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Parker sfida il Sole: incontro ravvicinato per la sonda della Nasa

La sonda della Nasa ha raggiunto il punto più vicino al Sole della sua orbita: mai nessuna missione si era avvicinata così tanto alla superficie solare. La sonda Parker permetterà di aumentare la conoscenza della nostra stella tramite uno studio combinato con i dati di altre missioni che studiano il Sole.

Categorie Missioni spaziali

La sonda della Nasa Parker ha l’obiettivo di studiare il Sole e la sua atmosfera in modo approfondito tramite i tecnologici strumenti che porta a bordo. Il 17 gennaio 2021, Parker ha avuto per la settima volta un incontro ravvicinato con il Sole in cui la sonda si è trovata al perielio della sua orbita, a circa sei milioni di kilometri dalla superficie solare. Questa distanza sembra grande ma in realtà mai nessuna missione in passato si è avvicinata tanto alla superficie della nostra stella.

Parker si è avvicinata al Sole molto di più rispetto a quanto fatto da altre sonde in passato. La gravità di Venere è stata fondamentale per effettuare manovre di flyby che hanno permesso alla sonda di essere sulla giusta traiettoria. Nell’ultimo flyby effettuato a Luglio 2020, Parker ha effettuato uno scatto sensazionale di Venere del quale vi abbiamo parlato in questo articolo.

Questo incontro vicino al Sole rappresenta un’occasione importante per studiare la parte più esterna dell’atmosfera della stella, chiamata Corona. Inoltre, in questo evento si è verificata una particolare condizione favorevole. La sonda si è trovata nella parte di regione solare verso la Terra. Quindi, anche gli osservatori solari in orbita intorno al nostro pianeta hanno avuto la possibilità di riprendere il Sole dalla stessa prospettiva di Parker.

Questa importante opportunità aiuterà a porre in un contesto più ampio le osservazioni della missione della Nasa. Dunque, un quadro più completo dei fenomeni osservati nell’atmosfera solare potrà essere definito. In attesa di analizzare le immagini di Parker, è interessante descrivere le osservazioni che le missioni solari hanno effettuato proprio durante l’incontro ravvicinato tra la sonda e la nostra stella.

Parker Sole incontro
credits:NASA

L’osservazione di Hinode durante l’incontro tra Parker e il Sole

La sonda Hinode, frutto della collaborazione tra agenzia spaziale giapponese (Jaxa) e Nasa, viaggia su un’orbita geo-sincrona intorno alla Terra e studia l’atmosfera solare con il telescopio a raggi x, chiamato XRT. Mentre Parker era nel punto più vicino al Sole, Hinode ha effettuato un’osservazione della stella riportata nel video qui sotto.

Gli scienziati possono usare in modo combinato le immagini provenienti da Hinode e quelle che arriveranno da Parker. Il materiale di entrambe le missioni è stato registrato nella stessa data. Questo significa che le sonde hanno studiato gli stessi fenomeni solari con due occhi diversi. Quindi, l’occasione di studiare le stesse dinamiche con due prospettive diverse è unica e questo studio potrà indurre interessanti scoperte sull’ambiente intorno al Sole per capire meglio i comportamenti della corona solare.

Il video di Hinode

Le immagini del Solar Dynamic Observatory

Anche il Solar Dynamic Observatory (SDO) ha effettuato osservazioni solari negli stessi istanti sfruttando la sua posizione privilegiata in orbita intorno alla Terra. SDO cattura immagini del Sole nell’estremo ultravioletto (range di spettro elettromagnetico invisibile agli occhi) e nel visibile. Le misurazioni di SDO possono aiutare a comprendere meglio i dati di Parker sulla connessione tra attività sulla superficie del Sole e vento solare.

Qui sotto è riportata l’osservazione di SDO effettuata il 12 gennaio 2021, sempre nel periodo di vicinanza tra Parker ed il Sole. Le immagini mostrano sia le regioni attive sia quelle caratterizzate da inattività. Le prime sono in corrispondenza dei punti più luminosi nel disco solare. Invece, le zone di vuoti coronali appaiono come aree più scure e sono dovute alla presenza di campi magnetici aperti, fonti di potenziali venti solari che si propagano nello spazio aperto.

Le osservazioni di SDO

Iris osserva le regioni più profonde dell’atmosfera solare

IRIS (Interface Region Imaging Spectograph) è una sonda della Nasa il cui compito è quello di studiare gli strati più profondi dell’atmosfera solare. Il satellite orbita intorno alla terra con una traiettoria polare e geo-sincrona caratterizzata da un perigeo a 620 km. Questa orbita permette a IRIS di osservare continuamente il sole per otto mesi all’anno. Anche le immagini riportate qui sotto sono state scattate il 17 gennaio 2021. Queste osservazioni evidenziano una regione attiva del Sole caratterizzata da forti campi magnetici e propensa all’espulsione di materia solare.

Gli scienziati hanno voluto analizzare questa zona particolare poiché alcuni modelli prevedevano che Parker avesse potuto passare le linee di campo magnetico generate da queste regioni nel periodo temporale definito. Il ciclo di immagini mostra riprese a diverse lunghezze d’onda., ognuna corrispondente ad una diversa altitudine sopra la superficie solare. Inoltre, è possibile scorgere peculiarità dalla superficie fino alla parte superiore della Cromosfera.

Anche in questa situazione, l’unione dei dati provenienti dall’incontro Parker-Sole e da IRIS potrà dare un contributo significativo alla ricerca sul sistema Terra-Sole. Il materiale proveniente da diverse fonti è molto prezioso e rende questo studio unico. Solo in poche altre occasioni è stato possibile osservare un corpo del sistema solare con così tanti “occhi” diversi. La ricchezza di materiale per questo evento potrà dare significativi contributi alla nostra conoscenza del Sole che mai in passato aveva raggiunto un livello simile di dettaglio.

Le immagini di IRIS

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