazio per poter avere una visione più precisa e completa. Ad esempio gli studi satellitari effettuati sul Ponte Morandi avrebbero potuto essere determinati per evitare una tragedia.

Dopo il caso di Escoffier che rappresenta solo una delle tante delicate situazioni di emergenza, possiamo dunque riflettere sull’importanza dello sviluppo delle tecnologie spaziali e su quanto queste siano determinanti in molti aspetti della nostra vita quotidiana.

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Credits: ESA

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