È un uccello? È un aereo?

No, Facebook ha portato a compimento il primo drone ad energia solare in grado di portare connessione Internet ad alta velocità alle zone digital divise, ed ha effettuato con successo il suo primo volo nei cieli dell’Arizona. Ad un’altezza di 665 metri sopra al livello del mare, Aquila e i suoi quattro motori hanno consumato 2.000 watt di potenza, più o meno quanto un asciugacapelli.

L'apertura alare del drone sarà pari a quella di un Boeing 737.
L’apertura alare del drone sarà pari a quella di un Boeing 737.

Il velivolo progettato da Facebook avrà un’apertura alare di 43m, simile a quella di un Boeing 737, ed è interamente tappezzata di celle solari e collegamento a poche batterie: il tutto in un dispositivo in fibra di carbonio a forma di “V”, che pesa tra le 880 e le 1.000 libbre (poco più di 455 chilogrammi)  servirà a portare la connettività a 1,6 miliardi di persone che oggi vivono in località poco raggiungibili, senza accesso alle reti mobili a banda larga. Un disegno ambizioso, Internet.org, con cui la società di Mr. Zuckerberg punta a connettere il mondo attraverso la costruzione di nuove tecnologie come aerei, satelliti e sistemi di comunicazione wireless.

Come funziona questa tecnologia? Su questo si esprime Jay Parikh:

“I nostri droni utilizzeranno una tecnologia al  laser per fornire un accesso a Internet 10Gbps.
Il volo di prova a bassa quota era originariamente destinato solo a 30 minuti di volo di “controllo funzionale”. È stato un tale successo che abbiamo finito per far volare Aquila per più di 90 minuti, tre volte più a lungo di quanto originariamente previsto”

I droni si baseranno su una tecnologia al laser che permetterà di avere una connessione di 10Gb al secondo in una zona di circa 50 miglia.
I droni si baseranno su una tecnologia al laser che permetterà di avere una connessione di 10Gb al secondo in una zona di circa 50 miglia.

Un vero e proprio prodigio che rappresenta un vero passo in avanti per la modernizzazione; sull’argomento si esprime anche lo stesso Mark Zuckerberg:

“Si tratta di un progetto importante perché circa il 10 per cento della popolazione mondiale vive in aeree senza infrastrutture Internet. Per connettere a costi contenuti, tutti abbiamo  bisogno di tecnologie completamente nuove”

Aggiunge inoltre Zuckerberg che bisognerà successivamente modificare il drone per renderlo più leggero (attualmente pesa circa 500kg), in modo da poter prolungare ulteriormente il volo consumando la stessa quantità di energia. Inoltre, saranno fatte modifiche all’alimentazione, alla capacità e al sistema di comunicazione, che utilizzerà laser per trasferire dati a una velocità dieci volte superiore a quella attuale.

Insomma, l’Aquila ha aperto le ali e ha spiccato il primo volo, ma il suo lavoro è tutt’altro che concluso: i test continueranno e sarà fatto in modo che la sua “planata” possa portare beneficio ad un numero sempre maggiore di persone.