venerdì, 23 Ottobre, 2020

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2020SO: la Terra avrà anche una seconda mini Luna

Il protagonista di oggi è l'asteroide 2020SO, una piccolo oggetto celeste che per un po' farà la veci di "seconda Luna" del pianeta Terra.

Volenti o nolenti, gli asteroidi non smettono mai di far parlare di sé. Il protagonista di oggi è l’asteroide 2020SO, una piccolo oggetto celeste che per un po’ farà la veci di “seconda Luna” del pianeta Terra. Che significa? Cos’è questo NEO (Near-Earth Object) che passerà vicino la Terra?

Le caratteristiche orbitali di 2020SO

asteroidi

Questo piccolo asteroide, di dimensioni comprese tra i 6 e i 14 metri di diametro, è stato momentaneamente inserito all’interno della famiglia Atens, che si caratterizza per avere un’orbita che interseca quella terrestre. Il primo avvicinamento di 2020SO è previsto per dicembre di quest’anno, mentre il secondo a Febbraio 2021. La distanza a cui si avvicinerà in questo dicembre è di circa 50mila kilometri (circa 1/6 della distanza Terra – Luna): per quanto possa sembrare una distanza molto bassa, in termini di “probabilità di impatto” resta comunque elevato.

Per via delle sue caratteristiche, a dispetto dei tanti corpi celesti che ci “schivano” ogni giorno, 2020SO si tratterrà nella nostra orbita per qualche mese (nel dettaglio, da ottobre 2020 a maggio 2021), diventando una sorta di “seconda luna” a tutti gli effetti.

È davvero un asteroide?

Seconda Luna 2020SO
Orbita di 2020SO. Credit: JPL/Tony873004

Arriviamo alla parte interessante. La sua orbita particolare e, soprattutto, la sua bassa velocità fanno pensare che non si tratti di un NEA (Near-Earth Asteroid) ma di un detrito spaziale, cioè una realizzazione dell’uomo che si è precedentemente persa nello spazio. L’astronomo Paul Chodas della NASA ha ipotizzato che si tratti dello stadio Centaur del razzo che venne usato nel 1966 per lanciare il lander lunare Surveyor 2. La sua ipotesi sembra essere confermata dai dati riportati nel database Cneos della Nasa: secondo le prime ricostruzioni, l’oggetto ha una lunghezza compresa tra 6 e 14 metri. Lo stadio Centaur era lungo 12 metri.

Per avere notizie più certe, gli studiosi stanno appositamente aspettando il suo “Close Approach” di dicembre, in modo da poter esaminare più nello specifico la sua superficie. L’oggetto spaziale potrà essere riconosciuto ufficialmente come la terza mini-luna mai catturata dalla Terra: in precedenza era accaduto tra il 2006 e il 2007 con RH120, e con l’oggetto 2020 CD3, finito nell’orbita terrestre tra il 2018 e il 2020. Ebbene sì, come potete constatare, la Luna ha spesso compagnia.

Che sia un asteroide o meno, potrà comunque avere una grossa valenza scientifica! Nel caso si trattasse del detrito del Centaur, si potrà studiare come la superficie si è degradata negli anni, un’informazione preziosa per le future missioni spaziali di lunga durata. Non è un segreto che lo spazio abbia delle particolare conseguenze sulla tecnologia, oltre che sugli esseri umani.

Durante questo anno, è già il secondo incontro ravvicinato importante che possiamo ammirare: il precedente è stato quello dell’asteroide 2020 QG (di cui discutiamo in questo articolo), l’asteroide più vicino mai osservato fino ad ora. Che ne pensate di questo nuovo gemello della Luna? Godetevi, per ora la sua compagnia! Chissà quale sarà il nostro prossimo vicino!

Prima che lo chiediate, no, non è osservabile con telescopi, né a occhio nudo. Purtroppo le sue dimensioni sono troppo irrisorie per poter essere osservato; tuttavia, se proprio vi interessano i corpi celesti, godetevi il nostro articolo sull’asteroide 1998OR2, di diametro di ben 2 km!

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Gianmarco Vallettahttp://aerospace.closeupengineering.it
Laureato alla triennale di Ingegneria Aerospaziale presso l’Università degli Studi di Napoli - Federico II. Dopo la maturità ha svolto i più svariati lavori, da Discontinuo dei Vigili del Fuoco a Bagnino. E' apparso sul “Venerdì di Repubblica” e su "Lo Stradone" grazie alla pagina Facebook "Ingegneria del Suicidio", di cui è fondatore e ideatore.