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Quando il Sole mise in ginocchio il Québec: la tempesta geomagnetica del 13 marzo 1989

Tempesta geomagnetica (Depositphotos foto)

Tempesta geomagnetica (Depositphotos foto) - www.aerospacecue.it

Quando il Sole scatenò il caos: la tempesta geomagnetica del 1989 che paralizzò il Québec e mandò in tilt le comunicazioni globali.

Il 13 marzo 1989 è una data che ha segnato la memoria di chi l’ha vissuta. Quel giorno, il cielo di molte città si è illuminato con luci sorprendenti, quasi magiche, che sembravano venire da un altro mondo. Le aurore boreali hanno fatto la loro comparsa in posti inusuali come Cuba e la Florida, sorprendendo tutti. Ma dietro quei bagliori spettacolari si nascondeva un fenomeno molto più pericoloso.

Nei giorni precedenti, gli astronomi avevano monitorato il Sole con attenzione. La sua attività stava aumentando, con brillamenti e macchie solari particolarmente intense. Tuttavia, nemmeno gli scienziati più esperti immaginavano che il Sole avrebbe scatenato un potere così devastante sulla Terra. Le previsioni mettevano in allerta solo in parte, senza cogliere appieno la portata di ciò che sarebbe successo.

Quando la tempesta solare ha colpito, gli effetti sono stati rapidi e imprevedibili. In Québec, l’intero sistema elettrico è andato in tilt, lasciando 6 milioni di persone senza energia per diverse ore. Le reti di comunicazione sono andate in crisi, e la situazione è diventata davvero complicata. L’evento, purtroppo, non ha colpito solo il Canada, ma ha avuto ripercussioni globali, facendo suonare il campanello d’allarme su come siamo vulnerabili nei confronti di certi eventi naturali.

Allo stesso tempo, i giornali di tutto il mondo parlavano di aurora boreale e caos tecnologico, alimentando anche qualche panico in più. La gente, infatti, spaventata dalle luci nel cielo e dal clima internazionale teso, pensò addirittura a un attacco nucleare. Un clima decisamente teso, tra la Guerra Fredda e il timore di un cambiamento epocale con la fine del Muro di Berlino.

Un’esplosione di energia dal Sole

La tempesta geomagnetica del 13 marzo 1989 ha avuto una causa ben precisa. È stata innescata da due brillamenti solari particolarmente forti, uno di tipo X4.5 e l’altro di tipo M7.3. Questi eventi, verificatisi nella regione 5395 del Sole, hanno liberato un’enorme quantità di energia solare diretta verso la Terra. L’intensità di questi brillamenti è stata tale che la nostra stella ha praticamente “sparato” verso il nostro pianeta una pioggia di particelle cariche.

Queste particelle hanno viaggiato nello spazio, generando due enormi espulsioni di massa coronale (CME). Sono arrivate sulla Terra con una velocità straordinaria, provocando un impatto che non si vedeva da secoli. Il primo flusso di particelle, partito dal Sole, ha colpito la Terra con un po’ di ritardo, impiegando 54 ore a raggiungere il nostro pianeta, ma non ha avuto un effetto troppo devastante. La vera sorpresa è arrivata con il secondo flusso, che ha raggiunto la Terra in sole 31 ore, scatenando una vera e propria tempesta geomagnetica.

Magnetogrammi solari nel marzo 1989 (Kitt Peak Observatory foto)
Magnetogrammi solari nel marzo 1989 (Kitt Peak Observatory foto) – www.aerospacecue.it

Il blackout in Québec e il caos globale

Quando la magnetosfera terrestre è stata investita da quella seconda esplosione solare, la situazione è precipitata. In Québec, l’intero sistema elettrico è collassato sotto la pressione delle correnti magnetiche che si sono abbattute sulle linee di distribuzione. Più di 6 milioni di abitanti sono rimasti senza luce per 12 ore, in pieno inverno. La situazione è stata critica: oltre al buio, le temperature bassissime hanno reso il problema ancora più serio.

Ma il caos non si è fermato in Canada. Anche altri Paesi hanno sofferto a causa di questa tempesta solare. In New Jersey, ad esempio, i trasformatori sono stati danneggiati a causa dell’intensità delle correnti, mentre in Europa, soprattutto nel Regno Unito e in Svezia, la rete elettrica ha subito gravi disfunzioni. A livello globale, anche i satelliti si sono trovati in difficoltà: alcuni, come il TDRS-1 della NASA, sono andati fuori controllo, impazzendo per diverse ore. La tempesta ha messo in evidenza quanto siano fragili le nostre infrastrutture, sebbene nessuno si fosse mai davvero preparato a un evento di simile portata.