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Ammasso della Fenice, une vera e propria “nursery stellare”: genera 1.000 stelle l’anno

L'Ammasso della Fenice (Webb Space Telescope foto)

L'Ammasso della Fenice (Webb Space Telescope foto) - www.aerospacecue.it

Un ammasso di galassie che sfida le regole dell’universo, poiché genera stelle a un ritmo senza precedenti.

Nello spazio, le galassie e gli ammassi che le ospitano seguono un ciclo abbastanza prevedibile. Le galassie giovani sono piene di vita, sfornano nuove stelle a un ritmo frenetico, mentre quelle più vecchie tendono a spegnersi lentamente. Gli ammassi di galassie—questi enormi gruppi che possono contenere centinaia o migliaia di galassie—dovrebbero seguire lo stesso destino: con il tempo, finiscono il loro “carburante” e smettono di produrre stelle. Ma si sa, l’universo ama sorprendere.

Uno degli esempi più eclatanti di questa imprevedibilità è l’Ammasso della Fenice, un gigante cosmico che si trova a 5,8 miliardi di anni luce da noi. Se le leggi dell’astrofisica fossero sempre rispettate alla lettera, questo ammasso dovrebbe essere ormai “morto”, privo di qualsiasi attività legata alla nascita di nuove stelle. E invece no.

Il suo nucleo è incredibilmente luminoso, e i telescopi hanno rivelato che al suo interno sta succedendo qualcosa di davvero strano: un’intensa e inaspettata formazione stellare. Ma come fa un sistema così vecchio a produrre stelle a una velocità che nemmeno molte galassie giovani riescono a eguagliare?

Per trovare una risposta, gli scienziati hanno cercato di capire da dove arriva il gas necessario a questa frenetica nascita stellare. In genere, le stelle nascono da nubi di gas freddissimo, ma in un ammasso così antico il gas dovrebbe essere ormai troppo caldo per condensarsi e formare nuove stelle. C’erano due possibilità: o la Fenice stava ricevendo gas freddo da altre galassie vicine, oppure—e questa sarebbe stata una scoperta rivoluzionaria—il gas caldo al suo interno stava riuscendo a raffreddarsi abbastanza da alimentare da solo la formazione stellare.

Un mistero svelato grazie a JWST

Per vederci chiaro, un team del MIT ha puntato il potentissimo telescopio spaziale James Webb (JWST) sul cuore dell’ammasso. JWST è il miglior strumento che abbiamo per osservare l’universo nell’infrarosso, e ha permesso agli astronomi di esplorare i dettagli del gas presente nella Fenice. Quello che hanno trovato ha cambiato tutto: per la prima volta è stata individuata una sorta di “zona di transizione”, un gas che non è né troppo caldo né troppo freddo, ma in una condizione intermedia perfetta per innescare il raffreddamento necessario alla nascita delle stelle.

Questa scoperta è stata possibile grazie all’analisi della luce emessa da particolari elementi, come il neon, che ha permesso di mappare la presenza di questo gas “a metà strada”. Risultato? Il nucleo della Fenice è pieno di queste sacche di gas intermedio, un chiaro segnale che il sistema sta raffreddando il proprio gas in modo autonomo, senza bisogno di “importarlo” da altre galassie vicine.

Ricerche sull'Ammasso della Fenice (MIT foto)
Ricerche sull’Ammasso della Fenice (MIT foto) – www.aerospacecue.it

Un record che lascia a bocca aperta

E il dato più impressionante è la velocità con cui questo processo sta avvenendo. La galassia al centro della Fenice sta sfornando qualcosa come 1.000 nuove stelle all’anno, un numero che non ha paragoni. Per dare un’idea, prima di questa scoperta, l’ammasso più attivo conosciuto arrivava a malapena a 100 stelle all’anno, mentre la norma per un sistema di queste dimensioni è… una stella all’anno. Il divario è enorme.

Tutto questo ha aperto un sacco di nuove domande. Stiamo assistendo a una fase temporanea, che prima o poi finirà, e che magari in passato è successa anche in altri ammassi? Oppure la Fenice ha preso una strada diversa da tutti gli altri sistemi conosciuti, finendo per diventare un’eccezione cosmica? Nessuno lo sa ancora, ma quello che è certo è che questa scoperta ha cambiato il modo in cui gli scienziati guardano all’evoluzione degli ammassi di galassie. E forse è solo l’inizio.