NASA Dawn è stata la missione ad aver orbitato per la prima volta attorno a due corpi celesti diversi dal sistema Terra-Luna. Parliamo infatti di Cerere e Vesta, i due più grandi oggetti della fascia degli asteoridi tra Marte e Giove.

Con questa missione, sono stati raggiunti diversi obiettivi molto importanti, sia a livello ingegneristico, sia nell’ambito della scienza planetaria.

Lancio Missione. Credits: NASA.

Lanciata il 27 Settembre 2007, dopo ben 11 anni di servizio, la missione è destinata al termine. È stata estesa diverse volte, ma è ormai arrivata l’ora di rinunciare a questa importante risorsa. La causa di questa fine è dovuta all’esaurimento del carburante, l’idrazina, che permette ai suoi propulsori di controllarne l’orientamento. Senza di essi, la sonda non potrà più puntare verso la Terra, rimanendo così in orbita attorno a Cerere per decenni, in assoluto silenzio. Tutto ciò accadrà, probabilmente, tra settembre e ottobre.

Scoperte senza precedenti

Grazie a questa missione, per la prima volta è stato possibile visitare il pianeta nano Cerere e l’asteroide Vesta. Secondo gli scienziati, essi funzionano come capsule del tempo, superstiti intatti della prima parte della storia dell’universo.

Immagine che mette a confronto le dimensioni di Ceres e Vesta. Credits: Wikipedia.

“Vesta e Cerere hanno raccontato la loro storia di come e dove si sono formati e come si sono evoluti – una storia magmatica e infuocata che ha portato alla rocciosa Vesta e una storia più fresca e ricca di acqua che ha portato all’antico mondo oceanico di Cerere, ha detto Carol Raymond del JPL, investigatore principale della missione Dawn. “Questi tesori di informazioni continueranno ad aiutarci a comprendere gli altri corpi nel Sistema Solare nel lontano futuro.”

Acqua su Cerere. Credits: Tom’s Hardware

Propulsione ionica

Una delle caratteristiche più importanti della sonda è, senza ombra di dubbio, la propulsione ionica.

Hot Fire Test del sistema a propulsione ionico. Credits: NASA/JPL.

I propulsori ionici vengono utilizzati principalmente nella propulsione spaziale, a causa delle loro necessità energetiche elevate. La spinta, ottenuta sfruttando l’accelerazione degli ioni, è molto piccola in confronto ai motori convenzionali, ma si ottiene un’efficienza propulsiva molto elevata.

Schema funzionamento propulsore ionico. Credits: NASA.

È grazie a questo sistema di propulsione se Dawn ha raggiunto nel 2011 Vesta, studiarlo per 14 mesi per poi, nel 2012, volare attraverso la fascia degli asteroidi per più di due anni fino a raggiungere il pianeta nano Cerere, nel 2015, dove si trova tutt’ora.

Cosa ne sarà della sonda Dawn

A differenza di Cassini e di altre missioni che orbitano attorno, o vicino, a pianeti che ospitano potenziali forme di vita, come le lune di Saturno e di Giove, non sarà necessario far distruggere Dawn con uno schianto, poiché Cerere non ha condizioni di interesse scientifico in tal senso.

Traiettoria seguita dalla sonda Dawn fino al 2017. Credits: NASA.

L’orbita in cui si trova al momento la sonda attorno al pianeta nano, non dovrebbe farla schiantare sulla superficie per almeno altri 20 anni.