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“Satellite in caduta libera sulla Terra”: niente allarmismi, ecco perché

Il rischio di danni a chiunque sulla Terra è molto basso - circa 1 su 9.400.

Categorie Agenzie spaziali · Missioni spaziali · Satelliti e Lander
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Come ogni volta che avviene un rientro in atmosfera, i giornali esordiscono con titoli del tipo: “Satellite e/o razzo in caduta libera sulla Terra”, “Satellite e/o razzo rientrerà in maniera incontrollata“. Se da una parte è vero che il rientro del satellite “Earth Radiation Budget (ERBS)” della NASA, ormai non più funzionante, non sarà controllato, la NASA assicura che la maggior parte del satellite brucerà durante il viaggio nell’atmosfera, anche se prevede che alcuni componenti sopravviveranno al rientro. Il rischio di danni a chiunque sulla Terra è molto basso: circa 1 su 9.400.

Satellite in caduta libera sulla Terra: Il rientro “incontrollato” del satellite ERBS

Satellite hurtling through space burning up as it enters the atmosphere

Il satellite Earth Radiation Budget (ERBS) della NASA, ormai in pensione, dovrebbe rientrare nell’atmosfera terrestre dopo quasi quattro decenni di permanenza nello spazio. Per 21 di questi anni, l’ERBS ha studiato attivamente il modo in cui la Terra assorbe e irradia l’energia del Sole e ha effettuato misurazioni dell’ozono stratosferico, del vapore acqueo, del biossido di azoto e degli aerosol.

L’ERBS ha superato di gran lunga i due anni di vita previsti e ha funzionato fino al suo ritiro nel 2005. Le sue osservazioni hanno aiutato i ricercatori a misurare gli effetti delle attività umane sul bilancio radiattivo della Terra. La NASA ha continuato la missione ERBE con progetti che includono l’attuale suite di strumenti satellitari Clouds and the Earth’s Radiant Energy System (CERES).

A partire da giovedì 5 gennaio, il Dipartimento della Difesa ha previsto che il satellite da 2450 kg rientrerà nell’atmosfera alle 00:40 ore italiane di lunedì 9 gennaio, con un’incertezza di +/- 17 ore (attendiamo aggiornamenti sull’effettivo rientro). La NASA e il Dipartimento della Difesa continueranno a monitorare il rientro e ad aggiornare le previsioni, ha assicurato la stessa NASA.

EDIT: La NASA ha confermato che il satellite è rientrato in atmosfera alle 05:04 ore italiane di lunedì 9 gennaio sopra il Mare di Bering, al largo dell’Alaska.

Il satellite ERBS

Satellite in caduta libera sulla Terra
Credits: NASA

Lanciato dallo Space Shuttle Challenger il 5 ottobre 1984, l’ERBS faceva parte della missione “Earth Radiation Budget Experiment (ERBE)”, composta da tre satelliti. Trasportava tre strumenti, due per misurare il bilancio energetico radioattivo della Terra e uno per misurare i costituenti stratosferici, tra cui l’ozono.

Il bilancio energetico, ovvero l’equilibrio tra la quantità di energia solare che la Terra assorbe o irradia, è un importante indicatore dello stato di salute del clima e la sua comprensione può anche aiutare a rivelare i modelli meteorologici. Le concentrazioni di ozono nella stratosfera svolgono un ruolo importante nel proteggere la vita sulla Terra dalle dannose radiazioni ultraviolette.

Lo “Stratospheric Aerosol and Gas Experiment II (SAGE II)” sull’ERBS ha effettuato misurazioni stratosferiche. Il SAGE II ha raccolto dati importanti che hanno confermato che lo strato di ozono si stava riducendo su scala globale. Questi dati hanno contribuito alla definizione dell’accordo internazionale del Protocollo di Montreal, che ha portato a una drastica riduzione dell’uso di clorofluorocarburi che distruggono l’ozono in tutto il mondo. Oggi, SAGE III sulla Stazione Spaziale Internazionale raccoglie dati sulla salute dello strato di ozono.

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