venerdì, 18 Settembre, 2020

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Lutto nel mondo scientifico: addio a Nichi D’Amico, presidente dell’INAF

Da cinque anni presidente dell’INAF, Nicolò D’Amico (detto anche Nichi D'Amico) si è spento il 15 settembre all’età di 67 anni.

Da cinque anni presidente dell’INAF, Nicolò D’Amico (detto anche Nichi D’Amico) si è spento il 15 settembre all’età di 67 anni, lasciando un grande vuoto sia dal punto di vista affettivo che in ambito scientifico.

Si è spento all’età di 67 anni il presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Nicolò D’Amico. Il suo contributo nel campo dell’astrofisica e dell’astronomia è stato fondamentale per la ricerca scientifica: infatti, Nicolò D’Amico ha portato avanti importanti progetti sia a livello nazionale che internazionale. Padre del radiotelescopio italiano Sardinia Radio Telescope (SRT), la sua morte improvvisa lascia un grande vuoto nella ricerca astrofisica.

Chi era Nichi D’Amico?

Nichi D'Amico
Nichi D’Amico. Credits: INAF

Nato a Palermo il 28 giugno 1953, Nichi D’Amico ha avuto un ruolo particolarmente importante nell’ambito dell’astrofisica e della radioastronomia. Dopo la laurea in Fisica, conseguita presso l’università di Palermo nel 1977, D’Amico ottiene la cattedra di astrofisica al Dipartimento di Fisica dell’Università di Cagliari. Nel 2015 diventa presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ruolo riconfermato nel 2019 e che ha continuato a ricoprire fino alla sua morte. La notizia della sua morte è stata data dall’ufficio stampa dell’INAF: si è spento il 15 settembre 2020, all’età di 67 anni. La sua figura è stata particolarmente importante nel mondo dell’astrofisica, non solo per il ruolo di presidente dell’INAF, ma soprattutto per il grande contributo che ha dato nella realizzazione del progetto del Sardinia Radio Telescope (SRT), uno dei più grandi e avanzati radiotelescopi d’Italia, situato a San Basilio.

Il Sardinia Radio Telescope

Sardinia Radio Telescope. Credits: INAF.

Situato a San Basilio, in provincia di Cagliari, il Sardinia Radio Telescope è il più grande tra i radiotelescopi presenti in Italia, oltre che il più avanzato dal punto di vista tecnologico. La sua costruzione, gestita dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, è iniziata nell’autunno del 2006, con un costo complessivo di circa 60 milioni di euro. Risale all’agosto del 2012 il suo primo utilizzo, durante il quale puntò precisamente in direzione della radiosorgente Hydra A, una radiogalassia situata nella costellazione dell’Hydra. Durante la fase di test per la validazione scientifica, il team è stato coinvolto nello studio della magnetar PSR J1745-2900, situata nel centro della Via Lattea. Il radiotelescopio ha fornito un segnale di altissima qualità, dando prova delle sue potenziali capacità e permettendo di pubblicare il primo studio scientifico basato sui dati che aveva raccolto.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, il Sardinia Radio Telescope è uno dei più avanzati radiotelescopi. Lo specchio primario, costituito da 1008 pannelli d’alluminio, è montato su di una struttura in acciaio alta circa 35 metri e può ruotare grazie ad un sistema di 16 ruote contenute in una rotaia. Sono possibili sei diverse posizioni focali, per permettere al radiotelescopio di ricevere segnali con frequenze comprese tra 0,3 e 100 GHz. La sincronizzazione avviene tramite gli orologi atomici del laboratorio di tempo e frequenza dell’Osservatorio astronomico di Cagliari. Il principale ruolo del Sardinia Radio Telescope è quello della ricerca scientifica, ma svolge anche funzioni di controllo delle sonde automatiche di esplorazione spaziale; inoltre, grazie alla sua superficie, è particolarmente indicato per lo studio dei corpi celesti e delle nubi molecolari.

L’istituto nazionale di astrofisica

Nicolò D’Amico, oltre a dare un contributo fondamentale nel progetto di realizzazione del Sardinia Radio Telescope, ha coperto un ruolo importante presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica. L’INAF è il principale ente di ricerca italiano per quanto riguarda l’astronomia e l’astrofisica. È stato creato nel 1999 e attualmente conta più di 1200 dipendenti che lavorano in 16 diverse unità di ricerca. Dal 2015 fino ad oggi, Nicolò D’Amico è stato presidente dell’INAF, impegnandosi a portare avanti importanti iniziative internazionali in ambito astronomico. “Sono profondamente addolorato per la perdita di Nichi D’Amico, un grande scienziato italiano. Ci mancherà tantissimo.”, le parole del presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia, rispecchiano il pensiero di tutti quelli che erano vicini a Nicolò D’Amico. La sua perdita lascia un grande vuoto, sia dal punto di vista affettivo, sia in ambito scientifico e culturale.

Articolo a cura di Caterina Triaca

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