“Anno nuovo, vita nuova” – E’ la frase tipica con cui si apre ogni nuovo anno. La JAXA e l’ESA, tuttavia, non avranno molto da festeggiare: il lancio della missione BepiColombo – dedicata,come suggerisce il nome, a Giuseppe Colombo: astronomo, fisico, matematico e ingegnere italiano – non avverrà più come previsto il 27 Gennaio 2017 ma nel mese di Ottobre 2018, il tutto per problemi inaspettati di costruzione.

Nonostante queste problematiche, è d’uopo parlare di questa importantissima missione che ha come soggetto un pianeta “luminoso” e, al contempo, ancora assai oscuro: per chi non avesse ancora capito, ci stiamo riferendo al Pianeta Mercurio, il pianeta più vicino al Sole del nostro sistema solare.

LA SFIDA

Con una temperatura superficiale (media) di circa 440K (167°C), ed una distanza dal Sole di 57.910.00 km, Mercurio è il pianeta più vicino alla nostra stella, ed è proprio questo il motivo per cui gli sono dedicate il minor numero di missioni spaziali.

BepiColmbo sarà una vera e propria “sfida scientifica”: considerato che il pianeta di destinazione è molto vicino al Sole, esso sarà di difficile osservazione, soprattutto a causa della luce solare. Sarà, inoltre, difficile raggiungerne la superficie poiché la forte attrazione gravitazionale esercitata dalla nostra stella potrebbe causare non pochi problemi ad eventuali sonde orbitanti intorno al pianeta.

LA STRUTTURA

 

Missione BepiColombo

La missione è formata essenzialmente da due sonde distinte:

MPO (Mercury Planetary Orbiter), che si occuperà del trasporto degli strumenti necessari allo studio della composizione interna e della superficie del pianeta;

MMO (Mercury Magnetospheric Orbiter), destinato allo studio della magnetosfera del pianeta.

Le sonde, sono collegate tra loro tramite il modulo MTM (Mercury Transfer Module).

Responsabile della propulsione del complesso, esso è dotato di 4 propulsori ionici T6 (solari) che, insieme alle spinte gravitazionali di Terra, Venere e Mercurio stesso, porterà le sonde nell’orbita del pianeta.

La missione, inoltre, prevedeva un lander, che è stato cancellato per l’eccessivo costo.

GLI OBIETTIVI

Il lancio delle sonde è previsto per il 27 gennaio 2017, dal Centre Spatial Guyanais, nella Guayana francese. Il tempo necessario a raggiungere il pianeta è di circa sette anni, pertanto l’arrivo è fissato al 2024.

Gli scopi della missione sono svariati e, tra i più importanti, risaltano:

  • L’esigenza di studiare le origini e le evoluzioni di un pianeta vicino alla sua stella;
  • Lo studio della struttura interna, della forma e della geologia del pianeta;
  • Lo studio dell’atmosfera del pianeta (o per esser precisi, di ciò che resta: l’esosfera);
  • Ricerche sulla teoria della relatività generale di Einstein.

In attesa di ulteriori sviluppi della missioni, vi lascio con i loghi della missione di JAXA ed ESA!