A cura di Alessandro Scala

Appena sei settimane dopo essere ammarata nell’Oceano Atlantico in seguito ad un volo di prova, Demo-1, la navicella spaziale di SpaceX, Crew Dragon, aveva in programma dei test propulsivi statici nella giornata del 20 aprile, al fine di poter verificare che i sistemi propulsivi della capsula fossero adeguatamente funzionanti. La Dragon è stata concepita per trasportare astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

In ogni modo, durante il test, il veicolo orbitale ha subito una anomalia significativa, con conseguenti ritardi futuri nello sviluppo del programma orbitale della NASA. L’8 marzo, dopo quattro giorni trascorsi in orbita presso la ISS, la navicella era ritornata sulla Terra con un perfetto ammaraggio nell’Oceano Atlantico.

La missione era solo un volo dimostrativo privo di equipaggio, ribattezzato Demo-1, concepito per certificare che effettivamente la navicella potesse essere usata per il volo spaziale con equipaggio umano.

Il test fallito

Recupero della capsula Dragon nell’Oceano Indiano. Credit : NASA/Space X.

Immediatamente dopo il ritorno alla base, gli ingegneri di Elon Musk hanno iniziato a preparare la capsula per il test di interruzione della missione in volo. Questo test avrebbe visto i propulsori della navicella abbandonare un razzo Falcon 9, per dimostrare la capacità del veicolo di abortire la missione in caso di una anomalia con il veicolo di lancio.

Al fine di preparare questo test, SpaceX aveva deciso di condurre una campagna di test statici dei propulsori della Crew Dragon, previsti per il 20 aprile, presso Cape Canaveral, Florida. Durante la fase di testing però, una anomalia improvvisa si è presentata. In una dichiarazione rilasciata al sito NASASpaceflight.com, SpaceX ha dichiarato quanto segue:

Oggi, Space X ha condotto una serie di test  relativi ai sistemi di propulsione della navicella spaziale Crew Dragon. I test iniziali sono stati completati in maniera soddisfacente, ma il test finale ha portato ad una grave anomalia. Assicurarci che i nostri sistemi rispettino gli standard di sicurezza è una nostra priorità e i nostri ingegneri stanno lavorando fianco a fianco con i colleghi della NASA.”

Ma cosa è accaduto realmente?

Secondo i primi rumors, il fatto che la anomalia sia apparsa proprio nel test finale suggerirebbe il fatto che questa abbia a che fare con i getti propulsivi dei motori SuperDraco. Mentre queste voci continuano a susseguirsi, questo evento sembra possa portare a dei ritardi con il Nasa’s Commercial Crew Program (CCP).

Attraverso questo ambizioso programma, Boeing e SpaceX hanno il compito, gravoso, di garantire nuovamente la possibilità di trasportare personale nello spazio autonomamente per gli Stati Uniti. Ricordiamo ai più, che questa possibilità è venuta meno con la fine del programma Space Shuttle il 31 agosto 2011.

Credits: NASA/Space X.

Una volta che i team di lavoro di SpaceX riuscirà a risolvere i problemi avanzati la scorsa settimana, il successivo obiettivo sarà rappresentato dalla fondamentale missione Demo-2. Con questa seconda missione, gli astronauti della NASA Doug Hurley e Bob Behnken (in foto) partiranno alla volta dell’ISS per certificare la possibilità di SpaceX di poter trasportare uomini sulla Stazione.

Non ci resta che attendere con trepidazione nuove notizie dalla mente brillante di Elon Musk.