William Gerstenmaier, classe 1954, nato ad Arkon in Ohio, è amministratore delegato del NASA’s Human Exploration and Operations Mission Directorate di Washington, dal 2005… allo scorso 10 luglio. È infatti con grande sorpresa dello scenario aerospaziale che William è stato rimosso dal suo incarico e nominato consigliere speciale di Jim Morhard, a sua volta vice di Jim Bridenstine. Questi ultime due figure politiche sono state inserite dall’amministrazione Trump per rinforzare i rapporti tra l’agenzia spaziale nordamericana e la dirigenza politica: Bridenstine è infatti il primo politico a ricoprire il ruolo di amministratore della NASA, essendo tipicamente occupato da tecnici e ingegneri (la nomina venne infatti pesantemente criticata).

Laureato in ingegneria aerospaziale alla Purdue University (Indiana, US) e specializzato in ingegneria meccanica alla University of Toledo (Ohio, US), Gerstenmaier completò il suo percorso di studi con un dottorato in dinamica e controllo, con particolare enfasi sugli aspetti propulsivi. Iniziò invece il suo percorso presso la NASA nel lontano 1977, al Lewis Research Center (Cleveland), dove si occupava di effettuare test in galleria del vento su sonde air data utilizzate per i sistemi di rientro dello Space Shuttle (le sonde air data sono sensori che effettuano misurazioni sull’ambiente esterno, per fornire utili indicazioni agli altri sistemi di bordo). Da allora Gerstenmaier inizia una lunga carriera ricca di esperienze negli uffici più all’avanguardia della NASA, coprendo ruoli di responsabilità nei programmi relativi allo Space Shuttle e alla stazione spaziale, ma anche all’interno di programmi previsti per i prossimi anni come la capsula Orion e il relativo lanciatore SLS. Si è sempre distinto nei suoi 42 anni di carriera e fino alla fine è stato uno dei principali riferimenti per il Commercial Crew Program, incaricato di gestire i rapporti con aziende private intenzionate a partecipare ai programmi spaziali, e concentrandosi negli ultimi tempi sul Lunar Orbital Platform-Gateway (LOP-G), una stazione spaziale internazionale destinata all’orbita lunare. Nel suo vasto curriculum non mancano le onorificenze come il dottorato ad honorem ricevuto insieme ad altri riconoscimenti dalla sua prima università, o l’elezione alla classe 2018 della National Academy of Engineering e ancora premi da parte di enti come l’AIAA o medaglie dalla stessa NASA per il servizio svolto.

Gerstenmaier
credits: nasa.gov

Vista la carriera lastricata di successi risultano ancora enigmatiche le decisioni dell’amministrazione Trump, ma è possibile che Birdenstine abbia effettuato questa scelta per via di giudizi negativi provenienti da enti esterni alla stessa NASA; si parla in particolare del NASA Inspector General (IG) e il Government Accountability Office (GAO), aventi il compito di controllare l’operato della dirigenza. Se la figura di Gerstenmaier è sempre stata molto rispettata dai dipendenti NASA, lo stesso non si può dire per i due enti prima citati che hanno espresso commenti negativi nei suoi confronti anche all’interno di documenti ufficiali. Birdenstine avrebbe agito dando retta alla mancanza di fiducia degli ambienti esterni alla NASA per restare nei tempi e nei costi con il programma Artemis, che ha l’obiettivo di riportare l’uomo sulla Luna nel 2024. La NASA non ha ancora risposto in via ufficiale alle domande dei giornalisti e questa resta quindi un’ipotesi.

Birdenstine ha comunque omaggiato la carriera di William Gerstenmaier in una mail in cui ne loda le capacità inviata a tutti i dipendenti dell’agenzia spaziale. Insieme con Gerstenmaier, il suo vice Bill Hill è stato sollevato dal suo incarico per diventare consigliere di Steve Jurczyk (altra figura di spicco all’interno della NASA). Intanto, il progetto Artemis prosegue senza grossi cambiamenti a seguito di questo riassetto.

Gerstenmaier
credits: cdn.arstechnica.net