Home » La missione TESS ha scoperto una “nuova Terra” super leggera

La missione TESS ha scoperto una “nuova Terra” super leggera

Il centro di ricerca di Paranal in Cile ha dato la notizia di un nuovo esopianeta a super bassa densità che potrebbe contenere acqua allo stato liquido.

Categorie Astronomia · Missioni spaziali · Satelliti e Lander
Vuoi leggere tutti gli articoli del network (oltre 10.000) senza pubblicità?
ABBONATI A 0,96€/SETTIMANA

Lo scorso 17 maggio, il team scientifico di ESPRESSO del Paranal, in Cile, ha annunciato la scoperta, da parte della missione TESS, di una nuova Terra super leggera: l’esopianeta chiamato TOI-244 b. Questo nuovo pianeta ha un diametro di 1.5 volte la Terra e una massa di 2.7 volte quella del nostro pianeta. Corrisponde a una densità di quasi due volte quella prevista e potrebbe farci rivalutare tutto ciò che sappiamo sugli esopianeti.

La missione TESS

La missione TESS

La missione che ha scoperto questo esopianeta è TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite). Il TESS è una straordinaria missione della NASA, un telescopio spaziale, come il più famoso James Webb, lanciato il 18 aprile 2018. La missione del telescopio TESS è la ricerca di pianeti extrasolari e per completarla usa il metodo fotometrico del transito.

Questo è un metodo molto semplice: il telescopio osserva la luminosità delle stelle e ne misura l’intensità della radiazione elettromagnetica. Quando il telescopio percepisce un cambiamento nello spettro significa che un oggetto è passato davanti alla stella. TESS ne analizza la fonte e ricava un vasto numero di informazioni sul pianeta che orbita intorno alla stella, come la sua densità, la sua grandezza, altre informazioni sulla sua atmosfera e i principali elementi su di essa.

Con il suo potente sistema di rilevamento delle variazioni di luminosità delle stelle, il TESS è in grado di individuare i transiti planetari, quando un pianeta passa di fronte alla sua stella madre. Questo metodo rivoluzionario ci consente di identificare nuovi pianeti in zone abitabili e di studiare la loro composizione atmosferica. Dotato di quattro telecamere ad alta definizione, il TESS esplora il cielo in cerca di indizi sulle origini della vita al di fuori del nostro Sistema Solare.

Il Telescopio Spaziale TESS è un punto di svolta nella nostra comprensione dell’universo. Grazie alla sua tecnologia all’avanguardia e alla precisione senza precedenti, il TESS ci offre uno sguardo senza inedito sul mondo delle stelle e dei pianeti oltre il nostro sistema solare. Con una miriade di obiettivi scientifici, il TESS mappa le regioni del cielo alla ricerca di segni di vita, indagando su pianeti rocciosi, giganti gassosi e tutto ciò che si trova in mezzo. Questa missione spaziale di vasta portata è fondamentale per identificare i candidati ad ospitare vita e per approfondire la nostra conoscenza del cosmo.

La missione TESS: un progetto destinato al successo

nuova Terra super leggera La missione TESS

La missione TESS è stata presentata nel 2011 dal famoso MIT (Massachusset Institute of Technology), ed è stato sponsorizzato anche da Google. Da subito è stato un progetto destinato al successo: diventato uno degli undici selezionati dalla NASA per un possibile finanziamento, nel 2013 è sbocciato come progetto ufficiale dell’ente statunitense.

TESS è il successore del telescopio Kepler, ma si concentra sulle stelle di classe spettrale G e K: le nane gialle e arancioni. Queste stelle sono una via di mezzo tra le stelle studiate dal Kepler e quelle studiate dal James Webb.

Al contrario di altre missioni spaziali, il TESS è solamente un grande telescopio lasciato vagare nello spazio. È dotato di quattro rilevatori da 16.8 megapixel caratterizzati da bassa rumorosità e basso consumo. Una fotocamera da esperti!

TESS ha due modi di raccogliere le immagini. Un modo detto “a francobollo” che cattura la luce da singole stelle e un modo a “pieno formato” che copre l’intero campo visivo del telescopio. Con quest’ultimo metodo il TESS riesce a registrare la luminosità di 15000 stelle ogni due minuti!

TOI-244 b

La missione TESS

Il nome non sarà di cerco tanto bello quanto Tatooine o Hoth, ma TOI-244 b non ha nulla da invidiare ai pianeti di Guerre Stellari. Infatti, TOI-244 b appartiene al gruppo delle Super-Terre: così vengono chiamati gli esopianeti trovati in zone abitabili ma con dimensioni molto maggiori della nostra Terra.

Appartenere a una zona abitabile significa che quel pianeta si trova all’interno di una sfera immaginaria circondante una stella dove è molto più probabile che si sia instaurata una forma di vita. Questa è infatti la zona dove qualunque pianeta terrestre dovrebbe essere in grado di mantenere la presenza di acqua liquida: un elemento fondamentale per la vita.

Le Super-Terre sono anche molto più interessanti agli scienziati rispetto agli altri esopianeti. Grazie alle loro dimensioni è più facile che riescano a mantenere acqua liquida. La bassa densità di TOI-244 b può essere spiegata dalla presenza di un’idrosfera spessa 500 km. Si tratterebbe di un pianeta terrestre con 500 km di mari sulla sua superficie.

Abbiamo studiato se una densità così bassa potesse essere spiegata da una carenza di ferro nel nucleo del pianeta o dalla presenza di una quantità significativa di elementi volatili come idrogeno, elio e acqua e abbiamo scoperto che TOI-244 b potrebbe avere un’idrosfera. 500 chilometri di spessore, composto da vapore e acqua supercritica

Amedeo Castro-González, primo autore della ricerca e studente di dottorato presso il Centro di Astrobiologia della Spagna (CAB), definisce così il pianeta su Twitter.

Ricerche future

Perché tanto interesse per un pianeta? Il pianeta TOI-244 b dimostra che la presenza di acqua liquida sulla superficie dei pianeti non è un fenomeno così raro come ci aspettavamo. Centinaia di anni fa pensavamo di essere al centro del Sistema Solare e che tutto girasse intorno a noi, adesso invece sappiamo di non essere così unici come credevamo. La scoperta di questa nuova Terra super leggera porta alla nascita di un nuovo gruppo di esopianeti e con questo, forse, l’avvicinarsi del giorno in cui incontreremo una forma di vita diversa da noi.

Lascia un commento