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Scoperta una stella binaria da un gruppo di astrofili italiani

Un gruppo di astrofili italiani composto da Unione Astrofili Italiani, Telescopio Remoto e Gruppo Astrofili Palidoro è riuscito ad osservare una nuova stella binaria nella costellazione dei Gemelli.

Categorie Astronomia

La scoperta della nuova stella binaria a cura degli astrofili italiani

Una preziosa collaborazione tra Unione Astrofili Italiani, con il Telescopio Remoto UAI (telescopio utilizzabile da remoto che permette di ottenere delle immagini digitali), e il Gruppo Astrofili Palidoro (operante nel territorio di Fiumicino) si è impegnata nell’osservazione di una piccola parte di cielo nella costellazione dei Gemelli. La collaborazione ha portato alla scoperta di una nuova stella binaria.

Il gruppo di astrofili, guidato da Giorgio Bianciardi, Giuseppe Conzo e Mara Moriconi, è riuscito in una scoperta molto interessante. Tale scoperta riguarda una coppia di stelle, un sistema comunemente denominato stella binaria. Inizialmente il team di ricercatori ha rilevato, grazie ai telescopi, una variazione di luminosità di una stella debole con magnitudine compresa tra 17.48 e 17.80. Successivamente, con il completamento della posa dati, il fenomeno osservato si è rilevato essere una coppia di stelle più piccole del nostro Sole.

La scoperta sulle stelle binarie effettuata dall'Unione Astrofili Italiani. Crediti: G. Conzo, M. Moriconi (Astrofili Palidoro), G. Bianciardi (Tele Remoto UAI).
La scoperta effettuata dall’Unione Astrofili Italiani. Crediti: G. Conzo, M. Moriconi (Astrofili Palidoro), G. Bianciardi (Tele Remoto UAI).

Nello specifico si tratta di un sistema binario distante più di 7000 anni luce dal nostro pianeta. Questa coppia di stelle effettua una rivoluzione completa in circa 6 ore e 42 minuti. La peculiarità di questo sistema di stelle è che le componenti sono molto vicine tra loro. Di conseguenza, la forza di attrazione gravitazionale a cui sono sottoposte è di grande entità. Per questa ragione le stelle risultano attaccate e condividono una parte del materiale stellare, dando poi origine ad una variazione di luminosità. La scoperta è stata riconosciuta dalla comunità internazionale ed è inserita nel database delle stelle variabili (VSX) con il nome CoMo-RtUAI_V1. Il database è curato dalla della American Association of Variable Star Observers, definendo così l’indice: The International Variable Star Index.

Le stelle variabili osservate nel gennaio 2021

Il risultato ottenuto con l’osservazione di CoMo-RtUAI_V1, segue altri importanti risultati ottenuti mediante lo studio di una piccola porzione di cielo nella costellazione di Cassiopea. In particolare, il gruppo di ricerca Gunvag, costituito dalle associazioni Gruppo Astrofili Palidoro, Gruppo Astrofili Galileo Galilei, Osservatorio Astronomico Nastro Verde e Telescopio Remoto UAI, lo scorso 26 gennaio ha concluso una ulteriore scoperta scientifica che ha individuato 7 nuove stelle variabili.

La scoperta di ulteriori stelle binarie

In questa occasione, il presidente del Gruppo Astrofili Palidoro, Giuseppe Conzo, ha dichiarato circa la nuova scoperta. “Dei nuovi scenari scoperti, vi sono due stelle pulsanti la cui luminosità varia per contrazione ed espansione della sua superficie. Vi sono quattro sistemi binari ad eclisse, cioè coppie di stelle che si eclissano tra loro producendo quindi una variazione di luminosità. Vi è un sistema binario di tipo ellissoidale, la cui luminosità varia per la geometria delle componenti stesse senza mostrare quindi eclisse”.

Le stelle binarie osservate dal team di astrofili italiani.  Crediti: Giuseppe Conzo.
Le 7 stelle variabili osservate dal team di astrofili italiani. Crediti: Giuseppe Conzo.

Anche tali scoperte sono state riconosciute a livello internazionale nel database delle stelle variabili VSX dell’AAVSO (American Association of Variable Star Observers). I sette diversi scenari sono stati rilevati e analizzati grazie al lavoro svolto da Giuseppe Conzo, Paolo Giangreco Marotta, Mara Moriconi, Gabriele Spaziani, Paolo Zampolini, Giorgio Mazzacurati, Nello Ruocco e Giorgio Bianciardi.

Sempre più sistemi multistellari

Come affermato da diverse osservazioni, nell’universo non è così complicato imbattersi in sistemi multistellari. Ad esempio, la NASA ha recentemente scoperto KOI-5Ab, il pianeta con tre stelle all’interno del suo sistema. In questo caso, l’osservazione è avvenuta mediante il telescopio spaziale TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite). Questo ha il compito di individuare gli esopianeti, ovvero i pianeti al di fuori del nostro sistema solare.

L’esopianeta in questione è stato chiamato KOI-5Ab, è circa 7 volte più grande del pianeta Terra, è caratterizzato da una massa pari alla metà di quella di Saturno, e da un periodo di rivoluzione di circa 5 giorni (attorno alla sua stella KOI-5A). Tuttavia, l’esopianeta KOI-5Ab è caratterizzato da una dinamica multistellare che non è descritta esclusivamente dalla presenza di KOI-5A. Infatti, quest’ultima va a costituire un sistema binario insieme a KOI-5B, le quali compiono una rotazione reciproca in circa 30 anni. Come se non bastasse, una terza stella KOI-5C completa il sistema tri-stellare, compiendo una rotazione attorno alle stelle A e B in soli 400 anni.

FONTI VERIFICATE

The International Variable Star Index, American Association of Variable Star Observers – CoMo-RtUAI_V1

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