Dopo il susseguirsi incessante di voci dei giorni scorsi sull’incidente aereo avvenuto a Teheran (ve ne avevamo parlato qui), l’Iran ammette finalmente l’abbattimento tramite un comunicato delle Forze Armate.

La dinamica

Nel comunicato è spiegata la dinamica dell’incidente ottenuta dopo le prime ricostruzioni:

“Mercoledì poco dopo l’attacco dell’Iran alle basi militari statunitensi in Iraq, il sistema di difesa aerea iraniana è stato in allerta per contrastare ogni possibile ritorsione degli americani, poiché alcune osservazioni avevano indicato movimenti aerei statunitensi verso siti strategici iraniani. In condizioni così sensibili e critiche, il volo n. 752 dell’Ukraine International Airlines parte dall’aeroporto Imam Khomeini e, pur cambiando direzione, assomiglia completamente a un obiettivo ostile che si avvicina a un centro sensibile dell’IRGC. In queste circostanze, a causa di un errore umano e involontariamente, l’aereo è stato preso di mira che purtroppo ha portato al martirio di una schiera di cari compatrioti e alla perdita della vita di alcuni cittadini stranieri ”

Al comunicato delle Forze Armate hanno fatto seguito quelli dei membri del governo iraniano. Dapprima il ministro degli esteri, Mohammad Javad Zarif, che in un tweet ha confessato:

“È un giorno triste. Conclusione preliminare dell’investigazione interna delle Forze Armate: Un errore umano al tempo di una crisi causata dall’avventurismo Americano ha portato al disastro. Il nostro profondo rammarico, le nostre scuse e condoglianze al nostro popolo, alle famiglie delle vittime e a tutte le nazioni coinvolte”

Al suo cordoglio si è aggiunto quello del presidente iraniano Hassan Rouhani che sempre con un tweet ha detto:

La repubblica islamica dell’ Iran è profondamente rammaricata per questo disastroso errore. I miei pensieri e le mie preghiere vanno a tutte le famiglie colpite dal lutto. Offro le mie sentite condoglianze.

Ricordiamo che sul volo del Boeing 737 dell’Ucraina International Airlines erano presenti 82 iraniani, 63 canadesi, 11 ucraini, 10 svedesi, 4 afghani, 3 britannici e 3 tedeschi. Purtroppo nessuno di loro è sopravvissuto.