Home » Universo, la sua età è veritiera? | Gli scienziati sostengono che il Big Bang sia avvenuto in un preciso istante

Universo, la sua età è veritiera? | Gli scienziati sostengono che il Big Bang sia avvenuto in un preciso istante

Big Bang ed espansione dell'Universo (Depositphotos foto)

Big Bang ed espansione dell'Universo (Depositphotos foto) - www.aerospacecue.it

Ma siamo sicuri che l’età dell’Universo sia davvero quella giusta? Ecco cosa ne pensano gli scienziati e cosa sostengono.

Da sempre l’uomo guarda il cielo con stupore, cercando risposte nei puntini luminosi sopra di lui. Che fosse per raccontare storie, trovare un dio o semplicemente capire da dove veniamo, il cielo è sempre stato il nostro grande enigma. E anche oggi, con tutta la tecnologia e le formule del mondo, ci chiediamo ancora: quando è iniziato davvero tutto?

Nel corso del tempo le idee sull’origine dell’Universo si sono moltiplicate. C’è chi ha pensato che fosse eterno, chi lo vedeva come un ciclo continuo, e chi invece — più tardi — ha iniziato a parlare di un inizio preciso. Una sorta di “click” cosmico, un’esplosione primordiale da cui sarebbe nato tutto. Ma no, questa ipotesi non è stata subito accettata. Anzi, per parecchio tempo molti scienziati l’hanno vista con sospetto.

Poi sono arrivati strumenti sempre più potenti, osservazioni sempre più dettagliate. I telescopi hanno cominciato a scrutare angoli sperduti del cosmo, portando a galla nuove informazioni. Eppure, nonostante l’enorme quantità di dati raccolti, una domanda resta ancora sospesa: possiamo davvero dire con certezza quanti anni ha l’Universo?

Il punto è proprio lì. Anche con tutti questi numeri, formule e osservazioni, qualcosa continua a non tornare del tutto. Cioè, siamo quasi sicuri, ma non al 100%. Alcuni risultati sembrano infatti suggerire età leggermente diverse. Niente di drammatico, ok, ma abbastanza da far storcere il naso a chi cerca risposte nette.

Come si fa a stimare un’età al cosmo?

Per cercare di risalire all’età dell’Universo, gli scienziati usano una specie di mix di metodi. Tipo… osservano gli ammassi stellari più antichi — quelli che girano da miliardi di anni — e studiano la loro luce, il colore, la massa. Ma il pezzo grosso, il vero indizio, arriva dalla radiazione cosmica di fondo, una specie di eco del Big Bang che ancora vibra nel cielo.

Grazie a strumenti come WMAP, Planck e l’Atacama Cosmology Telescope, oggi abbiamo una stima piuttosto solida: il cosmo si starebbe espandendo a un ritmo preciso (circa 68 km/s per megaparsec, per chi ama i dettagli). Con questo valore, tirando le somme, viene fuori che l’Universo ha un’età che sembra mettere tutti d’accordo. O quasi.

Galassie nell'Universo (Depositphotos foto)
Galassie nell’Universo (Depositphotos foto) – www.aerospacecue.it

E quindi, il Big Bang ha una data?

In un articolo pubblicato su Big Think, il fisico Ethan Siegel spiega come siamo arrivati a questa cifra. E nonostante qualche voce fuori dal coro (tipo i metodi che usano il cosiddetto “cosmic distance ladder”, che farebbe pensare a un Universo un po’ più giovane), il dato più solido resta quello: 13,8 miliardi di anni.

Secondo Siegel, anche se le tecniche a disposizione non danno tutte lo stesso identico risultato, l’insieme delle osservazioni racconta una storia coerente. Il Big Bang, se davvero è accaduto, è avvenuto in un momento preciso. E tutto quello che conosciamo — noi compresi — viene da lì. Da un inizio misurabile. Impressionante, no?