Asteroide in collisione, non si sa più a che Santo votarsi | Dopo l’ONU ora tocca anche al telescopio: e intanto la pericolosità aumenta sempre più
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L'asteroide che minaccia la Terra (Canva/Depositphotos foto) - www.aerospacecue.it
Con il potenziale rischio di collisione di un asteroide sulla Terra, le agenzie spaziali di tutto il mondo restano sull’attenti. Al via una fase d’osservazione cruciale
Nel corso della storia le osservazioni e le missioni effettuate soltanto dalla NASA hanno permesso l’individuazione di oltre un milione di asteroidi. Si tratta di residui di roccia, caratterizzati da misure che possono variare diametralmente tra l’uno e l’altro.
Gli esperti indicano come la presenza degli asteroidi si concentri prevalentemente nella “fascia” o “cintura asteroidale“, compresa tra i pianeti Marte e Giove, dove i frammenti di roccia del Sistema Solare orbitano proprio attorno alla principale Stella.
Ma gli asteroidi possono rappresentare un rischio per il pianeta Terra? C’è da dire che fenomeni quali spinte gravitazionali o collisioni orbitali possono condurre i frammenti a percorrere traiettorie inaspettate, raggiungendo addirittura il nostro pianeta.
Se nella maggior parte dei casi con l’ingresso nell’atmosfera gli asteroidi si consumano, materializzandosi come stelle cadenti, non è da escludere la possibilità che i sassi cosmici contraddistinti da dimensioni importanti possano entrare in collisione con il pianeta, come avvenuto già in passato.
Il sasso cosmico che sta tenendo tutti in allerta
Le osservazioni spaziali che stanno avvenendo durante questo periodo e che avranno luogo nei mesi a venire si stanno concentrando prevalentemente sull’asteroide 2024 YR4, sotto stretto monitoraggio per comprendere le probabilità che vedono la collisione del corpo con la nostra Terra. E’, più nello specifico, l’ufficio di difesa planetaria dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) ad occuparsi della costante indagine in merito; gli approfondimenti hanno permesso di portare alla luce le misure stimate dell’asteroide, che possederebbe una larghezza compresa tra i 40 e i 100 metri.
Al 99% il corpo, secondo le stime degli esperti, transiterà nei pressi del nostro pianeta, non raggiungendo la superficie, ma la probabilità, seppur irrisoria, che il colpo effettivo possa avvenire direttamente sulla Terra è un’opzione concreta che, per questo, sta interessando l’intera comunità aerospaziale globale. La data del potenziale evento viene inquadrata nel 22 dicembre 2032; in merito, l’ultimo bollettino fornito dalla NASA ha aumentato la probabilità di collisione al 2,3%. Per ottenere informazioni ancora maggiormente dettagliate, nel mese di marzo avrà inizio un ciclo di osservazioni mediante l’impiego del Telescopio Spaziale James Webb, fiore all’occhiello proprio dell’agenzia spaziale statunitense.
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Le osservazioni previste in futuro
L’impiego del Telescopio Webb, gestito congiuntamente da NASA, CSA (Agenzia Spaziale Canadese) e da agenzie spaziali europee, potrà rivelarsi determinante per ottenere dati migliori sotto il punto di vista della precisione, attraverso l’esaminazione della luce infrarossa che l’asteroide è capace di emettere. Le stime riguardanti la sua lunghezza, infatti, sono state effettuate dagli studiosi esclusivamente basandosi sulla luce visibile che il sasso cosmico riflette dal Sole; c’è da dire che più lo stesso presenta lucentezza, più appare esteso in termini di dimensioni. Ed è proprio questo il motivo che ha reso necessari ulteriori approfondimenti, fondamentali per valutare tutti i potenziali rischi.
L’asteroide scomparirà nel 2028 e sino a quel momento sarà fondamentale mobilitarsi con tutti i mezzi che si hanno a disposizione per apprendere sempre più informazioni a riguardo. Ed è qui che entrano in gioco le osservazioni che verranno effettuate con il NIRCam del Telescopio Web, che combinatamente ai dati termici raccolti dallo strumento “Miri” dovranno essere in grado di fornire misurazioni anche quando l’osservazione del sasso cosmico sarà divenuta impossibile. Dopo il ciclo di marzo, gli esperti si getteranno nuovamente all’osservazione di 2024 YR4 nel mese di maggio, per comprenderne le variazioni nella temperatura. Il rischio è concreto e soltanto la cooperazione della comunità aerospaziale mondiale potrà permettere di comprenderne i potenziali effetti e, eventualmente, le precauzioni da adottare. A riportare la notizia è Sky TG24.