Il 25 Gennaio 2019 è stato il compleanno della sonda Opportunity. Quindici anni sulla superficie marziana, inviando dati e contribuendo a risolvere molti dei misteri che avvolgono il pianeta rosso. Una ricorrenza, però, definita amara dagli addetti ai lavori, in quanto da mesi il rover ha interrotto le comunicazioni.

La missione originaria e le scoperte

La celebre sonda Opportunity, rover gemello di Spirit, ha iniziato la sua missione il 25 Gennaio 2004. Era progettata per restare sulla superficie del pianeta rosso per circa 90 giorni marziani (un giorno sul pianeta rosso dura circa 40 minuti in più di un giorno terrestre) e per percorrere poco più di un chilometro.

Sonda Opportunity. Credits: Teslarati.com

Una volta completato la missione prevista, la sonda ha continuato l’esplorazione inviando dati alla Nasa per ben 15 anni con la distanza percorsa di oltre 45 chilometri, battendo ogni record appartenente ad altre sonde precedenti, divenendo la missione più longeva mai fatta su Marte.

In questi anni di sopravvivenza su un territorio ostile come quello marziano, il rover progettato dalla Nasa, ha fatto una serie di scoperte interessanti.La più interessante scoperta fu quella dell’ematite in alcune rocce marziane, che fu ritenuta la prima traccia di una passata presenza di acqua su Marte. Inoltre, ha scoperto il primo meteorite caduto su un altro pianeta, denominato Heat Shield Rock, poiché trovato in prossimità del suo scudo termico. Infine, ha esplorato vari crateri per anni, quali il cratere Victoria e il cratere Endevour, ed era in procinto di esplorare un canyon, probabilmente formato dallo scorrere dell’acqua presente su Marte milioni di anni fa.

Primo panorama a colori inviato da Opportunity. Credits: Wikipedia.org

Il 10 Giugno 2018 però, in preda ad una violenta tempesta di sabbia, la sonda ha smesso di comunicare con la Terra.

Alla ricerca di una nuova vita

Gli ingegneri della NASA non si arrendono all’ostilità dell’ambiente marziano. In questi mesi, infatti, hanno ripetutamente cercato di risvegliare la sonda, provando a comunicare con i classici comandi sweep and beep, in cui forzano il rover a mandare segnali sulla Terra.

Le principali cause dello stop della sonda sono riconducibili ad un malfunzionamento del clock interno o della radio principale in banda X, ma anche alla carica delle batterie, essendo i pannelli ricoperti di sabbia. Il project manager della NASA, John Callas, ha comunicato che si stanno affrettando le operazioni di recupero, in quanto sta volgendo al termine la stagione dei forti venti che potrebbero liberare i pannelli solari dalla sabbia. Ogni giorno che passa diminuiscono le probabilità di una rinascita di Opportunity.

Un autoritratto scattato da Opportunity mostra che gran parte della sabbia depositata sui pannelli è stata rimossa dal vento. Credits: Nasa.gov

Le soluzioni, che si stanno vagliando in questi mesi, sono quelle di resettare il clock interno e di passare alla radio secondaria forzando le comunicazioni in UHF. Gli ingegneri stanno anche inviando nuovi comandi alla sonda, che permetterebbero di aggirare le cause del suo silenzio radio, obbligandola a rispondere con un segnale.

Si può solo sperare che alla sonda, pioniere delle esplorazioni marziane, si riesca a dare una seconda Opportunity.