A cura di Antonio Di Felice.

Ci avviciniamo ad un nuovo decennio d’oro per l’esplorazione spaziale mondiale. Un mercato molto competitivo e oneroso ma in cui molti stati vogliono entrare. Con l’avanzare dei progressi tecnologici l’uomo non ne vuole sapere di porsi limiti, e quale miglior obiettivo se non lo spazio?

Una nuova corsa alla Luna o lo sbarco su Marte? Probabilmente le due esplorazioni possono essere complementari, la prima può porre le basi per la seconda che è sicuramente una delle sfide più ostiche che l’uomo ha affrontato.

La prima corsa allo spazio

La svolta epocale ci fu il 20 luglio 1969 con lo sbarco sulla Luna, un evento che ha scritto pagine importanti di storia. Fu la vittoria degli Stati Uniti sull’Unione Sovietica.

Per quasi 20 anni le imprese spaziali furono un nuovo teatro della Guerra Fredda. Tutto partì dal successo dello Sputnik 1 che fu motivo d’orgoglio nazionale per la Russia e sancì l’inizio della corsa allo spazio. Da quel momento ci furono una serie di lanci che vedeva l’Unione Sovietica in netto vantaggio sugli Stati Uniti.

Immagine dello sbarco sulla Luna. Credits: Wired.it

L’approccio che le due super potenze dell’epoca ebbero nella ricerca fu molto diverso. Mentre l’Unione Sovietica conduceva tutto in pieno segreto, gli Stati Uniti svolgevano il loro lavoro in pubblico e servendosi dei mezzi informazione e di propaganda per condurre l’intero popolo verso l’impresa epocale che stava per concretizzarsi. L’unica cosa che ebbero in comune fu quella di assumere scienziati tedeschi, alcuni appartenenti al Partito Nazista.

Sicuramente una scelta controversa ma risultata vincente, in particolare con l’operazione Paperclip, gli Stati Uniti riuscirono ad assumere Wernher von Braun, uno dei più grandi scienziati dell’epoca che diede un apporto significativo alla corsa allo spazio.

La fine della guerra fredda spaziale si ebbe nel luglio 1975 con l’aggancio fra Apollo 18 e Soyuz 19 nella prima missione spaziale congiunta USA-URSS.

Nuove frontiere dell’esplorazione spaziale

La Federazione Russa ha in programma di stanziare circa 7,7 miliardi di dollari per lo sviluppo dell’industria aerospaziale del paese nel periodo 2019-2021. Lo ha dichiarato il primo ministro, Dmitrij Medvedev: “I finanziamenti pubblici al settore saranno utilizzati, tra le altre cose, per rafforzare le nostre competenze e realizzare il programma relativo al nostro prossimo volo con equipaggio”.

Un annuncio che sicuramente stuzzica la fantasia degli appassionati da tutto il mondo. Sarà l’inizio di una nuova era d’oro spaziale?

In un periodo in cui gli Stati Uniti si stanno sempre più appoggiando ai privati, si fa sempre più vivida l’idea di una nuova missione sulla Luna prima di compiere il passo definitivo verso Marte. Numerose agenzie stanno aprendo a questa possibilità, ma stavolta l’obiettivo è stabilirsi sulla Luna.

L’Europa può far sentire la sua voce

La risposta europea alla nuova corsa alla Luna, che sta coinvolgendo numerose agenzie spaziali da tutto il mondo, parte dall’ESA che ha instituito un premio di 500 mila euro per le aziende europee interessate al progetto di conquista del satellite terrestre.

L’obiettivo è di sviluppare le tecnologie per costruire delle basi lunari resistenti attraverso la stampa 3D. I materiali utilizzati devono essere quelli prelevabili dal suolo lunare. Il bando si ispira a Metalysis, una compagnia britannica nel South Yorkshire che ha sviluppato una tecnica per convertire gli ossidi e i minerali raffinati direttamente in polveri di leghe metalliche. Le proposte delle aziende concorrenti dovranno essere basate su questo processo, applicato alla stampa 3D per l’industria aerospaziale.

Sala di controllo dell’ESA. Credits: Esa.it

A proposito del rilancio dell’Europa nel campo spaziale, se ne è parlato nella conferenza sulle politiche spaziale tenutasi a Bruxelles il 22-23 Gennaio. La commissaria Ue al mercato interno, Elżbieta Bieńkowska, ha proposto di istituire un Consiglio Spaziale Europeo, sul modello di quanto sta avvenendo in altri paesi e di rafforzare il legame fra le attività spaziali con il settore della difesa.

C’è stata anche la proposta di destinare 16 miliardi di euro nel bilancio Ue alle attività spaziali, la maggior parte delle quali destinate alle missioni Galileo e Copernicus. Insomma, l’Europa c’è e ha la volontà di affermarsi come una delle maggiori potenze spaziali.

New entry nel panorama spaziale mondiale

India e Pakistan sono le principali interpreti del nuovo decennio di esplorazione spaziale. Entro il 2022 entrambe le nazioni si sono prefisse importanti obiettivi.

IRNSS da Indian Regional Navigational Satellite System. Credits: Firstpost.com

La prima vuole entrare a far parte del trio formato da Stati Uniti – Russia – Cina, progettando una missione spaziale completamente autonoma. Sicuramente è un progetto ambizioso nel quale sono stati investiti 1,3 miliardi di euro. Oltre che come consacrazione tra le potenze più importanti nel panorama spaziale mondiale, questa missione ha un’elevata cifra simbolica per il paese. Nel 2022 infatti, si festeggeranno i 75 anni dall’indipendenza britannica, una ricorrenza che tutta l’India vuole ricordare con orgoglio.

Il Pakistan sta progettando di mandare entro il 2022 il primo astronauta in orbita, affidandosi però a tecnologie cinesi.