mercoledì, 2 Dicembre, 2020

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Rilevato il primo lampo radio veloce nella Via Lattea

Primo ad essere individuato nella via Lattea e vicino a una magnetar, il lampo radio veloce captato nella nostra galassia lo scorso 28 aprile conferma alcune teorie riguardanti l’origine di questi fenomeni

Lo scorso 28 aprile un gruppo formato da una cinquantina di studenti ha individuato un lampo radio veloce nella Via Lattea. Il fenomeno, detto anche Fast Radio Burst, è particolarmente intenso e proviene da una magnetar situata al centro della nostra galassia. Si tratta del più potente segnale radio osservato fino ad ora e sono stati i radiotelescopi CHIME (Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment) e Stare 2 (Survey for Transient Astronomical Radio Emission 2) a captarlo. Poiché l’origine dei lampi radio veloci è ancora controversa, essere riusciti ad osservare questo fenomeno nella nostra galassia è di fondamentale importanza per gli scienziati. Infatti, si è riusciti a vedere che una magnetar può dare origine ad alcuni lampi radio veloci e questo conferma le teorie di un team di astronomi canadese.

Cos’è un lampo radio veloce

Un lampo radio veloce, detto anche Fast Radio Burst (FRB), è un fenomeno rappresentato da un lampo luminoso di onde radio, la cui durata è di pochi millisecondi. Proprio a causa della loro breve durata, i lampi radio veloci sono eventi cosmici difficili da individuare ed è particolarmente complesso determinarne la posizione esatta. A questo si aggiunge il fatto che, generalmente, arrivano da galassie che sono lontane miliardi di anni luce. Per poter essere visti, devono quindi essere estremamente potenti. La scoperta di questi fenomeni risale al 2007 e gli astrofisici sono dell’idea che nell’universo ne vengano emessi in media 5000 al giorno. Alcuni di questi possono presentare anche un’emissione ripetuta.

Origine di un lampo radio veloce

Per quanto riguarda l’origine dei lampi radio veloci, anche a causa della loro enorme distanza, ancora non si hanno certezze. Esistono, però, numerose teorie che tentano di spiegare il fenomeno. La maggior parte di queste vede alcuni tipi di resti stellari o corpi celesti come possibili fonti da cui può originarsi un fast radio burst. In particolare, la recente scoperta di un lampo radio veloce al centro della Via Lattea, va a sostenere l’ipotesi che questi fenomeni possano avere origine da una magnetar.

lampo radio veloce via lattea
Credits: ESA

Si tratta di giovani stelle di neutroni che presentano un campo magnetico potentissimo, miliardi di volte più grande di quello terrestre. La densità di questi corpi celesti è tale che un cucchiaino della loro materia sulla Terra peserebbe come 170 milioni di elefanti! Ed è proprio a causa del decadimento di queste stelle e del loro campo magnetico così inteso che si generano numerose e potenti emissioni elettromagnetiche

Il lampo radio veloce individuato nella Via Lattea

A conferma della teoria che vede le magnetar come sorgenti di questo fenomeno, lo scorso 28 aprile è stato individuato un lampo radio veloce nella Via Lattea. I radiotelescopi che hanno individuato lampo radio veloce in questione sono due: il Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment e il Survey for Transient Astronomical Radio Emission 2. Denominato FRB 200428, questo lampo radio veloce vanta tre primati. Infatti, non solo è il primo per il quale sono state rilevate emissioni diverse dalle onde radio, ma è anche il primo ad essere registrato nella Via Lattea. Inoltre, è il primo ad essere associato ad una stella magnetar galattica, chiamata SGR 1935 + 2154.

lampo radio veloce via lattea
Il radiotelescopio CHIME. Credits: CHIME

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature ed è stato condotto da una cinquantina di ricercatori e studenti. Tra questi, compare anche lo scienziato italiano Daniele Michilli. Non è la prima volta che il suo nome si associa ad un’importante scoperta scientifica. Infatti già nel 2018 aveva svolto un’altra ricerca riguardante i lampi radio veloci nello spazio, ipotizzando che potessero provenire dai buchi neri. Con la recente scoperta, possiamo aggiungere un tassello importante allo studio dell’origine di questi fenomeni.

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