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ISS, accordo Russia e USA per il recupero degli astronauti | Segnali importanti per il loro rientro: c’é di mezzo Space X

SSI

La Stazione Spaziale Internazionale (ESA foto) - www.aerospacecue.it

Grazie alla collusione tra le rispettive agenzie spaziali nazionali, il raggiungimento della ISS potrà concretizzarsi nelle prossime settimane

Dalla corsa allo spazio che ha contraddistinto una delle fasi di maggiore tensione della Guerra Fredda, passando per la conquista della Luna da parte degli americani nel 1969, sino alla costituzione congiunta della Stazione Spaziale Internazionale.

I rapporti in campo aerospaziale tra gli Stati Uniti d’America, rappresentati dalla NASA con sede a Washington D.C, e la Russia, oggi rappresentata dalla moscovita Roscosmos, sono stati contraddistinti da periodi di estremo contrasto prima di giungere all’attuale condizione, che li vede collaborare nell’ambito delle missioni spaziali.

Sembrano passati secoli da quando l’Unione Sovietica, sprovvista all’epoca di un’effettiva agenzia nazionale, rappresentava il principale nemico da superare per gli Stati Uniti, sotto ogni punto di vista, al fine di imporre il proprio potere sul mondo.

Al giorno d’oggi, prendendo come esempio le parole dell’amministratore NASA Bill Nelson, Russia e States mantengono una solida collaborazione nel settore spaziale, che ha portato più volte alla cooperazione tra i singoli astronauti nell’ambito di ricerche e passeggiate spaziali.

Un’efficace collaborazione

Mantenere i rapporti saldamente stabili tra le due potenze mondiali è fondamentale, anche nell’ambito aerospaziale. Ed è proprio in merito a questo tema che risulta fondamentale sottolineare le notizie che hanno coinvolto l’agenzia governativa Roscosmos, con sede a Mosca, il cui direttore generale Dmitry Bakanov ha annunciato che avverrà quello che viene definito uno “scambio di sedili” – una sostituzione tra astronauti, dunque – tra la flotta russa e la statunitense NASA. Quanto si concretizzerà è che i cosmonauti Oleg Platonov e Oleg Artemyev salperanno a bordo delle Crew Dragon, navicelle di SpaceX per  raggiungere la ISS (Stazione Spaziale Internazionale).

Ad essere interessate saranno, in particolare, la missione Crew-11, che accoglierà Platonov nel proprio equipaggio, e la missione Crew-12, dove invece troverà posto Artemyev. Al contrario, anche gli astronauti NASA saranno coinvolti nello scambio; Soyuz MS-28 riceverà a bordo Christopher Williams, che sostituirà Platonov, affiancando Sergey Kud-Sverchkov e Sergey Mikaev, mentre entrerà a far parte dell’equipaggio di Soyuz MS-29 Anil Menon, sostituendo Sergey Korsakov, che troverà Petr Dubrov e Anna Kikina come compagni di equipaggio.

Crew Dragon
Il veicolo spaziale Crew Dragon (SpaceX foto) – www.aerospacecue.it

Il ruolo di SpaceX

Inoltre, le stesse Crew Dragon sono state soggette a delle modifiche relative al loro utilizzo, a seguito di un accordo raggiunto tra l’azienda privata SpaceX con la NASA e Axiom Space. In riferimento a ciò, la C210, anche conosciuta come Crew Dragon Endurance, verrà utilizzata nell’ambito della missione Crew-10, che avrà inizio a partire dal prossimo marzo. Il motivo è da ricercarsi nei ritardi che hanno causato lo slittamento nell’ultimazione della Crew Dragon C213, capsula durante il cui assemblaggio è stato osservato un problema alle batterie, rendendone impossibile la partecipazione nella sopracitata missione.

La capsula C213, a cui manca ancora una denominazione effettiva, potrebbe rappresentare l’ultimo tassello per il completamento da parte di SpaceX, fondata e rappresentata da Elon Musk, della propria flotta di navicelle, prima che la dismissione dei Falcon 9 diventi effettiva. Nel frattempo, nonostante non siano ancora state chiarite le tempistiche, la capsula Crew Dragon Resilience, anche nota come C207, dovrebbe essere impegnata nella missione spaziale Fram2. Ad annunciarlo è stata la stessa azienda con sede a El Segundo, California.