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ARMADAS: robot autonomi e blocchi strutturali per le future costruzioni extraterrestri

Un salto nel futuro dell'esplorazione spaziale: come i robot autonomi e i blocchi strutturali programmabili stanno plasmando le missioni della NASA oltre la Terra.

Categorie Agenzie spaziali
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L’esplorazione spaziale è sempre stata una frontiera di sfide tecniche e ingegneristiche. Nel corso degli anni, la NASA ha spinto sempre più in là i confini di ciò che è possibile, e oggi si trova alla soglia di una nuova rivoluzione: la costruzione di strutture spaziali ad alte prestazioni attraverso un team di robot. Il 17 gennaio 2024, il ricercatore della NASA, Gianine Figliozzi, ha presentato i risultati di una ricerca rivoluzionaria. Il progetto, denominato “Automated Reconfigurable Mission Adaptive Digital Assembly Systems” (ARMADAS), mira a sviluppare un sistema hardware e software che permetta la costruzione autonoma e la manutenzione di grandi strutture spaziali.

ARMADAS: Un Sistema Affidabile Basato su Blocchi Strutturali

I componenti fondamentali di questo sistema sono robot simili a vermi, in grado di assemblare, riparare e riconfigurare materiali strutturali per una varietà di sistemi hardware di grandi dimensioni nello spazio. Questi robot possono operare in orbita, sulla superficie lunare, o su altri pianeti, anche prima dell’arrivo degli esseri umani.

La recente dimostrazione al Ames Research Center della NASA in California ha visto tre robot lavorare autonomamente come una squadra per costruire una struttura rifugio di dimensioni paragonabili a un capanno, utilizzando centinaia di blocchi strutturali. L’esperimento ha dimostrato l’affidabilità e la scalabilità dei robot, nonché le prestazioni delle strutture da essi costruite.

Più della Somma delle Sue Parti: La Sperimentazione della NASA

ARMADAS

Il nucleo di questa tecnologia è l’uso di “voxel”, equivalenti tridimensionali dei pixel, per formare quasi qualsiasi struttura. I voxel utilizzati nella dimostrazione sono realizzati con materiali compositi leggeri e resistenti, modellati in una forma chiamata cubottaedro, che ricorda un pallone da calcio a rete con facce piatte.

Christine Gregg, ingegnere capo del progetto ARMADAS presso il NASA Ames, sottolinea l’importanza di questa sperimentazione, affermando che il prodotto strutturale ottenuto possiede forza, rigidità e massa ridotta paragonabili alle strutture ad alte prestazioni odierne, come ponti lunghi, ali di aerei e strutture spaziali.

ARMADAS : Il Futuro della Costruzione Spaziale

Questa tecnologia non solo promette di rivoluzionare il modo in cui costruiamo veicoli spaziali, ma apre anche la strada a nuove possibilità per l’esplorazione spaziale a lungo termine. Il team ARMADAS sta già lavorando all’ampliamento della libreria di tipi di voxel, includendo pannelli solari, connessioni elettriche e scudi protettivi. Questo sviluppo espanderà significativamente le applicazioni possibili, permettendo ai robot di adattare la costruzione a esigenze e luoghi specifici.

In definitiva, la tecnologia ARMADAS aumenta non solo ciò che possiamo fare con l’attrezzatura inviata per la maggior parte delle missioni di esplorazione spaziale profonda, ma anche la durata della loro utilità. Quando una missione si completa, i robot possono smontare le strutture spaziali, riproporre i blocchi costruttivi e costruire i progetti del futuro.

L’approccio di ARMADAS segna un passo avanti significativo nella costruzione di infrastrutture spaziali e rappresenta un esempio lampante di come l’innovazione tecnologica possa spianare la strada a nuove, straordinarie scoperte nell’ultimo confine dell’umanità: lo spazio.

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