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La prossima guerra sarà un lampo | Gli USA hanno un aereo in grado di distruggere tutto a migliaia di km di distanza in 1 ora

SR-72

Un mezzo dalle caratteristiche incredibili (Lockheed Martin foto) - www.aerospacecue.it

Continua la massiccia opera di armamento da parte degli Stati Uniti. L’ultima opera in cantiere ha davvero dell’incredibile

Il termine Guerra Lampo viene utilizzato soprattutto in contesto bellico, per descrivere una precisa strategia militare, che esattamente come un lampo è volta a danneggiare e far cadere rapidamente il proprio nemico.

Si concretizza con un attacco mirato e repentino, allo scopo unico di surclassare i rivali sul campo di battaglia nel minor tempo possibile, evitando le lunghe, logoranti e dispendiose guerre di trincea.

E’ questo il principio su cui, praticamente in ogni conflitto bellico, si fondano le iniziali intenzioni dei generali degli eserciti. Eppure, la possibilità di mettere in piedi una guerra lampo in piena regola è spesso destinata a fallire, per numerosi motivi.

Se la “Blitzkrieg“, così si chiama in tedesco, ha fino ad ora rappresentano una strategia da attuare unicamente sul campo di battaglia terrestre, lo spostamento dei conflitti, prettamente ideologici, anche in cielo e nello spazio, potrebbe in futuro condurre alla messa in pratica di una Guerra Lampo anche in simili ambienti.

Gli “States” continuano ad equipaggiarsi

Gli Stati Uniti sono al lavoro per la realizzazione di un superjet ipersonico dalle caratteristiche mai viste sino ad ora, soprannominato “Son of Blackbird“, in quanto affondante le sue radici sul modello SR-71 Blackbird, precedentemente implementato. Il nome ufficiale del nuovo mezzo in studio sarà SR-72 “Darkstar”, che secondo diversi fonti potrebbe già essere inquadrato come parte di un progetto segretissimo portato avanti dall’aeronautica militare. Il Darkstar, infatti, sarebbe capace di raggiungere una velocità pari a Mach 6 e, stando a quanto affermato da Airforce Technology, rappresenterà un velivolo di ricognizione da impiegare come tecnologia aerospaziale nel corso delle missioni a lungo raggio.

Le parole di Interesting Engineering a riguardo, invece, inquadrano come le potenzialità del mezzo stesso gli consentirebbero di colpire ogni qualsivoglia obiettivo entro un’ora grazie ai missili ipersonici in dotazione, raggiungendo tutti gli angoli della Terra. Dietro a questo progetto ci sarebbe la mano della Lockheed Martin, leader nel settore della difesa e delle missioni aerospaziali, ipotesi tuttavia mai confermata né da parte della United States Space Force, né dal Pentagono. C’è comunque da sottolineare che le notizie riguardanti questo nuovo mezzo di ultima generazione abbiano cominciato a circolare con maggiore insistenza proprio dopo l’annuncio di Donald Trump riguardante la futura implementazione di un caccia aereo, che dovrà ergersi a più potente e letale mai programmato nella storia.

F-47
F-47 (US Air Force foto) – www.aerospacecue.it

Le mire che gli USA prevedono di raggiungere

Il Presidente statunitense ha comunicato il suo progetto direttamente a Pete Hegseth, Segretario della Difesa, nel corso di un incontro tenutosi proprio alla Casa Bianca. Lo stesso dovrà concretizzarsi nella progettazione dell’F-47, aereo da caccia caratterizzato da un equipaggio di sesta generazione, il cui nome è stato attribuito niente meno che dallo stesso Trump. Axios afferma che i coordinatori del programma usufruiranno di droni robotici sofisticati, di progettazione General Atomics e Anduril Industries, al fine di condurre alla messa in pratica di questo ambizioso progetto.

Nel corso del suo intervento, il numero uno della White House non ha mai fatto esplicito riferimento ai costi previsti per l’effettiva realizzazione, cifra, invece, lanciata sotto forma di indiscrezione da parte di una fonte molto vicina alla Next Generation Air Dominance, secondo la quale l’investimento complessivo supererà addirittura i 20 miliardi di dollari. Gli aerei militari super letali richiesti dal Presidente, come da lui stesso affermato, saranno ultimati nel corso del prossimo biennio, considerando che la produzione si trova già nel pieno del suo corso.