venerdì, 18 Settembre, 2020

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Einstein Telescope potrebbe essere montato in Sardegna

Individuare le onde gravitazionali è uno dei principali compiti di Einstein Telescope: esso potrebbe essere montato in Sardegna!

Vi ricordare le onde gravitazionali? Nel 2016 hanno molto fatto parlare di sé in quanto conferma, dopo ben 100 anni, delle teorie di Einstein; ebbene, la loro intercettazione è uno dei principali compiti di Einstein Telescope: tale telescopio di terza generazione potrebbe essere montato in Italia, in particolare in Sardegna! Andiamo per gradi.

Einstein Telescope

Il progetto prevede la costruzione di un gigantesco interferometro sotterraneo triangolare per la ricerca delle onde gravitazionali. L’osservatorio, che deve il suo nome al famigerato scienziato Albert Einstein, sarà collocato a una profondità tra i 100 e i 300 metri, per isolarlo dai movimenti delle onde sismiche, e avrà un perimetro di circa 30 km composto da bracci lunghi 10 km, a loro volta contenenti specchi di altissima qualità superficiale attraversati da un laser. Se un’onda gravitazionale attraversa l’interferometro, la lunghezza dei bracci oscilla e questa infinitesima variazione viene rivelata dall’esperimento. Grazie alla sua estrema sensibilità alle basse frequenze, Einstein Telescope ci permetterà di osservare con regolarità le onde gravitazionali inaugurando così l’era di un nuovo tipo di astronomia, l’astronomia gravitazionale di precisione.

Einstein Telescope Sardegna
Credits: media.inaf.it

Le sedi italiane

Ovviamente, l’Italia non poteva restare con le mani in mano. La Sardegna (nel dettaglio, l’Università di Cagliari e di Sassari) ha dato la piena disponibilità per poter ospitare questa struttura scientifica all’avanguardia, del tutto consapevoli dell’importanza globale che avrebbe tale esperimento.

Hanno dichiarato, rispettivamente, i rettori di Sassari (Massimo Carpinelli) e di Cagliari (Maria Del Zompo):

ET è un’impresa scientifica e tecnologica di rilevanza globale, ed esprimo quindi tutta la mia soddisfazione per questo primo traguardo, che è stato possibile raggiungere grazie in primo luogo all’impegno dell’Università di Sassari, dell’INFN e di tutti gli enti scientifici coinvolti. Ora ci auguriamo che il nostro grande progetto venga incluso nella prossima Roadmap di ESFRI e che possa essere ospitato in Sardegna. La presenza di un centro di ricerca di prima grandezza in territorio sardo apre prospettive di eccezionale rilevanza per lo sviluppo della Regione e per il futuro di tutti i giovani sardi.

Il coinvolgimento dell’Università di Cagliari è una nuova dimostrazione delle politiche che l’Ateneo cagliaritano porta avanti. La cultura è la base dell’innovazione, a sua volta fondamento della crescita economica. Le eccellenze presenti nell’Università di Cagliari nel campo della fisica, dell’ingegneria mineraria, energetica ed elettronica, dell’informatica, della geologia e delle telecomunicazioni rendono il contributo dell’Ateneo non solo di conoscenza, ma anche di competenza, e sarà sbocco naturale per i nostri studenti, dottorandi e ricercatori contribuendo a rafforzare la candidatura italiana.

Non è la prima volta…

Ovvio, fa sempre piacere vedere l’Italia in prima linea anche per questioni importanti come questa. Va, tuttavia, sottolineato che non è il primo contributo italiano per le onde gravitazionali: il nostro Paese è già da anni a caccia delle onde gravitazionali grazie all’interferometro VIRGO, situato nel comune di Cascina (PI), in località Santo Stefano a Macerata. VIRGO nasce da una collaborazione tra INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique) ed è un interferometro di seconda generazione con bracci lunghi 3 km.

Ovviamente non sappiamo ancora se Einstein Telescope verrà effettivamente installato in Sardegna e sarà nostro compito aggiornarvi un riguardo; pur non cantando vittoria troppo presto, direi che sia doveroso un grande “Forza Italia”.

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Gianmarco Vallettahttp://aerospace.closeupengineering.it
Laureato alla triennale di Ingegneria Aerospaziale presso l’Università degli Studi di Napoli - Federico II. Dopo la maturità ha svolto i più svariati lavori, da Discontinuo dei Vigili del Fuoco a Bagnino. E' apparso sul “Venerdì di Repubblica” e su "Lo Stradone" grazie alla pagina Facebook "Ingegneria del Suicidio", di cui è fondatore e ideatore.