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Alieni, è arrivato il momento di scovarli sul Pianeta Rosso | Con questo robot nessuno scampo: “Li staneremo tutti”

Alieni su Marte (Depositphotos foto)

Alieni su Marte (Depositphotos foto) - www.aerospacecue.it

Un particolare e innovativo rover pronto a stanare ogni possibile traccia di vita nascosta sul suolo marziano.

Da quanto tempo ce lo chiediamo? Se là fuori – o meglio, là sopra – esista qualcun altro. Qualcosa. Magari minuscolo, invisibile all’occhio umano, ma comunque vivo. L’idea che non siamo soli ha alimentato sogni e paranoie, tra film, leggende urbane e, ovviamente, missioni spaziali. Ma ora, forse, stiamo smettendo di fantasticare e iniziando davvero a cercare con metodo.

Le tecnologie per esplorare lo spazio profondo hanno fatto passi da gigante. Oggi i laboratori non sono più solo sulla Terra: sono diventati rover, lander, satelliti. Roba seria. E dietro a ogni nuova missione, c’è una domanda che continua a tormentare gli scienziati: è mai esistita vita su altri pianeti? In particolare su Marte, che ormai sembra essere il nostro vicino più “interessante”.

Marte, sì. Quel pianeta polveroso e rosso, così vicino eppure ancora tutto da capire. Gli indizi non mancano: crateri, tracce d’acqua, antiche formazioni rocciose. Lì, sotto la superficie, potrebbero nascondersi risposte che cambierebbero tutto.

E stiamo parlando di qualsiasi cosa che dica “sì, un tempo qui c’era vita”. E adesso, qualcosa si muove. Letteralmente. Perché l’Europa ha appena costruito un nuovo robot spaziale, uno che non ha intenzione di lasciarsi sfuggire nulla.

Un robot in missione marziana

Si chiama Rosalind Frank e, se tutto va come deve, atterrerà su Marte nel 2030. È il primo rover marziano costruito interamente in UK, da Airbus, nella sede di Stevenage (che poi è diventata tipo la “fabbrica dei sogni” per la scienza britannica). Il progetto è costato la bellezza di un miliardo di sterline e sarà lanciato da un razzo NASA nel 2028. Boom.

Il suo compito? Scavare. Ma mica per gioco. Il rover preleverà campioni di suolo fino a due metri di profondità in una zona chiamata Oxia Planum – una pianura marziana piena di argilla, dove un tempo scorrevano fiumi. I campioni potrebbero avere fino a 4 miliardi di anni. E il punto più importante non è solo trovare qualcosa, ma anche un altro.

Suolo di Marte (Pixabay foto)
Suolo di Marte (Pixabay foto) – www.aerospacecue.it

Caccia alla vita aliena

È scoprire se e quando la vita abbia messo radici su Marte. Il CEO della UK Space Agency, Paul Bate, l’ha detto chiaramente: questa è “la migliore possibilità che abbiamo per scoprire se c’è mai stata vita su Marte”. E se lo dice lui, ci sarà un motivo.

In tutto ciò, c’è anche un impatto più “terrestre”. Il progetto sta già creando centinaia di posti di lavoro nel settore spaziale britannico. Ma soprattutto, mette l’Europa – e il Regno Unito in particolare – al centro della scena spaziale mondiale.