“Gli alieni sono in mare e noi li scoveremo” | La Cina fa sul serio e manda un drone a 11000 metri sotto il livello del mare

Un alieno (Depositphotos foto) - www.aerospacecue.it
Un robot cinese si spinge dove nessuno è mai arrivato, a caccia dell’ignoto subacqueo a profondità assurde.
Quando si parla di territori ancora da esplorare, si pensa subito allo spazio, alle galassie lontane, ai pianeti misteriosi. Ma c’è un altro “spazio” sconosciuto, molto più vicino a noi e forse ancora più enigmatico: il fondo degli oceani. Lì sotto, in mezzo all’oscurità e a una pressione che schiaccia qualsiasi cosa, potrebbero nascondersi forme di vita “aliena”.
Negli ultimi tempi, la scienza sta riscoprendo un certo fascino per questi abissi. E non è solo curiosità: esplorare il fondo marino richiede soluzioni ingegnose, tecnologie spinte al limite, e una buona dose di incosc—ehm, coraggio. Muoversi lì sotto è complicatissimo: non c’è luce, la pressione è devastante, e ogni minimo errore può mandare tutto a monte.
La cosa interessante è che, mentre tutti guardano verso Marte o la Luna, qualcuno ha deciso di guardare giù, molto giù. E lo sta facendo con mezzi che sembrano usciti da un film sci-fi. Niente grandi sommergibili blindati o robot mastodontici: stavolta è un piccolo aggeggio leggero, veloce e… trasformabile. Sì, proprio così, un drone che cambia forma.
Il punto è che più si scende in profondità, più l’ambiente diventa… alieno. E se ci pensi, non è poi così assurdo immaginare che lì sotto possa nascondersi qualcosa di completamente nuovo. Roba da lasciare a bocca aperta.
Una missione al limite del possibile
Proprio per esplorare questi scenari quasi irreali, un team di ricercatori cinesi ha messo a punto un mini drone subacqueo da poco più di mezzo metro, pesante appena 16 grammi. L’hanno progettato all’università di Beihang, a Pechino, e l’hanno chiamato—oddio, il nome non è il punto—ma insomma, è un piccolo robot che può cambiare modalità di movimento a seconda di dove si trova.
Funziona con delle “molle a memoria di forma”, che gli permettono di trasformarsi da nuotatore a… camminatore, tipo granchio. Ha pinne che lo spingono nell’acqua e, quando tocca il fondo, spuntano delle zampette che lo fanno strisciare sulla sabbia senza sollevare polvere. Roba di un’altra epoca, davvero.

A caccia di vita sconosciuta nelle profondità più oscure
Ecco, l’obiettivo è proprio quello: cercare qualcosa di vivo, di diverso, di mai osservato prima. Secondo i ricercatori, le profondità oceaniche sono un ambiente perfetto per simulare mondi alieni. Condizioni estreme, nessuna luce, pressione pazzesca—proprio come in certi pianeti lontani.
Stando a quanto riportato da The Sun, il drone ha già fatto diverse “gite” in profondità, comprese alcune missioni nella Fossa delle Marianne, il punto più profondo del pianeta. E ogni volta è tornato su sano e salvo, pronto per nuove immersioni. Una roba che, anche solo dieci anni fa, sembrava fantascienza.