venerdì, 25 Settembre, 2020

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Una nuova stella brilla nel cielo… Una stella artificiale!

Il Sole e la Luna sono i due corpi più luminosi in cielo, quindi al terzo posto c’è la stella Sirio. Questa classifica, tuttavia, potrebbe presto essere cambiata grazie a un progetto dell’agenzia spaziale russa che sta lavorando a un satellite artificiale costituito da una struttura super-riflettente, che dovrebbe essere parcheggiato a una quota di 600km. Il satellite si aprirebbe come una vela e potrebbe addirittura diventare più luminoso di Sirio, e qualcuno dice anche più della luna.

IL SATELLITE

Il satellite, o per essere più corretti il cubesat, si chiama Mayak, ed è stato sviluppato dall’Università di Mosca grazie ad un’operazione di crowdfunding per raggiungere 30.000 $ di fondi.

stella artificiale
Credits: ytimg.com

Una volta in posizione, a circa 600 km dal suolo terrestre, presenterà un’ampia piramide riflettente fatta di Mylar (o Polietilene Tereftalato), in grado di riflettere il sole, con superficie di 16 m quadri. Secondo i calcoli del team, Mayak brillerà con un’intensità pari a magnitudo -10, in terza posizione dopo Sole e Luna; secondo i calcoli NASA, invece, brillerà con magnitudo -3, e sarà il quinto oggetto più luminoso nel cielo dopo Venere.

MISSIONE E PERPLESSITÀ

L’obiettivo della missione, a quanto pare, sarebbe quello di testare una nuova tecnologia per far decadere l’orbita dei satelliti andati fuori servizio e di spingere la gente a guardare il cielo. Gli appassionati potranno monitorare, tramite un’app sul proprio smartphone, la posizione del satellite, in modo da conoscere l’istante preciso in cui alzare gli occhi verso il cielo. Per quanto “brillante” come missione, non tutti sono d’accordo con l’immissione di questa stella: il principale scetticismo, infatti, riguarda l’impatto che potrebbe avere sulla vera osservazione del cielo notturno. La  sua luminosità, infatti, potrebbe ostacolare le osservazioni astronomiche. Secondo i commentatori più prudenti, un solo satellite di questo tipo sarebbe ancora tollerabile ma, se questa tecnologia dovesse affermarsi, molti satelliti così brillanti renderebbero inosservabile lo studio del cielo da terra.

Secondo alcuni astronomi:

Mayak orbita subito sotto la linea che separa notte e giorno; è sempre tramonto o alba sotto il satellite. Sarà quindi sempre troppo basso sull’orizzonte per disturbare gli astronomi nell’osservazione notturna

Chi avrà ragione? Solo il tempo ce lo dirà.

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Gianmarco Vallettahttp://aerospace.closeupengineering.it
Laureato alla triennale di Ingegneria Aerospaziale presso l’Università degli Studi di Napoli - Federico II. Dopo la maturità ha svolto i più svariati lavori, da Discontinuo dei Vigili del Fuoco a Bagnino. E' apparso sul “Venerdì di Repubblica” e su "Lo Stradone" grazie alla pagina Facebook "Ingegneria del Suicidio", di cui è fondatore e ideatore.